PADRE NICOLA GALENO OCD E LE ANIME DEI DEFUNTI
Foto di P. Nicola dal Giappone
Un aspetto tra i più caratteristici del Padre Nicola Galeno OCD è stata la virtù della carità verso il prossimo: i vivi, ma anche i moribondi e i defunti per i quali pregava incessantemente, creando una rete di preghiere con gli amici e conoscenti che informava anche per mail, non solo appena riceveva notizia dei decessi ma incredibilmente anche negli anni alla scadenza dei loro anniversari!
Il Padre Nicola si ricordava di tutti, sempre.
Oggi facilmente diremmo: memoria supportata da AI /Intelligenza artificiale.
No. La sua straordinaria memoria era il grandissimo amore per il bene del prossimo in cui vedeva Dio e il sommo desiderio che aveva di incontrarci tutti in Paradiso a lodare eternamente il dolce Signore nella pienezza della gioia.
Non saprei quantificare il numero dei cimiteri dove si è recato a pregare in 82 anni di vita, so che era quasi sempre uno dei primi luoghi visitati, qualunque fosse la città in cui si trovasse.
Quando si rese conto che le sue gambe non erano più affidabili, mi confidò che il suo grande dispiacere era di non poter più recarsi fisicamente al cimitero a pregare.
Supplì, tuttavia, attingendo dall’incredibile materiale fotografico archiviato negli anni impreziosendolo di liriche di suffragio che arrivano dritte al cuore e che inviava ai suoi innumerevoli corrispondenti.
Dopo poco meno di due anni, il 30.06.2026, le sue spoglie mortali sono state accolte nel Campo dei Carmelitani del Cimitero Monumentale di Legnano.
E' stata Sr.Maria Rosa Novello delle Piccole Suore di S.Teresa del Bambino Gesù di Imola, che presentò a mio marito e a me Padre Nicola Galeno.
Mio marito, il pittore Angelo Titonel, aveva appena realizzato i ritratti dei due Fondatori di questa nostra Congregazione imolese, (Padre Mazzanti e Madre Zanelli) mentre Padre Nicola si trovava a Imola per uno dei tanti soggiorni dedicati alla trascrizione dei documenti originali che hanno permesso di aprire le due cause di Beatificazione dei Fondatori alla scadenza dell’ anno centenario (gennaio 2024)
L’aspetto era proprio di un Padre missionario: sorridente, con una lunga barba e lo sguardo buono e penetrante... il saio un po’ sciupato e parzialmente logoro.
Sr.M.Rosa ci disse subito che aveva una dote speciale: sapeva leggere e trascrivere le calligrafie più difficili, “impossibili”.
Dopo questo incontro lo vedemmo altre due volte: io sul treno per Faenza dove mi stavo recando per lavoro, perciò in città mi offrii di accompagnarlo al prezioso Museo diocesano, e poi lo incontrammo, mio marito ed io, per la S.Messa e benedizione dei ritratti dei Fondatori nella Chiesa di S. Giovanni Battista decollato e del Sacro Cuore a Castel Guelfo, città natale di Madre Zanelli.
E dopo?
Il 25 aprile 2018 festa di S.Marco, mentre eravamo in famiglia tutti felici, mio fratello maggiore Marco, mentre stava parlando su come sarebbe stato possibile per i poveri dell’Africa curarsi contro un tipo grave di infezione a costo praticamente nullo, improvvisamente si accasciò davanti a me colpito da infarto fulminante. La S. Messa per il suo funerale fu presieduta dal nostro Parroco, Don Nello Mariani e concelebrata da altri sacerdoti amici nella Chiesa di S.Lorenzo.
Saputa la notizia di questa morte improvvisa, Sr. Maria Rosa Novello venne al funerale con Padre Nicola che non solo concelebrò ma inaspettatamente per noi, fece anche l’omelia, pur non conoscendo affatto mio fratello Marco.
In questa, raccontò anche come in Giappone, dove era stato missionario per diciassette anni, suffragavano i loro defunti e come in ultimo i presenti deponessero nella bara come estremo saluto un fiore bianco fino a coprire tutto il corpo, lasciando visibile solo il volto...
Fu una bellissima omelia, doppiamente commovente e intima che noi famigliari che eravamo così frastornati da quanto era accaduto ma affidati pienamente nelle mani di Dio, vedemmo come un dono della Provvidenza, un segno grande della tenerezza del Signore. Questo mio fratello Marco, infatti, aveva una grande fede e un gran cuore, sapeva curare benissimo le persone; aveva sempre avuto il desiderio di fare il missionario per portare Gesù e poter anche curare gratuitamente i malati più poveri ...
La simpatia, la stima, la gratitudine profonda e l’amicizia per il Padre Nicola progredirono; diventando anche noi suoi corrispondenti cominciammo ad essere introdotti alla lettura delle sue bellissime e mistiche meditazioni liriche.
Dopo quattro mesi però, il 7 ottobre 2018, Festa della Madonna del Rosario a cui mio marito Angelo era devotissimo, lui alzandosi dal letto fu improvvisamente colpito da un ictus. Capii subito che la situazione era disperata, allora mi inginocchiai e con tutta l’anima ringraziai il Signore per il dono che mi aveva fatto per tutti gli anni passati assieme, offrii al Signore se voleva, gli anni della mia vita che sarebbero rimasti al fine che sopravvivesse mio marito perché il suo cuore era grande generoso e invocai la Divina Misericordia con la preghiera insegnata da Gesù a Sr. Faustina: “Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di Misericordia per noi, io confido in Te”. Davanti a me c’era un orologio che segnava il primo quarto dopo la mezzanotte. Il mio Angelo sopravvisse ancora meno di due ore prima di volare in Cielo.
La mattina di ritorno dalla prima Messa delle sette in Duomo, scrissi subito a Padre Nicola che all’epoca abitava nel convento di Milano; mi rispose immediatamente che nella notte, proprio a quell’ora in cui avevo invocato la Divina Misericordia si era improvvisamente svegliato senza un motivo. Inizialmente non aveva capito perché ma poi aveva sentito chiaramente nel suo cuore che un amico stava trapassando e si era messo a pregare incessantemente.
Venne appositamente da Milano per partecipare al funerale di Angelo; mai più si dimenticò di mio marito così come di mio fratello Marco.
Conoscere il Padre Nicola è stato per me e la mia famiglia e i nostri amici che sono diventati anche i suoi, un dono preziosissimo per il quale non mi stancherò mai di ringraziare il Signore.
Negli anni che sono seguiti ho costatato bene che, quanto era accaduto, non era un fatto straordinario ma uno dei tanti carismi particolari di Padre Nicola, che quotidianamente viveva intensamente la comunione dei santi. Tutto a maggior gloria di Dio.
In fede,
Marta Montanari, vedova del pittore Angelo Titonel
Imola, 15 luglio 2026
-----------------------------------------------------------------------
Via Barbieri, 4
40026 IMOLA (BO)
cell.: +393381517365
Ndr: Danila Oppio: Mi permetto di aggiungere due righe quale titolare e redattrice di questo blog. Quanto ha scritto, fotografato e testimoniato padre Nicola, per molti anni ho avuto il piacere di ricevere direttamente da lui tanto materiale, che mi ha sempre chiesto di pubblicare sul mio Blog Il Paradiso non può attendere che è questo su cui ho appena finito di trascrivere la splendida testimonianza della Signora Marta Montanari Tintonel. Chi volesse vedere i lavori del Padre che fu missionario per tanti anni in Giappone e la cui lingua ha imparato a scrivere e parlare perfettamente, può cliccare su questo indirizzo
https://ilparadisononpuoattendere.blogspot.com/search/label/Padre%20Nicola%20Galeno
oppure su
https://ilparadisononpuoattendere.blogspot.com/search/label/Padre%20Nicola%20Galeno%20OCD
e tanti altri articoli che non sto ad indicare perché sono davvero moltissimi.
Nessun commento:
Posta un commento