Usurpatori di libertà
Il tempo è galantuomo perché mi ha concesso di accompagnare l‘anniversario della liberazione dalla dittatura, nel mio Paese di origine. Non accadeva da anni poiché, in questo giorno, mi trovavo a vivere nel Sud del mondo con altre date e avvenimenti da celebrare. Il noto proverbio italiano sopracitato indica la possibilità, offerta dal tempo, di rivelare la verità, rendere giustizia e aprire un futuro liberato per tutti. Il quadro dell’avvenimento è stata la città di Genova, insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza. Unico capoluogo italiano capace di liberarsi autonomamente dal dominio nazi-fascista il 25 aprile del 1945, prima dell’arrivo degli Alleati. L’insurrezione iniziò il 23 aprile e terminò con la resa del generale tedesco Gunther Meinhold. Unico caso di resa ai partigiani in Europa
Il tempo è galantuomo perché rimette le bandiere, gli stendardi e i gonfaloni al loro vento. Colori, scritte, immagini e allusioni a patrie che indicano appartenenza, accomunanza di destini e, non raramente, l’orizzonte militarizzato. Non si dimenticano i morti perché sarebbe come ucciderli una seconda volta. Ci vorrebbe il silenzio del quale solo i cimiteri e il dolore dei padri e delle madri custodiscono il segreto. L'Articolo 11 della Costituzione Italiana sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Promuove la pace e la giustizia tra le nazioni, consentendo limitazioni di sovranità necessarie a organizzazioni internazionali. Usurpatori siamo della verità di questa opzione.
Il tempo è galantuomo perché offre spazi di giustizia, luoghi di redenzione e aperture a futuri differenti per tutti. Oggi è arrivato il giorno perché sapessi e visitassi ciò che venne chiamato il ‘sotterraneo dei tormenti’. Di ritorno dalla manifestazione festosa, partecipata e, in fondo funzionale al potere attuale, ho scoperto ciò che molti in città ancora ignorano. All’interno della ‘Casa dello Studente’ in Corso Aldo Gastaldi, primo partigiano d’Italia, esiste una zona che il regime nazi-fascista aveva adibito a celle e torture per i dissidenti. Per anni questa parte dell’edifico era stata murata onde farne dimenticare l’esistenza, l’orrore e, per compiacenza del politicamente corretto, le complicità. Come alla ‘Casa dello Studente’ si è ormai chiuso il tempo delle mistificazioni cosi si continui, altrove, quello delle insurrezioni con le sole mani nude da sventolare.
Mauro Armanino, Genova, 25 aprile 2026
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