L’isola dei tesori
L’avevo chiamato Socrate ed era nato in fabbrica. Sua madre, una cagna aperta all’ecumenismo, aveva partorito nell’officina meccanica della fabbrica nella quale lavoravo. In quei tempi non c’era la video- sorveglianza, i cronometri per misurare le pause per il caffè e si esercitava perfino lo sciopero del rendimento. In alcuni fine settimana, nel turno di notte, in certi reparti si poteva anche arrostire la carne e bersi un bicchier di vino in compagnia. I guardiani e i padroni sapevano tutto ma c’erano le lotte sindacali e anche spazi di umana convivenza. Quello che sarebbe stato chiamato Socrate era l’unico cucciolo nero della nidiata multicolore custodita, con affezione, dagli operai e capi dell’officina meccanica dello stabilimento. Socrate, malgrado un nome altisonante è rimasto sempre piccolo e nero. Non si dava arie e stava al suo posto accanto al pollaio sulla riva del torrente. Qualche volta correva con me quando andavo in collina a zappare le fasce di terra per la semina.
Mentre mi trovavo in missione fuori dal Paese dove Socrate è morto. E’ stato sepolto nel greto del fiume dove ha trascorso, con filosofia, la sua vita canina senza attese e pretese. Vivrà forse coi suoi simili in un paradiso riservato a queste creature forse senza padroni o guinzagli, giocando a fare i cani normali. A Genova se ne possono contare circa 181. 000, registrati all’anagrafe canina mentre stime locali e regionali recenti suggeriscono all’incirca 90.000 esemplari. In Italia si spende in media tra i 1.200 e i 1.300 euro all’anno per il mantenimento del cane. La cifra cambia in base alla taglia dell’animale e alla cura della salute. Il cibo è la spesa più alta e le visite di base, i vaccini e altri prodotti hanno un costo importante che può naturalmente variare a seconda del cane e le possibilità finanziarie del padrone. Mantenere un gatto, invece, risulta meno oneroso perché costa in media 767 euro all’anno, fatti salvi gli imprevisti. Non sono naturalmente contabilizzati i circa 6.000 gatti randagi recensiti in città.
Nell’isola dei tesori del negozio di Piazza dell’Annunziata sono preziosi gli animali mentre, se salite la scalinata che porta alla basilica omonima, accanto alla porta d’ingresso, noterete una statua di bronzo. Dal 2023, donata dallo scultore Timothy Schmalz alla comunità di sant’Egidio, essa rappresenta un mendicante sotto il quale si nasconde il Cristo, nell’atto di chiedere l’elemosina. Nella propria vita, in fondo, non si tratta altro che di scegliere tra ciò è prezioso e ciò che è forse utile ma futile. Soprattutto si tratta di rieducare il nostro sguardo e di intercettare, nei propri simili, quanto di prezioso si trova nascosto dietro i pregiudizi e le esclusioni. Il mendicante con la ciotola e la mano tesa è l’altra isola del tesoro che, raggiunta, può rendere preziosa la nostra vita. Natasha, bimba della Sierra Leone giunta a Niamey con la madre durante il mio soggiorno, aveva un anno quando è morta di fame sulla strada. Nulla di più prezioso che la sua breve vita rapita dal vento.
Mauro Armanino, Genova, settembre 2026
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