AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

sabato 27 giugno 2020

IN SIRIA MORIAMO DI FAME - Lettera diFra Ibrahim Alsabagh, ofm Parroco di Aleppo













Molti anni fa siamo stati in Siria, anche ad Aleppo quando ancora non era scoppiata la guerra civile. Siamo stati accolti dalla gente del luogo con gentilezza e questa loro accoglienza non la possiamo e dobbiamo  dimenticare. Allora sento il bisogno di diffondere quanto scrive in una lettera il Parroco di Aleppo, Fra Ibrahim Alsabagh, ofm. E' un Frate Francescano legato alla Terra Santa, e anche se noi siamo carmelitani, innanzi tutto siamo cristiani e la condivisione dei bisogni altrui è di primaria importanza. Qui sotto il testo completo di quanto ricevuto, più sotto riporto quello della lettera del Parroco. 
Ci sono diversi modi per dare un concreto aiuto anche a questo popolo che tanto è stato ferito. O donando il 5 per mille alla Terra Santa, che poi provvederà ai bisogni della Siria o, aprendo il link qui sotto, fare una donazione personale attraverso i metodi indicati. 


AIUIAMO LE FAMIGLIE DI ALEPPO!

Cari amici,
la situazione in Siria sta peggiorando drasticamente: abbiamo passato tante crisi e davanti a ognuna diciamo che siamo davanti alla “peggiore”, ma quando arriva la crisi seguente ci accorgiamo che stiamo passando da un male minore a uno maggiore.
Crollo della lira siriana e le sue conseguenze
Il paese si trova alle soglie di un crollo economico, dovuto principalmente all’embargo che colpisce la gente povera rimasta nel paese. Ci aspettiamo il peggio con le restrizioni del decreto “Cesare” che entreranno in vigore fra pochi giorni.
Oggi non ci sono più i missili che cadono su di noi in ogni momento, ma soffriamo la fame: la lira siriana sta calando senza freni ogni orasenza nessun limite e senza fondo. Non si riesce più a comprare un chilo di cetrioli o di pomodori, le verdure di stagione che dovrebbero essere a buon mercato, lo stipendio non riesce a coprire se non una minima parte del cibo per la famiglia. Rischiamo una vera carestia, che causerà un caos senza misura. La situazione è gravissima.
I commercianti chiudono i loro negozi e i depositi perché oggi vendono la loro merce a un prezzo, ma quando vanno a comprare c’è un prezzo molto più alto che gli fa perdere tutto il capitale che hanno. Oggi non c’è più legno, né corrente elettrica e ferro.
La terra trema sotto i piedi della gente e i cuori sono come i chicchi di mais che scoppiano saltando nella pentola, e i prezzi continuano ad aumentare. Ho appena sentito che sono sempre di più le persone che vendono i reni per comprarsi da mangiare e i casi di suicidio sono in aumento.
Necessità sanitarie
Anche sul fronte sanitario, tutti gli ospedali statali sono riservati per uno scoppio possibile di Covid, e la gente che ha bisogno di subire interventi chirurgici deve necessariamente cercare le cliniche private, senza alcun tipo di assicurazione, e anche in questo caso le tariffe sanitarie hanno raggiunto livelli esorbitanti.
Solo ieri le persone hanno scoperto che nelle farmacie non ci sono più medicine, da quelle più semplici come per il mal di testa fino a quelle per i problemi cardiaci.
Noi della comunità cristiana ad Aleppo, che siamo 32mila in città, siamo una minoranza, e non abbiamo altro se non l’influenza della carità. In questi anni ci siamo donati totalmente per l’aiuto umanitario. Non abbiamo nessun potere decisionale per smuovere la politica nazionale e internazionale, ma non siamo solo noi cristiani i “deboli”: tutto il paese è sempre più debole e governato da poteri più grandi di noi.
Quanto sta accadendo è sempre al di là delle nostre forze e delle nostre possibilità. Siamo l’anello debole della catena sotto ogni aspetto, rischiamo troppo dentro qualsiasi cambiamento che potrà significare per noi un vero e proprio sterminio. La nostra presenza è debole e minacciata, non c’è un minimo di sicurezza né per il presente né per il futuro. Questo ci fa sentire sempre appesi al buio e al vuoto, e senza la certezza della Presenza divina che ci assiste e ci accompagna, avremmo perso anche il senno della ragione.
Ho tanta preoccupazione per la gente, per tutti gli abitanti del paese, non solo quelli della città e non solo quelli cristiani. Ho tanto dolore nel cuore, lo offro al Signore come sacrificio a Lui gradito, come supplica per l’arrivo del Regno dei cieli e per la salvezza delle anime.
Il Covid, la sua influenza sulla vita della fede e la nostra risposta
Riguardo alla nostra “convivenza” con il Corona Virus, ci sono dei nuovi casi ogni giorno. Nonostante il numero sia ancora limitato, ci aspettiamo un’onda di diffusione molto alta e grave. Che il Signore venga in nostro aiuto.
Il tempo del Covid 19, quello della “fase 1”, è stato un periodo che abbiamo cercato di sfruttare al meglio, rafforzando per esempio la Messa quotidiana trasmessa sulla pagina Facebook con un’omelia, che ha raggiunto circa 4000 persone ogni giorno. Alcuni di loro erano aleppini, membri di varie associazioni e fraternità della parrocchia, ma anche ex-parrocchiani che sono emigrati e sentono il bisogno di vivere quell’esperienza di fede che vivevano già nella nostra chiesa o nelle altre chiese di Aleppo. Questa “strada nel deserto” che il Signore ha voluto aprire per l’annuncio della Parola e per il nutrimento di migliaia di cristiani che parlano arabo continua a funzionare anche ora nella “fase 2”, dopo aver aperto di nuovo le nostre chiese alle celebrazioni con concorso di popolo.
Dall’altra parte però non possiamo negare che questa pandemia abbia creato un certo disorientamento e paralisi riguardo alla frequenza di associazioni e fraternità. C’è confusione tra la gente: tanti sono indecisi circa il ritorno alla vita normale delle riunioni… In questa fase, ci siamo movendo per ridare vita ai vari gruppi della chiesa per riabilitare tutto.
Non possiamo negare inoltre che la crisi economica nel paese, di cui il Covid ha aumentato la durezza, influenza il modo di pensare e di manifestare la fede. Su questo punto lavoriamo molto come Chiesa, per mantenere il contatto vivo con la nostra gente, e cercando persino di fare alcuni incontri con loro tramite internet nonostante la connessione molto limitata e debole. Per esempio, in questa fase di “timida apertura” delle riunioni e dei vari raduni, cerchiamo di incoraggiare la gente a rivedersi, anche in piccoli gruppi, e dato che quest’anno, per l’estate, non abbiamo ancora avuto nessun segnale positivo dal Governo per i campeggi estivi, abbiamo già deciso di sostituirli con degli incontri saltuari per dare una possibilità di sfogo nei nostri spazi aperti nella città, anche nei giardini dei vari conventi. D’altronde, anche la situazione economica non ci permetterebbe di eseguire le altre attività.
Oratorio estivo quest’estate?
Abbiamo riflettuto tanto, ma poi siamo rimasti incoraggiati dall’apertura dei giardini del Vaticano per i bambini per quest’estate, e siamo nella fase preparativa di un campeggio estivo, di catechismo, sport, e attività manuali per i bambini, divisi in piccoli gruppi in modo che ogni bambino possa godere di almeno due giorni di frequenza alla settimana. Abbiamo deciso di continuare vari corsi di lingua inglese, di musica, di altri corsi di matematica, in modo da rafforzare la qualità scolastica, sempre in calo, anche a causa della paralisi che ha fatto perdere ai bambini una buona parte del programma scolastico di quest’anno.
Tanta fede e speranza, tanta dedizione al servizio umanitario e spirituale
La cosa più difficile è il senso di instabilità davanti a tanti cambiamenti, una cosa che rischia di togliere la pace dai cuori della gente; lo stesso senso di instabilità quando la terra continua a tremare sotto i piedi, e quando, a causa di un’infezione nelle orecchie, si sentono le vertigini in ogni istante…
Senso di grande impotenza e di grande sofferenza: ecco cosa c’è oggi nel cuore di un parroco in una città che da nove anni non ha mai visto pace, serenità, lavoro stabile e prosperità. Ma questo non ci guida verso la disperazione e non ci fa perdere la fede, anzi, rafforza la convinzione che la soluzione verrà dall’Alto, e queste amarezze e sfide ci aiutano ad “alzare gli occhi verso i monti, da dove ci verrà l’aiuto”.
La nostra risposta a questa crisi attuale, a questa nuova via crucis, è tanta fede e tanta speranza. Questa risposta viene tradotta nell’aumento della preghiera, di sobrietà, di comunione con la nostra gente, la Parola nutriente data, ma senza dimenticare il servizio della carità, il “cor unum”, rafforzando in tutti i modi possibili l’aiuto alla gente, specialmente quello che riguarda gli alimentari, l’aiuto nelle spese mediche e chirurgiche, e l’aiuto scolastico per i bambini, senza dimenticare gli altri particolari come i pannolini e il latte ai neo-nati, e tutte quelle cose che sono fondamentali per continuare a vivere.
Che la Santissima Trinità venga in nostro aiuto. Amen.
Fra Ibrahim Alsabagh, ofm
Parroco di Aleppo



Nessun commento:

Posta un commento

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi