AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

venerdì 19 agosto 2022

CRONACHE DI ALCUNE INSICURE APOCALISSI ADA AGOSTO di P. MAURO ARMANINO

            

Padre Armanino con alcuni familiari

Cronache di alcune insicure apocalissi ad agosto

Nel Sahel, da cui sono tornato (in Italia) da qualche settimana, l’insicurezza è più cronica che da ‘cronaca’. Il quotidiano ne è totalmente colonizzato e la sabbia, da questo punto di vista, ne costituisce una delle metafore più convincenti. In bilico tra fragilità ed eternità, la sabbia, ben rappresenta la permanente sfida ad ogni pretesa di vana sicurezza. In quella porzione dell’Africa tutti sono coscienti che è la precarietà a dettare il ritmo e le stagioni del tempo. La vita, il lavoro, la pioggia, i raccolti, il cibo, i viaggi, i matrimoni, la salute, la scuola, la politica, i progetti, la fede religiosa, gli appuntamenti, le amicizie, la pace e gli amori. Tutto sembra condizionato dal sapore dell’insicuro umano transitare.  La ‘sicurezza’ è un’utopia nella quale pochi hanno creduto.

Naturalmente hanno ragione loro e la sabbia, dalla quale tutti discendiamo. Ci sono momenti storici nei quali le promesse arroganti e illusorie della sicurezza, la greca ‘Hybris’, sono smascherate e appaiono nella loro nudità. Come tombe ricoperte di sabbia che il vento torna a rendere visibili agli occhi distratti dei passanti, così si viene a riconfigurare la percezione dell’esistenza.  È bastata l’iniqua risposta ad una malattia, né migliore né peggiore di altre che hanno caratterizzato la storia delle epidemie, per mettere in ginocchio buona parte del mondo ‘civilizzato’. Le telecamere della video-sorveglianza, sparse ovunque, i tracciamenti dei movimenti delle persone e l’abusiva supervisione del loro stato di salute, non sono stati altro che tragiche cifre di una sconfitta.  Paure, di cui la storia dell’Europa è stata accompagnata e marcata, che sono riapparse, dissepolte, riviste, corrette e pronte per l’uso.  La morte, espunta dall’immaginario come una vergognosa debolezza da cui sfuggire, la fragilità dei corpi, le solitudini degli anziani e l’incomprensione dei giovani, hanno mostrato quanto si teneva volutamente, nascosto.  L’uso politico della paura ha contribuito a creare quanto fino a poco tempo fa sarebbe apparso inconcepibile: una selezione tra i cittadini di uno stesso Paese, discriminati, eliminati, condannati e socialmente disprezzati. L’insicurezza si è gradualmente impadronita del tessuto sociale, già sconnesso e preparato da anni di scientifica divisione consumistica.

Appare dunque particolarmente eloquente e fuorviante, per esempio, quanto letto su uno dei vari manifesti di propaganda per la prossima campagna elettorale. ‘Stop Sbarchi – Più Sicurezza’, la data messa bene in mostra è quella del 25 settembre prossimo. Per chi sarebbe concepita una sicurezza che scaturisce dall’insicurezza di chi parte da lontano per sfuggirla e si trova a ‘sbarcare’ in una società che le vicende sanitarie e belliche ha ulteriormente reso fragile. Sarebbe più onesto riconoscerci come ‘ associati’ di un mondo che, attraversato dalla fragile precarietà del momento, accoglie l’insicurezza come un’apocalisse che ci rivela un comune destino.

Mauro Armanino, Casarza Ligure, 21 agosto 2022


sabato 13 agosto 2022

CRONACHE DI SPARIZIONI AD AGOSTO di PADRE MAURO ARMANINO

                            Cronache di sparizioni ad agosto

A volte mi chiedevo quale fosse stata la prima cosa a scomparire dall’isola.

«Molto tempo fa, quando non eri ancora nata, questo posto era pieno di tante cose diverse: trasparenti, profumate, svolazzanti, brillanti… cose belle, comunque, che tu non puoi nemmeno immaginare.»

Quando ero piccola, mamma mi raccontava spesso queste storie. (Da ‘ L’isola dei senza memoria’ di Yoko Ogawa).

Tornando ogni tre anni le ‘sparizioni’ di persone e cose si fanno più evidenti e lancinanti. A Sestri Levante, per esempio, una fabbrica di medie proporzioni è repentinamente scomparsa. Al suo posto ci sono palazzi con appartamenti per buona parte affittati da occasionali abitanti, supermercati e ristoranti. Spariti per sempre gli operai, i tubi accatastati e ben visibili lungo la via Aurelia con gli uffici del personale dirigente. Nessuno, giunto di recente nella cittadina, potrebbe sospettare che molti degli scioperi del comprensorio, avevano proprio in quella fabbrica la loro genesi.

 Arrivando all’aeroporto di Milano- Malpensa, appena qualche giorno fa, sono sparite le persone che controllavano i passaporti. Sostituite da una macchina che ‘ingoiava’ il documento seguito dall’invito a fissare uno schermo bianco che osservava in silenzio il tutto. Terminata l’operazione la porta in plastica si è aperta come d’incanto e il resto delle operazioni sono continuate come sempre. Al momento di pagare per il posteggio dell’auto tutto si è svolto con un’apposita macchina. Così è stato per l’ingresso in autostrada col ritiro del tagliando e all’uscita, dove un’altra macchina ha sostituito, da tempo, l’impiegato cui si potevano chiedere indicazioni per il seguito del cammino. Lo stesso accade per le pompe di benzina poiché rari sono gli inservienti che si trovano per fare il pieno di carburante. Parlando con uno di loro che ha sempre vissuto di quel mestiere, riconosceva con malcelata tristezza di essere’ una specie in via di estinzione’. Una ragazza, da vari anni occupata nella ristorazione, è stata giudicata come ‘un inutile peso’, dal suo (ex) datore di lavoro. In compenso si trova lo spazio per lo ‘sgambamento’ cani.

Fenomeni simili di sparizione accadono col denaro che esce da apposite macchinette adibite all’uso, per il pagamento di fatture e altre diavolerie simili. Elettronicamente si risparmia tempo, energie e soprattutto si evitano ‘pericolosi’ incontri che potrebbero facilitare improbabili alleanze, discussioni e, occasionalmente, azioni sovversive. Le visite mediche e le lezioni a distanza, uffici, chiese e servizi sempre più asettici, come a ricordare il monito della ‘igiene per tutti’. Senza menzionare le case senza numeri e gli ingressi degli appartamenti con codici segreti. Lo stesso fenomeno di sparizione colpisce e non da oggi, la politica, trasformata in sondaggi di opinione e in forsennata rincorsa al consenso per la gestione amministrativa della cosa pubblica. Sparisce l’identità dietro tessere digitali che tutto raccontano di noi.

 È probabile che arrivi presto anche per te il momento di perdere qualcosa per la prima volta.»

«E… fa paura?» le chiesi preoccupata una volta.

«No, stai tranquilla: non è né doloroso né penoso. Ti sveglierai nel letto un giorno e sarà tutto finito, prima che te ne accorga. Prova a restare in ascolto con gli occhi chiusi e a sentire il flusso dell’aria mattutina: avvertirai qualcosa di diverso dal giorno precedente. Così anche tu capirai che cosa hai perso, che cosa è scomparso dall’isola.» (Da ‘L’isola dei senza memoria’).

 Mauro Armanino, Casarza Ligure, agosto 2022



Yōko Ogawa è una scrittrice giapponese. È considerata una delle più importanti autrici post-moderne contemporanee giapponesi. Dal 1988 ha pubblicato più di venti lavori di fiction e non-fiction e ha vinto tutti i migliori premi letterari giapponesi. Fonte Wikipedia

Nascita: 30 marzo 1962 (età 60 anni), Okayama, Prefettura di Okayama, Giappone

Con immenso piacere, oggi pubblico in contemporanea due articoli che hanno come collegamento il Giappone, quello di Padre Nicola Galeno OCD, che fu missionario nel Paese del Sol Levante per quasi 17 anni, link qui:

http://ilparadisononpuoattendere.blogspot.com/2022/08/spiccioli-di-pensieri-77-ricordi-di.html

 e questo di Padre Armanino, che si ricollega alla scrittrice nipponica citando alcuni brani di un suo libro. 

SPICCIOLI DI PENSIERI: 77 - ricordi di Padre NICOLA GALENO OCD -

Spiccioli di Pensieri: 77

 Se non sai dove andare in ferie, vieni con me coi... ricordi! PN

CARA SANTINA

   Da sette ore sono un disperso telematico nel senso che non posso più collegarmi col resto del mondo. Queste ore diventeranno probabilmente settanta se non di più... Sono infatti le prime ferie che prendo dal 24 dicembre dello scorso anno, quando arrivai ad Oita. Nessuno avrebbe mai creduto che un guidatore accanito come il sottoscritto da quasi 60.000 chilometri annuali potesse di punto in bianco tornare ad essere pedone prima e ciclista poi!

  Dove attualmente sono diretto, l'informatica è ancora in fase "preistorica". Una cosa comunque mi consola. Finora sono stato io a tempestare di messaggi telematici (e-mail) i tanti amici sparsi per il mondo con frutti sovente pietosi... Io dico ridendo che la posta elettronica è il cimitero di qualsiasi velleità epistolare! Ebbene, per questi tre o quattro giorni saranno gli altri finalmente a cercare me, senza ... trovarmi!

  Dove vado di bello a fare le ferie? La domanda mi pare più che giustificata, ma io sono sicuro di deludere qualsiasi aspettativa dicendo che qui in Giappone mi viene sempre tanta malinconia quando arrivano le ferie, perché non saprei mai dove andare...

   Avremmo di per sé una casetta estiva nelle Alpi centrali. Venne acquistata qualche decennio fa per consentire ai nostri giovani frati giapponesi, ma anche ai missionari, di sfuggire un po’ alla proverbiale canicola di Tokyo e di tutto in Giappone in genere, se si eccettua l'isola di Hokkaido. Ma da Oita sono oltre mille chilometri e tra bus, aereo e treno praticamente io mi mangerei tutti i soldini ricevuti per le vacanze...

   Essendo già occupate le foresterie dei Monasteri, che meglio conosco, ho bussato ai Gesuiti di Yamaguchi, che sono tra l'altro cappellani delle nostre Consorelle di clausura. Il Parroco è un marchigiano e tra italiani ci si intende. Io ho detto che mi sarei pagato il soggiorno, facendo per la sua Comunità di dieci bocche pasta a...volontà! Il contratto è sembrato vantaggioso ad entrambi e così eccomi di nuovo in questa cittadina, che forse è il più piccolo capoluogo di Prefettura in tutto il Giappone, ma vanta una solida tradizione di Primi Ministri.

   Stavolta viaggio più pesante del solito perché in previsione delle molte ore di insonnia notturna mi porto dietro la radio ad onde corte ed il computer con le sue varie periferiche. La prima mi serve per la notte ed il secondo di giorno per scaricare le centinaia di foto digitali che intendo scattare, andando in giro con qualche vecchia bicicletta imprestatami da qualche fedele...

   Fino a Kokura si viaggia bene. Poi per non pagare il supplemento strasalato del super espresso prendo l'accelerato che mi costringe a prendere tre treni diversi per Shimonoseki, Shin-Yamaguchi e Yamaguchi. 

   Oggi le cose mi vanno stranamente bene. Si vede che il Signore vuole premiarmi per aver saltato il pranzo. A Kokura becco per un minuto il treno sul binario a fianco. Ma quando arrivo a Shin-Yamaguchi la coincidenza è già partita da ben un minuto! Vista la faccia comprensiva del controllore gli esterno le mie impressioni sull'assurdità di far partire un minuto prima quel treno quando si sa che arriva da Shimonoseki il convoglio che sicuramente scaricherà passeggeri diretti al capoluogo. Gli faccio rilevare anche l'incongruenza del diretto del pomeriggio che collega il capoluogo a questa stazione di Shin-Yamaguchi, molto importante per via del passaggio del super rapido. A che serve far arrivare un diretto proprio quando è appena partito il treno per Shimonoseki? Quando va bene, si aspetta mezz'ora, ma in certe fasce orarie quasi un'ora non te la toglie nessuno... Il controllore mi ha ascoltato attentamente, garantendomi che farà presente questa segnalazione di un passeggero straniero.

   Quando arrivo a Yamaguchi, mancano venti minuti alle 16. Cammino con molta precauzione per evitare alla valigetta a rotelle eccessivi sussulti, essendoci dentro il computer. Fatti settecento metri, arrivo ad un torrentello in parte noto perché lo costeggia nella parte superiore un doppio vialetto, davvero ideale per chi voglia farsi delle belle camminate col mormorio delle acque.

   Comunque, solo ora mi accorgo che questo piccolo spiazzo si chiama "L'angolo dell'amicizia", scritto in spagnolo. Leggo meglio e comprendo che si tratta di un gemellaggio fra la città di Pamplona e Yamaguchi in nome del grande evangelizzatore navarrino San Francesco Saverio.  Sugli schienali delle panchine marmoree vi sono piastrelle basate su disegni dei ragazzi di quarta elementare di quella città. Avendo tempo a disposizione, me le fotografo quasi tutte.

   Quando giungo al Centro Giovanile, che funge anche da Ufficio parrocchiale, vedo all'ingresso il Parroco. Una stretta di mano e poi mi siedo pacificamente in attesa che sbrighi il colloquio con una persona. Gli dico di far pure con comodo. Ne approfitto per fotografare in ogni particolare un bel quadro che ritrae la predicazione del grande Missionario gesuita in terra nipponica. Poi sprofondo nella lettura dell'annuario, che illustra l'attività gesuitica nel mondo.

   Finito il colloquio, il Padre mi dà una mano a portare la borsa fino alla Residenza missionaria. La rampa ha una discreta pendenza. Stavolta ricevo una stanza che dà sul giardinetto interno.    Accendo subito il computer per controllare il suo stato di salute: ha sopportato bene tutti gli strapazzi del viaggio! Ne approfitto per scaricare le foto di tutti quei disegni infantili. Mi pento di non aver optato subito per il formato più grande...

      La cena è un misto di cucina giapponese e straniera. Dopo un controllo sommario mi rendo conto che non ci sono farina e uova a sufficienza per fare le tagliatelle all'indomani. Il Parroco mi propone di andare dopo cena ad un supermercato. Io sono piuttosto restio ad uscire dopo cena in macchina, anche se guidano altri, perché mi si blocca facilmente la digestione. Ma oggi il problema quasi non si pone essendo stato digiuno a pranzo e quasi a stecchetto la sera... Nel fare gli acquisti mi offro di comprare almeno il gelato per i confratelli in vista del primo ottobre, festa della Santina. Il Parroco mi dice che anche al gelato pensa lui: debbo solo fare il gesto di consegnarlo io al religioso spagnolo non sacerdote, incaricato dell'amministrazione. Qualsiasi regalo per mano d'altro acquista per lui doppio sapore!


  All'indomani verso le 5.30 con passo più che felpato vado in cucina e comincio ad impastare. Alle sette concelebro nella raccolta Cappellina e poco dopo le otto, attacco con tagliolini e tagliatelle. Quando arriva la cuoca, stendiamo subito la lista di ciò che manca per fare il sugo dell'indomani. Lei è felicissima se io gliene preparo tanto, perché così ha una scorta per parecchie settimane.

   Naturalmente tutte le bocche vengono conquistate dalle tagliatelle. Ci tengo comunque a precisare che si tratta di un primo in collaborazione. Ho utilizzato infatti il ragù preparato dal Parroco dietro mio suggerimento l'ultima volta che venni a Yamaguchi. Ed il discorso finisce anche sulla festa carmelitana di domani. Il Superiore trova giusto che sia io a parlare per una quindicina di minuti durante la preghiera comunitaria in Cappella prima del pranzo.

   Gongolo dalla gioia non tanto per il rarissimo privilegio concesso ad un povero carmelitano non laureato di parlare a gente altamente togata, ma per il fatto che in previsione di un'eventuale predica alle nostre Monache mi son portato dietro l'omelia sulla cara Santina!

   Essendo il primo ottobre anche il primo venerdì del mese, tutti gli altri confratelli tranne il Parroco concelebreranno alla Messa delle 9.30. Pertanto, alle sette il pontificale è stato da me presieduto alla presenza del solo Parroco. Mi sono permesso anche una brevissima predica sulla cara Santina con un particolare ricordo per le due Consorelle di Valmadonna (AL) e Sassuolo (MO), che oggi faranno la loro Professione solenne. In una certa maniera io vi sono ugualmente presente perché la mia poesia per entrambe è felicemente giunta a destinazione. Nella mia innata immodestia dico sempre: "Tanto fra dieci, vent'anni loro dimenticheranno la predica sentita oggi, ma la mia poesia l'avranno ancora sotto gli occhi, conservandola come dolce compagna nel Breviario!".


   Oggi ai confratelli gesuiti farò assaggiare gnocchi, cosa ignota da queste parti! Se le mie quotazioni come oratore sono sempre state basse, quelle per meriti culinari invece continuano a salire! Anche la cuoca ne è conquistata! E dato che il sottoscritto, almeno in cucina, è sempre stato di larghe vedute, il Parroco riesce a farle assaggiare anche alle collaboratrici di Chiesa ed Ufficio parrocchiale. C'è solo una cosa che a me non va giù... 

   Questa purtroppo è una cucina... vedova! Manca sempre infatti il... vino! 

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Yamaguchi 3-10-2004

Padre Nicola Galeno

NdR:





Yōko Ogawa è una scrittrice giapponese. È considerata una delle più importanti autrici post-moderne contemporanee giapponesi. Dal 1988 ha pubblicato più di venti lavori di fiction e non-fiction e ha vinto tutti i migliori premi letterari giapponesi. Fonte Wikipedia

Nascita: 30 marzo 1962 (età 60 anni), Okayama, Prefettura di Okayama, Giappone.

 Con immenso piacere, oggi pubblico in contemporanea due articoli che hanno come collegamento il Giappone, quello di Padre Nicola Galeno OCD, che fu missionario nel Paese del Sol Levante per quasi 17 anni, e questo di Padre Armanino, che si ricollega alla scrittrice nipponica citando alcuni brani di un suo libro, che potrete leggere al link qui sotto,  quanto il missionario della SMA In Niger scrive: 

http://ilparadisononpuoattendere.blogspot.com/2022/08/cronache-di-sparizioni-ad-agosto-volte.html

sabato 6 agosto 2022

CRONACHE, IN AGOSTO, DALL'OCCIDENTE di Padre MAURO ARMANINO

   Cronache, in agosto, dall'Occidente

Una settimana a casa dopo tre anni è niente o poco più. Oppure, come sembra, se il tutto è nel frammento, questo tempo potrebbe bastare per abbozzare cammini, orientamenti e mappe mentali del percorso come il futuro potrebbe interpretarlo. Vicinanza e lontananza giocano a rimpiattino negli occhi e nelle parole dette e ascoltate quando a parlare è il silenzio di ciò che si è lasciato altrove. Si percepisce, fin da subito, come una ferita che stenta a rimarginarsi perché le condizioni che l'hanno generata sono immutate. Essa sembra attraversare, come un sottile filo amaro, gli occhi, le relazioni, i volti, le distanze tra le persone, l'immaginario simbolico che stenta a riprendersi come si fosse vissuta una grottesca offesa sociale. Una ferita che si traduce in un sentimento che potremmo nominare tristezza. Le 'passioni tristi' citate da un libro di anni fa di Miguel Benasayag e Ghérard Schmit, che riprendono a modo loro un'intuizione del filosofo Baruch Spinoza.


Non c'è da farsi ingannare dalle false risa delle feste, sagre e spettacoli a carattere estivo che sembrano riportare ciò che si presume essere la 'normalità'. Si percepisce, invero, un senso di 'anormalità' in diversi aspetti della fabbrica sociale. Dalle maschere a coprire il volto, molto ben presenti negli edifici religiosi, profani e mezzi di trasporto, per passare alla conferma della perdita dei posti di lavoro. Si gioca con precarie ricollocazioni lavorative avvilenti e frustranti a causa delle conseguenze del rifiuto dell'imposizione del fin troppo noto 'vaccino'. Una finzione societaria che non inganna chi torna, dopo un lasso di tempo sufficientemente denso, con gli occhi che la sabbia del Sahel ha levigato e reso meno 'addomesticabili'. Non c'è da farsi sedurre perché, sotto la vernice del consumo facilitato e auspicato da ogni parte, cova una crisi la cui portata sfugge agli spettatori meno consapevoli del teatrino. Quest'ultimo, da tempo, è stato finalizzato a distrarne l'attenzione.


Le assuefazioni ai controlli di ogni tipo, sanitari, facciali, comportamentali e sociali non fanno che anticipare un futuro quantomeno simile ai crediti sociali di bolognese e cinese memoria. La dematerializzazione crescente della realtà sembra essere accettata con disinvoltura e con fatale rassegnazione. I diritti personali, fondanti e riconosciuti dallo stato che assomiglia sempre più al Leviatano dipinto da Thomas Hobbes per garantire la pace sociale, sono stravolti, calpestati e affidati a tecnici asserviti al progetto globale di demolizione politica della democrazia e dunque dei poveri. Già i poveri, resi invisibili, silenziati e manipolati da faccendieri che hanno preso in ostaggio il popolo che a loro interessa per servirsene come merce di scambio per la loro gloria.

Ma è soprattutto lei, la paura e che a sua volta genera il sospetto, che sembra predominare nelle mani, gli occhi e gli sguardi. Paura di vivere che insinua poi quella di morire, assenza lancinante di bambini lungo le strade e, invece, cani di ogni razza, tipo e statura a volontà. Per chi arrivasse per la prima volta in questa strana ed effimera porzione dell'occidente ne rimarrebbe scandalizzato, così come accade per altri comportamenti e usi e costumi libertari in apparenza. La deliberata sottomissione è un sottoprodotto della paura e del sospetto che ci siano traditori ovunque, costituisce la trama dell'attuale implosione politica.

Rimangono loro, per fortuna. La parte di r-esistenti che non si sono, finora, svenduti al miglior acquirente sul mercato della tristezza e ignominia. Nascosti o apertamente liberi che, nel loro piccolo, inventano modalità differenti di società al quotidiano. Vinceranno perché perdenti e perché faranno forse alleanza con coloro che raggiungeranno l'Occidente. Se non è tardi, i volti, le parole, le storie e le sagge follie del Sud del mondo arriveranno, migranti e, se lo vorremo, ci salveranno.

    Mauro Armanino, Casarza Ligure, Agosto 2022


venerdì 5 agosto 2022

EDITH STEIN DOTTORE DELLA CHIESA


Oggetto: Edith Stein Dottore della Chiesa

Gentile studioso/a e amico/a di Edith Stein - Santa Teresa Benedetta della Croce,

siamo lieti di farti partecipe del favore con cui l’Ordine dei Carmelitani Scalzi, attraverso il suo Definitorio Generale, ha recentemente accolto «il desiderio, formulato da diversi ambienti, di proporre santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) come candidata a Dottore della Chiesa» (lettera del Definitorio Generale del 19 marzo 2022). Lo stesso Definitorio ha conferito alla Postulazione Generale dell’Ordine e alla Pontificia Facoltà Teologica Teresianum l’incarico di svolgere il lavoro necessario a verificare la reale opportunità e consistenza di questo dottorato ecclesiale, e di intraprendere eventualmente la preparazione della Causa.

Come gruppo di coordinamento del lavoro, abbiamo pensato di coinvolgere in questa prima fase tutti quelli che, in quanto studiosi e amici della Santa, possono avere qualcosa di importante da dire sulla sua esperienza e sul suo insegnamento, suggerendoci come far meglio risplendere la sua «luce davanti agli uomini» (Mt 5,14-16) del nostro tempo e del tempo futuro. Perciò abbiamo formulato il questionario che ti sottoponiamo qui in allegato, suddiviso in alcune piccole sezioni che ti permetteranno di esprimere le tue conoscenze riguardo a Edith Stein e il tuo giudizio sul suo eventuale dottorato ecclesiale, condividendo riferimenti e materiale utili. Il form PDF ci permetterà a nostra volta di avere delle risposte sintetiche e omogenee nella struttura, dando comunque a ciascuno la possibilità di aggiungere osservazioni e suggerimenti ulteriori. Inoltre, se vorrai offrire la tua disponibilità, potrai essere coinvolto nei passi che seguiranno, nel modo (o nei modi) a te più congeniale(i).

Abbiamo cercato di dare un tempo per rispondere di circa due mesi, ponendo come termine ultimo il 10 settembre, così da avere poi la possibilità di elaborare le risposte in vista di una sintesi. Naturalmente, prima saranno inviate e più veloce e agevole potrà essere il lavoro.

Con la speranza di poter ricevere il tuo prezioso contributo, ti ringraziamo di cuore per l’attenzione e la vicinanza.

Il gruppo di coordinamento

del lavoro preparatorio della Causa

per Edith Stein - Santa Teresa Benedetta della Croce, Dottore della Chiesa

Postulatore Generale: p. Marco Chiesa, OCD

Responsabile per il Definitorio: p. Roberto Maria Pirastu, OCD

Coordinatore: p. Christof Betschart, OCD

Segretario: p. Fabio Roana, OCD

NDR: In questo Blog ci sono parecchi articoli riguardanti Edith Stein, conosciuta anche come Santa Teresa Benedetta della Croce, e per leggerli, basta inserire nell'etichetta di ricerca in alto a sinistra della pagina principale, il suo nome. Ci sono libri di scrittori che hanno parlato di lei, come Lella Costa, in Ciò che possiamo fare, oppure il regista Sinclair, che ha diretto il film: La Santa del dialogo. E tanti altri articoli che trattano la sua filosofia, la sua biografia o esercizi spirituali che la riguardano. Mi fermo qui, lascio a voi la ricerca su questa Santa che merito diventare Dottore della Chiesa. 

Questionario:

Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, Dottore della Chiesa?

Introduzione

Il Definitorio dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella sua sessione di marzo 2022 ha incaricato il Postulatore Generale di studiare l’eventuale introduzione della Causa per il conferimento del titolo di Dottore della Chiesa a santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein); contemporaneamente, la Pontificia Facoltà Teologica Teresianum è stata incaricata del lavoro preliminare a livello contenutistico e organizzativo.

In questa fase vogliamo preparare un dossier che, successivamente, possa servire come proposta alle varie istituzioni (Conferenze episcopali, Cardinali, Vescovi, università, associazioni ecc.) per scrivere un’eventuale “Lettera postulatoria” con cui, appunto, chiedere al Santo Padre il conferimento di tale titolo, secondo un criterio di peso istituzionale, più che di quantità.

Per preparare questo dossier, chiediamo a tutti gli specialisti della vita e del pensiero di Edith Stein di com- pilare il form PDF con alcune domande a proposito del suo titolo di Dottore della Chiesa.

Si tratta della prima tappa di un iter che prevede vari passi ulteriori:

1) Consegna delle Lettere postulatorie al Papa.

2) In seguito alla sua accettazione, esame delle opere complete da parte del Dicastero per la Dottrina

della Fede.

3) Con l’esito positivo dell’esame, elaborazione della Positio con il Dicastero delle Cause dei Santi.

4) Esame e giudizio dei vari organi collegiali del Dicastero delle Cause dei Santi.

5) Qualora l’esame sia positivo, giudizio finale del Papa.

Dati personali

Nome

Cognome

Stato (sposato, celibe, consacrato/a, sacerdote, ...) Affiliazione accademica

Indirizzo postale

Email

Telefono

Da quale punto di vista hai studiato l’opera di Edith Stein? Filosofico, pedagogico, teologico, spirituale, biografico...

Dottorato?

1. Sei a favore del dottorato ecclesiale di Edith Stein? Sviluppare i tuoi argomenti a favore o contrari.

Dottrina eminente?

2. Quali sono gli aspetti della dottrina steiniana da valorizzare in vista del dottorato? Indicare uno o più aspetti originali ed eminenti, aggiungendo un commento sintetico e/o indicando anche idee o testi utili per la preparazione del dossier.

3. Secondo te, qual è il nucleo teologico del pensiero di Edith Stein, attorno a cui possano convergere an- che altri temi presenti nelle sue opere, e che si possa proporre come intuizione originale e universale nella Chiesa?

4. Quale potrebbe essere il titolo del dottorato di Edith Stein? Doctor ... (al massimo due proposte).

Importanza per la Chiesa e per il mondo?

5. Qual è l’importanza della dottrina steiniana nella missione della Chiesa oggi? Tale dottrina è in sintonia con il recente Magistero? Se sì, in cosa particolarmente?

6. Sai dire se la scienza e l’esperienza di Edith Stein contribuiscono a esprimere nella Chiesa il carisma carmelitano?

7. Quali possibilità offre la sua dottrina nel dialogo tra la Chiesa e il mondo odierno e futuro? Qual è il suo contributo in prospettiva inter- e trans-disciplinare (come auspicato nella Costituzione apostolica Veritatis Gaudium)?

 Cooperazione istituzionale?

8. Quali istituzioni e/o persone ritieni che sia bene contattare per un eventuale appoggio a questo dottorato? Potresti indicare indirizzo postale, email e/o contatto telefonico, oppure aiutarci a contattarle?

9. La Pontificia Facoltà Teologica Teresianum sta progettando un’area di ricerca “Edith Stein”. Sei interes- sato/a a parteciparvi e desideri ricevere ulteriori informazioni?

Si,

No,

Non adesso.

  

Il tuo contributo?

10. Hai pubblicato qualcosa di rilevante circa il possibile dottorato di Edith Stein (una o più pubblicazioni)? Indica il riferimento bibliografico e, se possibile, allega il file PDF.

11. Accetti di allegare la bibliografia (PDF, Word, formato Zotero, ecc.) delle tue pubblicazioni su Edith Stein?

Si, No.

12. Sei disponibile a contribuire ulteriormente per tale dottorato? Se sì, quale tipo di cooperazione (consigli, stesura di testi su temi specifici, contatto con istituzioni, lavoro seminariale a Roma, ecc.)?

13. Eventuali osservazioni e proposte.

Ti ringraziamo di cuore per la tua cooperazione!

Data ultima di consegna: 10 settembre 2022.

Inviare la risposta a: edithstein.doctorecclesiae@teresianum.net

L’équipe della Causa

Postulatore Generale: p. Marco Chiesa, OCD

Responsabile per il Definitorio: p. Roberto Maria Pirastu, OCD Coordinatore: p. Christof Betschart, OCD

Segretario: p. Fabio Roana, OCD

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi