C’era una persona che ogni mattina leggeva una frase del Vangelo.
Lasciava entrare questa frase nel cuore come si lascia entrare la luce in una stanza quando apri una finestra: senza far rumore.
Leggeva una frase del Vangelo non per dovere, ma perché con quella frase il giorno diventava più abitabile. Camminando, sentiva che quella presenza gli scioglieva il cuore invece di stringerlo. Quando qualcosa lo feriva, la frase gli ricordava che il bene non è mai fuori portata. Quando la stanchezza arrivava, la frase gli dava un passo possibile, come una mano che ti sostiene senza farti pesare nulla.
Quando vedeva un bisogno, quella frase gli muoveva la mano con una tenerezza che non era solo sua. Non diventava altro: si lasciava toccare, e la vita si semplificava come per chi ha trovato un centro che non giudica ma accompagna.
Capì che amare il Signore non è sentire qualcosa, ma lasciarsi portare da ciò che Lui dice. E che accogliere quella parola ogni giorno è già vivere con Lui, senza sforzo, senza paura. Così scoprì che Dio non chiede di essere all’altezza: chiede solo di lasciarsi guidare nella direzione dell’amore.
«Prendi come tuo sposo e amico Dio che camminerà con te sempre, e non peccherai, ma saprai amare e troverai tutto ciò che è necessario alla prosperità della tua anima.»
(S. Giovanni della Croce Detti di Luce e di Amore 67)
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"Cedi il timone della tua vita a me.
Perdi la tua anima nella mia.
Perché vuoi far tutto tu?
Affidati a me e lasciati andare dove ti guido io".
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"La preghiera mette la grazia in azione, come un cero che si accende
[...] Sempre l'unione, mai Dio da solo, ma il lavoro comune.
È la legge del mio amore.
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(Gabrielle Bossis - Lui e Io - Diario intimo di una mistica del novecento)
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