AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare
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sabato 15 agosto 2026

SAN MASSIMILIANO KOLBE 14 agosto

Oggi è S. Massimiliano Kolbe, perciò ti mando questo bel testo tratto da una lettera del Santo e messo in lirica dal nostro Padre Nicola.

Il dipinto è di mio marito.

In famiglia infatti siamo molto devoti a S. Massimiliano perché il mio papà è stato un IMI (Internato Militare Italiano) per due anni nei lager nazisti e sopravvisse solo per l'aiuto del Signore

Ecco queste bellissime preghiere da una lettera il padre Kolbe, messe in lirica dal nostro Padre Nicola.

Con affetto, Marta MT

Ringrazio Marta per il prezioso invio che racchiude San Kolbe, la versione poetica di Padre Nicola Galeno OCD e il perfetto  dipinto del pittore Angelo Titonel.


Ciclo su S. Massimiliano Maria Kolbe
 
(Da una Lettera del Santo)
 
E STAVA LORO SOTTOMESSO     52538
 
Nazaret, resto sempre affascinato
dalla silente vita del Maestro.
Tutto quel lungo tempo dal Vangelo
viene sintetizzato brevemente
con le parole: “Stava sottomesso”.
E tutto il resto della vita sua
trascorrer seppe sempre sotto il segno
dell’obbedienza. Volle a noi mostrare
d’esser disceso in terra sol per compier
in tutto la divina Volontà.
(Parma 15-2-2014)
 
DIO E’ TUTTO   52539
 
Signore sapientissimo, infinito
e clementissimo; Padre creatore,
fine e principio, potenza ed amore.
E quanto esiste al di fuori di Lui
vale soltanto riferito a Lui,
di tutto creator e redentore
degli uomini. Rimane Lui soltanto
l’ultimo fine d’ogni creazione.
(Parma 15-2-2014)
 
L’UNICA VIA       52540 
Della sapienza e pur della prudenza
percorrer il sentiero si rivela
l’unica via perché noi possiamo
render a Dio la massima gloria.
(Parma 15-2-2014)
 
PERFETTA CARITA’      52541
 
Dobbiamo amare con tutte le forze
quest’amorevole Padre celeste.
La prova della nostra carità
perfetta sol nell’obbedienza sta.
Dobbiamo esercitarla soprattutto
quando ci chiede di sacrificare
la nostra volontà. Non conosciamo
per progredire nel divino amore
un libro più sublime della Croce.
(Parma 15-2-2014)
 
L’INTERCESSIONE DELL’IMMACOLATA   52542
 
Tutto potremo davver ottenere
più facilmente per l’intercessione
di quell’Immacolata che da Dio
inestimabil ruolo ricevette:
dispensatrice di misericordia.
La sua volontà sempre riflette
quella divina. La consacrazione,
che noi facciamo a Lei, poi ci consente
d’esser nelle sue mani gli strumenti
della misericordia: lei lo fu
nelle sapienti mani dell’Eterno.
Lasciamoci perciò sempre guidare
dalla materna mano, assaporando
tanta tranquillità e sicurezza!
 
(Parma 15-2-2014), 
Padre Nicola Galeno
 
.................... 


domenica 26 luglio 2026

Il mio grazie a Marta e a padre Nicola Galeno per queste due immagini con didascalia poetica

 Ricevo da Marta Montanari Titonel queste due immagini con didascalie poetiche che aveva ricevuto da Padre Nicola e la ringrazio moltissimo, esattamente come mando il mio ringraziamento a Padre Nicola che ora risiede in Paradiso. 



Colgo l'occasione per porgere i miei auguri alle persone che portano il nome di Anna e Gioacchino e naturalmente Maria.



martedì 21 luglio 2026

PADRE NICOLA GALENO OCD E LE ANIME DEI DEFUNTI Memoria di Marta Montanari Titonel

          PADRE NICOLA GALENO OCD E LE ANIME DEI DEFUNTI   

Foto di P. Nicola dal Giappone 

Un aspetto tra i più caratteristici del Padre Nicola Galeno OCD è stata  la virtù della carità verso il prossimo: i vivi, ma anche i moribondi e i defunti per i quali pregava incessantemente, creando una rete di preghiere  con gli amici e conoscenti che informava anche per mail, non solo appena  riceveva notizia dei decessi ma incredibilmente anche negli anni alla scadenza dei loro anniversari!

Il Padre Nicola si ricordava di tutti, sempre.

Oggi facilmente diremmo: memoria supportata da AI /Intelligenza artificiale. 

No.  La sua straordinaria memoria era il grandissimo amore per il bene del prossimo in cui vedeva Dio e il sommo desiderio che aveva di incontrarci tutti in Paradiso a lodare eternamente il dolce Signore nella pienezza della gioia. 

Non saprei quantificare il numero dei cimiteri dove si è recato  a pregare in 82 anni di vita, so che era quasi sempre uno dei primi luoghi visitati, qualunque fosse la città  in cui si trovasse. 

 Quando si rese conto che le sue gambe non erano più affidabili, mi confidò che il suo grande dispiacere era di non poter più recarsi fisicamente al cimitero a pregare.

Supplì, tuttavia, attingendo dall’incredibile materiale fotografico archiviato negli anni impreziosendolo di liriche di suffragio che arrivano dritte al cuore e che inviava ai suoi innumerevoli corrispondenti.

Dopo poco meno di due anni, il 30.06.2026, le sue spoglie mortali sono state accolte nel  Campo dei Carmelitani del Cimitero Monumentale di Legnano.                                         

E' stata Sr.Maria Rosa Novello delle Piccole Suore di S.Teresa del Bambino Gesù di Imola, che presentò a mio marito e a me Padre Nicola Galeno.

Mio marito, il pittore Angelo Titonel, aveva appena realizzato i ritratti dei due Fondatori di questa nostra Congregazione imolese,  (Padre Mazzanti e Madre Zanelli) mentre Padre Nicola si trovava  a Imola  per uno dei tanti soggiorni dedicati alla  trascrizione dei documenti originali che hanno permesso di aprire le due cause di Beatificazione dei Fondatori alla scadenza dell’ anno centenario (gennaio 2024)

L’aspetto era proprio di un Padre missionario: sorridente, con una lunga barba e lo sguardo buono e penetrante... il saio un po’ sciupato e parzialmente logoro.

Sr.M.Rosa ci disse subito che aveva una dote speciale: sapeva leggere e trascrivere le calligrafie più difficili, “impossibili”.

Dopo questo incontro lo vedemmo  altre due volte: io sul treno per Faenza dove  mi stavo recando per lavoro, perciò  in città mi offrii di accompagnarlo al prezioso Museo diocesano, e poi lo incontrammo, mio marito ed io, per la S.Messa e benedizione dei ritratti dei Fondatori nella Chiesa di S. Giovanni Battista decollato e del Sacro Cuore a Castel Guelfo, città natale di Madre Zanelli.

E dopo? 

 Il 25 aprile 2018 festa di S.Marco, mentre eravamo in famiglia tutti felici, mio fratello maggiore Marco, mentre stava parlando  su come sarebbe stato possibile per i poveri dell’Africa curarsi contro un tipo grave di infezione  a costo praticamente nullo,  improvvisamente si accasciò davanti a me colpito da infarto fulminante. La S. Messa per il suo funerale fu presieduta dal nostro Parroco, Don Nello Mariani e concelebrata da altri sacerdoti amici nella Chiesa di S.Lorenzo.

 Saputa la notizia di questa morte improvvisa, Sr. Maria Rosa Novello venne  al funerale  con Padre Nicola che non solo concelebrò ma inaspettatamente per noi, fece  anche l’omelia, pur non conoscendo affatto mio fratello Marco.

 In questa,  raccontò anche  come in Giappone, dove era stato missionario per diciassette anni, suffragavano i loro defunti e come in ultimo i presenti deponessero  nella bara come estremo saluto un fiore bianco fino a coprire tutto il corpo, lasciando visibile solo il volto...

Fu una bellissima omelia, doppiamente commovente e intima che noi famigliari che eravamo così frastornati da quanto era accaduto ma affidati pienamente nelle mani di Dio, vedemmo come un dono della Provvidenza, un segno grande della tenerezza del Signore. Questo mio fratello Marco, infatti, aveva una grande fede e un gran cuore,  sapeva curare benissimo le persone;  aveva sempre avuto il desiderio di fare il missionario per portare Gesù e poter anche curare gratuitamente i malati più poveri ...

La simpatia, la stima, la gratitudine profonda e l’amicizia per il Padre Nicola progredirono; diventando anche noi suoi corrispondenti cominciammo ad essere introdotti alla lettura delle  sue bellissime e mistiche meditazioni liriche.

Dopo quattro mesi però, il 7 ottobre 2018, Festa della Madonna del Rosario a cui mio marito Angelo era devotissimo, lui alzandosi dal letto fu improvvisamente colpito da un ictus. Capii subito che la situazione era disperata, allora mi inginocchiai e con tutta l’anima ringraziai il Signore per il dono che mi aveva fatto per tutti gli anni passati assieme, offrii al Signore se voleva, gli anni della mia vita che sarebbero rimasti al fine che sopravvivesse mio marito perché il suo cuore era grande generoso e invocai la Divina Misericordia con la preghiera insegnata da Gesù a Sr. Faustina: “Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di Misericordia per noi, io confido in Te”.  Davanti a me c’era un orologio che segnava il primo quarto dopo la mezzanotte. Il mio Angelo sopravvisse ancora meno di due ore prima di volare in Cielo.

La mattina di ritorno dalla prima Messa delle sette in Duomo, scrissi subito a Padre Nicola che all’epoca abitava nel convento di Milano; mi rispose immediatamente che nella notte, proprio a quell’ora in cui avevo invocato la Divina Misericordia si era improvvisamente svegliato senza un motivo. Inizialmente non aveva capito perché ma poi aveva sentito chiaramente nel suo cuore  che un amico stava trapassando e si era messo a pregare incessantemente. 

Venne appositamente da Milano per partecipare al funerale di Angelo; mai più si dimenticò di mio marito così come di mio fratello Marco.

Conoscere il Padre Nicola è stato per me e la mia famiglia e i nostri amici che sono diventati anche i suoi,  un dono preziosissimo  per il quale non mi stancherò mai di ringraziare il Signore.

Negli anni che sono seguiti ho costatato bene che, quanto  era accaduto, non era un fatto straordinario ma uno dei tanti carismi particolari di Padre Nicola, che quotidianamente viveva intensamente la comunione dei santi. Tutto a maggior gloria di Dio.

In fede,

Marta Montanari Titonel

Imola, 15 luglio 2026

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Ndr: Danila Oppio: Mi permetto di aggiungere due righe quale titolare e redattrice di questo blog. Quanto ha scritto, fotografato e testimoniato padre Nicola, per molti anni ho avuto il piacere di ricevere direttamente da lui tanto materiale, che mi ha sempre chiesto di pubblicare sul mio Blog Il Paradiso non può attendere che è questo su cui ho appena finito di trascrivere la splendida testimonianza della Signora Marta Montanari Tintonel. Chi volesse vedere i lavori del Padre che fu missionario per tanti anni in Giappone e la cui lingua ha imparato a scrivere e parlare perfettamente, può cliccare su questo indirizzo 

https://ilparadisononpuoattendere.blogspot.com/search/label/Padre%20Nicola%20Galeno

oppure su

https://ilparadisononpuoattendere.blogspot.com/search/label/Padre%20Nicola%20Galeno%20OCD

e tanti altri articoli che non sto ad indicare perché sono davvero moltissimi. 

lunedì 20 luglio 2026

PADRE NICOLA GALENO NELLA BELLEZZA DI DIO testimonianza di Marta Montanari Titonel


PADRE NICOLA GALENO  NELLA BELLEZZA DI DIO

Chi dona la propria vita al Signore, desiderando con ardore di incontrarlo faccia a faccia e vivere eternamente nella Sua ineffabile  Bellezza, affina nella vita terrena uno sguardo di Cielo  anche verso  tutto ciò  che ci circonda.

Padre Nicola Galeno aveva un modo di usare la parola “creatura”, nel colloquiare o nello scrivere, che era così traboccante di significato che non potevi restare indifferente.

Come lo conobbi, notai subito come il Padre usava le parole: con una capacità di sintesi senza sbavature  che mi lasciava stupita e incantata; ero costretta a fermarmi ad ascoltare … e ascoltare vuol dire “scavare” … pregare … contemplare ...

Mi sono anche chiesta come facesse, da dove attingesse tanto talento. 

Certamente il Signore lo aveva dotato di capacità eclettiche imprevedibili e di una intelligenza decisamente superiore che non sempre veniva compresa da chi era “distratto”;   non ti faceva però mai pesare il suo sapere perché a sua chiave di volta era la grandissima fede in Dio, la preghiera, la meditazione e la contemplazione incessanti. Come sacerdote si è speso senza riserve, da missionario quale era. Somministrava i Sacramenti, passando anche lunghe ore in confessionale anche se con la vecchiaia era aumentata la sordità e che, unita alla frequente afonia, lo costringevano ad uno sforzo fisico e di attenzione che lo sfiniva.  So tuttavia che in tutta la sua vita è stato sempre disponibile a confessare chiunque glielo chiedesse, qualunque fosse la circostanza.

Lo vidi per l’ultima volta il venerdì 26 luglio, un giorno prima che andasse in Cielo, era consunto nel corpo ma la sua mente e il suo cuore erano lucidissimi  e mi confessò il suo  dolore perché per un disguido mi pare di orario, il giorno precedente non aveva potuto concelebrare; lo consolai, come faceva con me quando, per interminabili riunioni di lavoro, non mi era possibile partecipare alla Messa e mi diceva: “Marta, c’è la Messa di desiderio!” .

Con tutto il cuore e il desiderio che il buon Padre Nicola ci stava mettendo, era come se, quell’ultima concelebrazione  non solo l’avesse iniziata ma continuasse…

In quell’ultimo incontro per il quale non mi stancherò mai di ringraziare lil Signore per la sua bontà, il Padre Nicola parlò degli argomenti di cui sempre discorrevamo.  Mi commosse tanto perché non si preoccupava della sua salute ma piuttosto delle varie coincidenze dei treni che avevo dovuto affrontare nel viaggio per arrivare a Legnano e mi disse che la prossima volta dovevo venire in macchina con il suo carissimo amico Giancarlo Bianconcini che abita a Fontanelice, poco lontano da Imola.

Che gioia aprire la posta e scoprire ogni giorno, per tanti anni che cosa il suo cuore generoso condivideva.

In un periodo storico in cui in Occidente viviamo una spaccatura tra i fedeli e un clero che diminuendo numericamente diviene meno accessibile, il Padre Nicola era controcorrente, c’era sempre!  Non so come facesse, certo aveva il valentissimo aiuto del suo Angelo Custode.  L’appellativo “Padre” gli calzava proprio benissimo e mi riempie di soddisfazione quando lo pronuncio!

Amava i santi, i mistici in particolare, dei quali amava meditare la spiritualità.

Per anni ogni sera meditava anche S. Agostino nella versione latina.

Quanti santi di ogni dove ed epoca, mistici, santi carmelitani  mi ha fatto conoscere!

Quando, per esempio, il mondo si interrogò sul Beato Carmelitano Scalzo Fra Lorenzo della Risurrezione e su “La pratica della presenza di Dio”, che per il Papa Leone XIV era stato decisivo per la sua scelta di diventare sacerdote, Padre Nicola mi aveva già mandato molto tempo prima una lunga e commossa versione lirica dello scritto di questo beato...

Quando gli chiesi delle apparizioni di Nostra Signora di Akita in Giappone, mi raccontò la sua forte esperienza poiché, dovendo fare da interprete a un sacerdote, aveva parlato per la prima e unica volta con la veggente, una Suora giapponese che lo toccò profondamente nell’anima per la grandissima umiltà, semplicità ed estrema povertà.

Padre Nicola ha anche il merito di essersi adoperato instancabilmente per far riscoprire ai più la figura della mistica imolese, Elena Rocca, stigmatizzata e morta per l’epidemia di Spagnola nel 1918 a soli 26 anni.

Promotrice dell’Adorazione perpetua in città, Elena amò profondamente S.Teresina di Lisieux conosciuta attraverso la lettura di “Storia di un’anima” e la divulgò con magnifici frutti di santità (quali l’Istituto S. Teresa del Bambino Gesù a Imola)

Io gli feci invece scoprire la Venerabile imolese stigmatizzata Teresa Gardi (1769- 1837), terziaria francescana e anima vittima, devotissima della ”sua avvocata” S.Teresa d’Avila che le appariva per  indicarle la  volontà del Signore. 

Il Padre Nicola stupito per questa scoperta che coinvolgeva la Santa Madre Teresa, immediatamente traspose in versione informatica alcune fonti cartacee rarissime e le divulgò. A tre anni di distanza un’anziana signora che abitava a Modena e discendente della Gardi, inviò una lettera per il Vicepostulatore in cui dichiarava che “da tre anni recitava tutti i giorni le preghiere composte da Teresa Gardi, che aveva scoperto perché un certo Padre Nicola Galeno le aveva pubblicate su un blog...per cui aveva ottenuto tre grazie” di cui seguiva la descrizione.

Il Padre aveva la capacità di infondermi tanta pace e desiderio della Bellezza di Dio.

Sicuramente era una persona molto originale che sapeva essere molto arguta e spiritosa. Mi piacque subito quando mi spiegò che con il passare degli anni aveva capito che per parlare del Signore e col Signore le parole erano così misere che l’unico modo che riteneva lontanamente possibile era nella forma della lirica.

Sia chiaro: il suo non era assolutamente un divertimento ma un bisogno interiore, un bisogno dell’anima!

Certo ha anche composto qualche strambotto ma che era finalizzato a eventi particolari della vita quotidiana che documentava anche con i suoi preziosi scatti fotografici e commentava perché non cadessero nell’oblio.   Particolari i ricordi di fatti e persone inerenti la vita carmelitana, per la quale ci vorrebbe un capitolo a parte per la loro importanza.

Padre Nicola poi nel convento di Milano era stato lo stretto collaboratore del Padre che si occupava della stampa cattolica. 

Quante volte mandandomi un testo, premetteva “dimmi cosa ne pensi...Ci ho messo tutta l’anima” esattamente com’è accaduto per la recente meditazione lirica che in un unico testo raccoglie tutti i brani del Vangelo che ci fanno conoscere S. Giuseppe e che ha voluto fosse letta al suo funerale dal confratello e amico, il Padre Giuseppe Agosteo al quale l’aveva dedicata per l’onomastico pochi mesi fa.

La trascrizione lirica aiutava il Padre a piantare nel suo cuore la Parola del Signore.

La Bibbia non è forse ricca di testi poetici, dai Salmi al sublime Cantico dei Cantici?  La lirica poi è proprio di casa tra i grandi santi carmelitani!

S. Giovanni Paolo II con l’approssimarsi del terzo millennio scrisse come primo documento la magnifica “Lettera agli artisti” perché scrive il Papa, “nessuno meglio di voi artisti , geniali costruttori di bellezza, può intuire il pathos con cui Dio all’alba della Creazione guardò all’opera delle sue mani...” 

Un altro aspetto che ritengo primario della personalità di Padre Nicola, che mi stupiva e mi commuoveva profondamente era proprio che, anche se parlava di argomenti vari, alla fine arrivava sempre al Signore e mi accorgevo che lui di fatto viveva costantemente i suoi giorni, come se partecipasse a tutti gli eventi della Bibbia come persona fisicamente presente: era a Betlemme per adorare il Salvatore, a Betania nella casa di Marta e Maria, era seduto ai piedi del Signore ad ascoltare le Beatitudini  ma soprattutto era sulla strada del Calvario e contemplava il dolce Signore orribilmente martoriato e il cuore trafitto della Mamma Celeste che amava immensamente. 

Il Padre offriva ardentemente e nascostamente sacrifici al Signore che aveva preso su di sé il peccato del mondo! E’ la Scientia Crucis carmelitana. Il Padre, letteralmente si “inabissava” in questi “insondabili Misteri” (sono espressioni sue).

 Quanta sofferenza ha patito nella sua vita il povero corpo del mio caro Padre! 

Leggendo il Diario scritto dal Padre minore francescano, Francesco da Bologna che era stato confessore della venerabile Teresa Gardi per 35 anni, in cui annotava le esperienze mistiche e le sofferenze che quotidianamente aveva, mi disse candidamente, con umiltà e stupore che anche lui pativa tutte quelle sofferenze, fatta esclusione ovviamente delle stigmate.

Poi tutto si compiva nella gioia della Risurrezione e Ascensione per cui era proiettato con tutto sé stesso al Paradiso.

Sull’amore alla Madonna ci sarebbe da scrivere moltissimo, non per niente era un Carmelitano e aveva voluto che quel suo dolce nome fosse nel nuovo nome che lo identificava nel suo essere e nei suoi desideri appunto come “Padre Nicola della Vergine del Carmelo”,

Il Padre era arrivato progressivamente a recitare quello che chiamava “il Rosario perpetuo”, nel senso che lo recitava praticamente in continuazione, pochi giorni prima di morire mi scrisse “porto lo scapolare di giorno e di notte e il Rosario ce l’ho frequentemente in bocca”.

Il Padre si svegliava anche di notte per comporre bellissime serenate alla Vergine e al Bambinello o altre bellissime liriche alla Madonna, spesso ricorrendo ai fiori che amava moltissimo perché immaginava che fossero ciò che della Creazione si era conservato più integro e li rendeva protagonisti di colloqui e lodi sempre diverse alla Madonna e al Signore.

Infine voglio fare solo un cenno alla fantastica pinacoteca e biblioteca d’arte che si era costruito negli anni grazie alle fotografie che aveva scattato soprattutto da quando era passato all’’uso della macchina fotografica digitale e aveva iniziato a servirsi del computer. Una raccolta da fare invidia a qualunque Storico dell’Arte.

Anche qui il Padre Nicola dava un suo taglio tutto personale.

L’arte non gli interessava affatto come compiacimento astratto o legato a pesanti riferimenti storiografici. Lui cercava l’Arte Sacra, l’Arte Cristiana.  Di qualunque forma di espressione: dall’amatissimo Lorenzo Lotto, al ricamo a punto croce o al disegno dei bambini perché, in modo diverso, esprimevano sentimenti e valori che gli toccavano il cuore a lode di Dio.

Penso che qualunque artista, parlo di quelli veri, si sentirebbe onorato di vedere le proprie opere abbinate ai commenti lirici del Padre.

In questa pinacoteca del cuore figurano anche i suoi fini disegni eseguiti soprattutto a china e a penna ..., poi era passato all’uso di programmi di grafica per realizzare disegni coloratissimi di cui molti erano dedicati anche ai bambini che lo intenerivano sempre tanto e lo facevano ridere di cuore, per accostarli alle vite dei Santi. Come ho detto, Il buon Padre Nicola non si dimenticava mai di nessuno!

Voglio concludere con la lirica “138.122 Il Cuore Immacolato di Maria” che il Padre Nicola mi inviò il 14 giugno 2026, dieci giorni prima di volare Paradiso.

Così mi scriveva nella lettera: “ E’ la fotografia lirica della mia situazione attuale”.

Tutto a maggior gloria di Dio.

In fede,

Marta Montanari Titonel

Imola, 15 luglio 2026

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Esequie di Padre NICOLA GALENO OCD


Il Priore Padre Silvano Vescovi celebra le esequie di Padre Nicola Galeno OCD presso il santuario di Santa Teresa del Bambino Gesù a Legnano


I saluti ai partecipanti alle esequie da parte dei confratelli carmelitani e qui vediamo Padre Giuseppe Agosteo, caro amico e confratello di Padre Nicola.


Gli ultimi saluti alla salma presso il Camposanto di Legnano, nella zona

dedicata ai confratelli defunti carmelitani

Ringrazio la Prof, MARTA MONTANARI TITONEL per l'invio delle foto

domenica 5 luglio 2026

A ricordo del funerale di Padre NICOLA GALENO OCD a cura di Marta Montanari Titonel



Carissima Dani,
la Signora Marta mi ha inviato il 1° luglio il racconto del funerale di Padre Nicola. Sicuramente l'ha inviato anche a te, ma lo deve avere messo in Bozze. La Signora è come me, non è molto pratica di computer; ieri mi ha scritto per scusarsi di non aver risposto a una mia email, che era convinta di avere spedito e che invece era rimasta in Bozze. 
Ti invio io il resoconto, lo trovi qui sotto. Penso di poterlo fare senza problemi visto che aveva detto anche a te che te l'avrebbe inviato.
Anche a me è dispiaciuto non prendere parte alle esequie, ma si fa come si può, cara Dani.

Tua Alessandra

Carissima Alessandra, ti ringrazio, come sono grata anche a Marta per l'invio così dettagliato dei funerali di Padre Nicola, che riporto qui sotto. 

Cara Alessandra e famiglia,
è incredibile il senso di pace che ha pervaso il mio cuore e quello degli amici presenti al funerale, anche di quelli che conoscevano il Padre solo attraverso di me.

Sono sicura che per la santità del nostro amatissimo Padre Nicola, seppure egli si sia presentato appena alla soglia del Cielo, ci vengono già elargite copiose Grazie!
Il viaggio in macchina mi ha permesso di conoscere meglio il signor Bianconcini, carissimo amico di Padre Nicola, (e che Padre Nicola desiderava vedere come mi ha detto venerdì 26 GIUGNO quando ero andata a trovarlo a Legnano).
Ho anche scoperto che il Signor Giancarlo Bianconcini conosceva molto bene i miei genitori! 

Giancarlo mi ha raccontato del Padre che conosceva dal 1975, quando Padre Nicola era appena arrivato a Bologna con Padre Vincenzo e un altro frate al Corpus Domini.

Il viaggio è andato benissimo fino a che siamo arrivati con mezz'ora di anticipo dalla chiusura della cassa, a 12 km circa da Legnano, poi c'era confusione nelle indicazioni stradali e così abbiamo girato in tondo per un po' di tempo ma siamo riusciti ad arrivare quando la cassa purtroppo era già stata chiusa, tuttavia al 2° Mistero doloroso del Rosario.

Francamente io avrei preferito il Misteri Gloriosi, comunque al 4° Mistero ci siamo interrotti perché erano le 10 ed è iniziata la S. Messa.  Tutta la funzione è durata fino alle 11:30.
Forse però il Padre ha apprezzato i Misteri dolorosi per quella "Scientia Crucis" che appartiene ai carmelitani e moltissimo al suo cuore.

La chiesa di S. Teresa del Bambino Gesù si è gremita pian piano perché era giorno lavorativo e, a fine Messa, quando ci sono state tre testimonianze c'erano persone fino in fondo alla chiesa.

Il funerale è stato concelebrato da numerosi frati, presieduto credo (?) dal Padre Provinciale (quello con la casula nelle foto che ti manderò) che ha fatto anche l'omelia, e il Priore che ha condotto le altre parti importanti della Messa. 
Nel presbiterio c'erano anche vecchi frati seduti.
Tra i concelebranti come si vede dalle foto, erano presenti alcuni frati direi indiani.
(Il Padre mi disse che i carmelitani indiani costituiscono il 50% dell'attuale ordine dei Carmelitani Scalzi)

Sulla bara del nostro amatissimo Padre è stata posta dal sagrestano la cappa bianca carmelitana (qui mi sono davvero commossa) e la stola bianca con un ricamo in oro che credo stesse a simboleggiare come il confine di un territorio (io ho pensato che rappresentasse la terra di Missione).

Il Vangelo è stato bellissimo: la proclamazione integrale fatta dal Priore di Legnano del Vangelo di Luca dell'episodio dei due discepoli di Emmaus.
Ecco, durante questa lettura mi sono proprio commossa perché pensavo che anche il nostro Padre diventerà partecipe della conoscenza dei Misteri "insondabili" del dolce Signore (così amava ripetere spesso nelle sue liriche) ...posso solo "lontanissimamente" immaginare quale Gioia sublime custodirà nel suo cuore ardente...

L'omelia è stata fatta a braccio, senza fretta e lunga. Il Padre provinciale ha dedicato una parte cospicua per parlare della Salvezza a cui siamo destinati e a spiegare il testo di S. Luca, inserendo qua e là riferimenti al nostro Padre Nicola.
Poi via via si è concentrato di più sul Padre Nicola stesso.

Sinceramente conoscendo Padre Nicola, la mia impressione (e di Cristina Berselli figlia della Signora Alma di Bologna a cui il Padre era molto legato) è stata che chi parlava conoscesse un po' superficialmente il nostro Padre, tuttavia, ha esordito subito, penso proprio ispirato dal Cielo, dicendo che Padre Nicola aveva 
un'impronta mistica e che preparando la Messa, i Padri Carmelitani avevano proprio voluto scegliere quel brano del Vangelo per le esequie.
Sono state ricordate anche le liriche del Padre (ma gli è anche scappato detto che potevano sembrare un po' come un divertimento). È stato fatto riferimento anche al cuore poetico di S. Giovanni della Croce.

Hanno ricordato come il Padre scattasse foto degli eventi che accadevano (però nessun riferimento alle opere d'arte cristiane...)
È comunque stato ricordato, (dal Priore a fine Messa quando sono state fatte le testimonianze) con un misto di ammirazione e stupore, il suo modo di mettersi in relazione con un numero imprecisato di persone di tutti i tipi, anche molto e imprevedibilmente dilatato, tramite il computer, portando a esiti anche incredibili!

Tutta la Messa e le esequie sono state accompagnate dai canti del bel coro numeroso, collocato dietro l'altare e da un grande organo dal bellissimo suono.
Alla fine il Priore ha introdotto le testimonianze, ricordando come ho accennato, tratti più precisi della vita di Padre Nicola. 

Il rito dei funerali che vengono fatti in Lombardia è bellissimo perché poco dopo l'inizio della Messa vengono invocati per nome tutti i santi maggiori e in questo caso si è concluso con l'invocazione a tutti i santi carmelitani a cui da ora si aggiunge anche il nostro amatissimo Padre Nicola.
(Questo mi riempie di immensa gioia e mi commuove moltissimo)

Alla fine sono state fatte le testimonianze.
Un carissimo confratello più o meno coetaneo di Concesa, Padre Giuseppe Agosteo (poi vedi foto) dal sorriso bello e un modo di parlare con il cuore in mano e con il quale Padre Nicola si sentiva quotidianamente, (dall'impressione che mi ha fatto penso proprio vi fosse tra loro molta sintonia) ha detto che Padre Nicola per S. Giuseppe gli aveva mandato una lirica su San Giuseppe in cui ripercorre tutti i testi del Vangelo che parlano del Patriarca, raccomandandoli di tenerla da conto perché voleva che fosse letta al suo funerale. Così è stato, dopo questa introduzione, il Priore ha dato lettura di questa bellissima lirica e testamento spirituale del Padre Nicola.



Il santuario dedicato a Santa Teresa del Bambino Gesù e l'affresco realizzato dall'artista romeno Emilian Nicula, che rappresenta tutti i santi carmelitani, e che è riuscito a finire poco prima di morire.

Dopo sono andata io.
Le tante preghiere degli amici e il dolce imperativo di Sr. M. Rosa
(" fatti forza") mi hanno dato davvero una gran forza ...incredibile. 
L'assemblea ha ascoltato in silenzio assoluto e con grandissima attenzione quanto dicevo, compresi i Padri carmelitani (e percepivo che per alcuni di loro fosse una scoperta.

 Questa sensazione l'ho percepita distintamente, ma mi è stata confermata da Bianconcini e poi da Cristina Berselli (figlia di Alma Boldrini Berselli, che il Padre amava come una seconda mamma, e viceversa la Signora Alma lo amava con un così grande rispetto che dopo la sua morte ha saputo dai figli che la Signora vedeva in Padre Nicola quel figlio sacerdote che avrebbe voluto tanto avere).
Mi hanno detto che mentre parlavo sono riuscita a trasmettere dei sentimenti che hanno toccato il cuore.
L'ultima testimonianza, breve e bellissima, è stata dei fratelli del Padre. Nicoletta ha detto che vuole ricordare Nicola, quando erano bambini e allora, ancora di nome Antonio, caricava i fratelli su una sedia e li scarriolava mentre tutti cantavano una allegra canzone.

Finita la Messa, la bara è stata benedetta dal Padre Provinciale (? quindi) è stata caricata sull'auto e poi tutti i frati presenti hanno cantato in gregoriano a Maria: Flos Carmeli.

Bianconcini, io e poi Cristina Berselli (che si è presentata e ci ha chiesto un passaggio per il ritorno…
Infatti. nella mattina aveva perso delle coincidenze così da Rho aveva preferito prendere un taxi per Legnano...) abbiamo deciso di andare al Cimitero Monumentale per aspettare le 15:00- 15:30 quando sarebbero tornati tutti per l'inumazione.

Cristina, essendo arrivata in tempo per vedere la bara aperta, ci ha girato nel frattempo la bellissima foto del Padre che qualcuno aveva scattato.

Al cimitero ne abbiamo approfittato per cercare la tomba dei Carmelitani, ma il luogo, che sembrava abbastanza piccolo, sotto il sole delle 12:30 era decisamente troppo grande!

Il camposanto è molto bello perché ci sono alcune tombe di famiglia vere e proprie piccole chiese, o piccoli mausolei, statue, ma tutte le altre tombe hanno le lapidi a terra e camera sotterranea.

Più tardi sono arrivati gli addetti del cimitero e non sapendo quando sarebbero giunti i famigliari e il Priore, hanno pensato bene di portare sotto il portico d'ingresso, dove incredibilmente soffiava una bella arietta, la bara del Padre e appoggiarla già sul carrellino.
Io sono stata felice perché mi sono posta vicino alla bara fino alle 15:30, tenendo appoggiata una mano sul coperchio parzialmente rivestito da una bella e profumata composizione di gigli e di altri fiori bianchi che certamente sono piaciuti molto al Padre.


Non ho potuto assistere nella mattina alla chiusura della bara, ma ora recuperavo, ringraziando il Signore e benedicendolo a nome di tutti gli Amici di Padre Nicola che non poterono essere fisicamente presenti, dunque anche per la famiglia Leveque.

Pensa che in passato più volte il Padre mi ripeteva: "chissà quando muoio se qualcuno ti avviserà" e invece   la Mamma Celeste ha predisposto tutto con dolcezza di madre.

I Carmelitani scalzi hanno uno spazio sotterraneo molto grande, tanto che è denominato: Campo carmelitani.
In realtà è facilissimo arrivarci.

Si percorre il viale centrale (praticamente senza alberi) di fronte al cancello di ingresso al cimitero, si va oltre una costruzione alta che è al centro del vialetto e che in parte si ispira al Mausoleo di Teodorico, e pochi metri dopo si gira a sinistra dove c'è scritto Campo M. Lì è facile individuare le tante piccole lapidi dei Carmelitani.

Abbiamo aspettato il Priore che ha definitivamente benedetto la bara che è stata calata nel sepolcro sottostante.

Cara Alessandra più tardi o domani ti mando le foto.
Tieni presente che non amo fotografare durante la Messa né spostarmi in Chiesa per avere la migliore inquadratura.

Serena notte.
Marta
Ndr: Errata corrige, il padre Provinciale non era presente alle esequie del nostro caro Padre Nicola e chi le ha effettuate era il padre Priore Silvano Vescovi. 

Attendo le foto che spero la Prof. Marta si sia ricordata di inviarti. Lei è la vedova del pittore Angelo Titonel, ottimo artista che dipinse tante immagini di Padre Pio, e che si possono vedere a questo link, sotto titolate dal liriche di Padre Nicola, così l'arte cammina a braccetto. 


Occorre ringraziare Padre Nicola per aver messo in contatto le sue amicizie femminili, ovvero Alessandra Giusti Leveque, Marta Montanari Titonel e la sottoscritta Danila Oppio. Così ricordandolo tra noi, lo teniamo in vita nei nostri cuori e pensieri, e nelle preghiere. 
Vorrei aggiungere alcune informazioni: 
Padre Nicola ora riposa nello stesso luogo dove è stato deposto Padre Vincenzo Prandoni, suo carissimo confratello e amico. 


Questo Padre è il fratello della mamma del notaio Vittorio Zambon il quale  dirige anche il coro parrocchiale e suona l'organo in chiesa. Lo conosco bene perché si è occupato di pratiche per la mia famiglia.
 
Il titolare delle Onoranze Funebri Luoni, che un tempo erano gestite dai    nonni di Marco Cera, ora se ne occupa il nipote con grande attenzione, infatti si è preso cura anche delle esequie di mia madre, avvenute 5 anni fa, perché Marco era un ragazzino che frequentava il catechismo dell'iniziazione durante il quale ero la sua catechista, e l'ho sempre seguito con affetto sincero. 
Un altro appunto: dietro lo spazio Carmelitano nel cimitero monumentale di Legnano, ce n'è un altro dedicato ai bambini deceduti piccolissimi, magari anche appena nati. E lì riposa anche il mio nipotino Iacopo, tornato al cielo solo un'ora dopo essere venuto alla luce. 
 A Legnano non c'è solo il cimitero Monumentale, ma anche un altro molto più grande, ai limiti della città che si è ingrandita e quindi il Camposanto antico non può più accogliere altri abitanti del luogo. 
Non ho ancora ricevuto le foto relative al funerale di P. Nicola, per cui aggiornerò questo articolo non appena le mie amiche Alessandra o Marta me le invieranno. Ricordo anche l'amico Cosimo Canuto, che ha creato e operato su due siti contenenti le opere di Padre Nicola e i link sono questi:



Una preghiera vola ora in Cielo dedicata al nostro amico Carmelitano Padre Nicola Galeno. 

Alessandra Giusti Leveque, Marta Montanari Titonel e Danila Oppio Malvica




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Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi