AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

martedì 11 giugno 2013

I cieli di Gerusalemme



Si specchiano i cieli di Gerusalemme
nella vanità delle cupole d’oro
di chiese e moschee,
cullando litanie millenarie
che il Muro del Pianto sussurra

Cieli di preghiere, nuvole e stelle leggere

Passeggiano in bilico i cieli di Gerusalemme
sopra il serpente di cemento
che stritola il cuore degli uomini,
luccicando su pietre, canne di fucili
e pozze di sangue che bagnano una terra d’ulivi

Cieli di odio, paura e antichi pianti che si rinnovano

Si rincorrono i cieli di Gerusalemme
nei quartieri dell’esilio
tra i profumi vagabondi di sesamo e timo,
riecheggiando nei versi dei poeti
e nelle note spezzate dei canti della resistenza

Cieli di villaggi perduti, macerie di memorie e diaspore nuove

Si riflettono i cieli di Gerusalemme
negli occhi dei bambini che non li hanno mai visti
e in quelli dei vecchi che ancora li piangono,
sventolando nei colori di una bandiera
che non trova più la strada di casa

Cieli di sogni e risvegli da notti incompiute

Cieli di rassegnazione e speranze sospese di un popolo.

Laura Vargiu
Vincitrice del concorso poetico
La Mole



domenica 9 giugno 2013

SMEMORIA E MEMORIA POETICA





L'essenza dell'anima individuale
Tracciamo una riga. Col bianchetto. Su tutto quello che e' avidità, ansia di successo, necessita di sopravvivenza e potere.  E poi dimentichiamo tutto il nostro passato. “Chi sono io?” una tela bianca sulla quale scrivere. Allora possiamo e dobbiamo reimparare da capo. Danila ci suggerisce di reimparare a vivere attraverso le poesie. Una educazione sentimentale fatta di versi e di sentimenti. Come lo trovate questo suggerimento? uno scenario di incubo? o piuttosto un originale percorso di formazione dell'anima?  L'autrice ci accompagna, insieme  alla sua protagonista, nel  procedere lungo questa seconda strada. Allora le pagine si dipanano una dopo l’altra in una narrazione fatta di pause in prosa e di lunghi tratti in versi.  E, tratto dopo tratto, scoperta dopo scoperta, possiamo arrivare a quella profondità di sentimenti e di comprensione che ci potrebbe consentire di rispondete alla domanda: "chi sono io?".  Non una risposta come la si potrebbe ottenere allo sportello dell'anagrafe; e neppure come somma della memoria del nostro passato. No: un chi sono che riassume l'essenza dell'anima individuale. Una sfida enorme. L’incipit del libro lascia il lettore in una certa vaghezza, non si capisce quale direzione prenderà il romanzo. Ricorda l’ouverture dell’oro del Reno: una musica senza melodia e sviluppo, che non prende una direzione, non fa altro che ascendere in un crescendo fino a sfociare nell’inizio della storia. E la storia ci racconta, con un originalissimo linguaggio, il risveglio alla coscienza della protagonista, totalmente smemorata del proprio passato. Quello che rimane, almeno si crede, del suo passato e della sua memoria, sono depositati nella memoria artificiale di un personal computer. Un deposito non ordinato di mail, poesie, appunti. Nulla che richiami qualcosa di noto; nulla che possa essere riconosciuto di per sé. Le poesie e il colloquio in rete col Signor G sono il filo conduttore della rinascita. È un viaggio dell’anima… buon viaggio a tutti i lettori.

Giovanni Bergamini



sabato 8 giugno 2013

XXVII PREMIO LETTERARIO "LA MOLE"

XXVII Premio Letterario“La Mole”



Con il patrocinio di:






I poeti Gavino Puggioni e Danila Oppio hanno partecipato al concorso indettodall’Associazione Culturale Talento di Torino. Si è conclusa la fase finale del XXVII Premio Letterario “LA MOLE”, e sono arrivati tra i dieci finalisti e, a parte la vincitrice, tutti a pari merito, premiati con una targa artistica.
Le poesie che hanno partecipato al Concorso sono le seguenti:

NELL'URNA


  
In mezzo alla neve dei tuoi pensieri
il sole bruciava le vesti di una vergine
alla ricerca di rami da incrociare
nel fitto bosco dei desideri

E i sogni scambiati e rigenerati
correvano in cima alle onde dell'amore
dove barche di legno fradicio
accoglievano una vita inutile,
incolore.

E i remi rimasti a galla
come corpi umani alla deriva
miravano l'azzurro di un cielo che scandiva
immortale la musica del tramonto,
trionfale.

E i lunghi silenzi  sbranati
dai boati della nostra baldoria
adombravano compagnie di disperati
nei  prati  della miseria umana,
senza storia.

Eppure l'Amore non finiva d'incantare
angeli innamorati, ribelli al loro destino,
segnato da dei e da maghi e da oroscopi
inventati e ricopiati,
da dimenticare.

E nell'urna della vacua speranza
le polveri di mille credenze
rimembranze di mura sgretolate
da lasciare ai posteri come monumenti,
beate.
  
Gavino Puggioni





VIOLENZA


(In memoria di Jyoti Singh Pandey e di tutte le donne violate e uccise da esseri ignobili)

  
Hanno straziato il suo cuore
Mandandolo in frantumi
Sminuzzato in coriandoli
In mille schegge di sangue
Rappreso, ormai bluastro

Poiché il rosso è scomparso
Dentro vene di cemento

Ora indurita e ripiegata
In se stessa gelida
Statua di pietra serpentina
Di quel cuore raccoglie
Il poco che ne è rimasto

Qualche briciola dimenticata
Da ghignanti iene bavose
E famelici avvoltoi rapaci

Tutti fanno festa al banchetto
Di ciò che di lei rimane
Ubriacandosi e schiamazzando
In volgarità e insipienti lazzi

Trasformata in freddo marmo
Lacrima gocce di piombo
Lentamente spirando
  
Danila Oppio


GRANDE FESTA IN GIAPPONE




La Fraternità carmelitana secolare di Uji (Giappone) festeggia il 75° di Sacerdozio di P. Pierluigi (25-5-2013)



 (Tutte le foto sono di Kawarazaki Taeko San)

e pervenutemi da Padre Nicola che ringrazio infinitamente



(Montechiaro 6-6-2013), Padre Nicola Galeno



Padre Pierluigi Il Padre Delegato Generale Kunori, P,.Piero Adamini



Padre Matsuda, P. Kunori,P. Piero P. Carmelo alle
spalle del festeggiato

Padre Carmelo Stucchi festeggia il 60° di sacerdozio

Padre Carmelo e Padre Antonio Inoue

Padre Pierluigi Pertusi di Santa Cristina, classe 1914

Brindisi

Gran finale

mercoledì 5 giugno 2013

BEATO ISIDORO BAKANJA

Il Santo della settimana
Beato Isidoro Bakanja
1885 - 1909
Isidoro Bakanja nacque nell'attuale Repubblica Democratica del Congo allora un possedimento personale del re belga Leopoldo XI che nel 1908 ne decretò l'annessione al Belgio. Lo sfruttamento del territorio era condotto secondo i più rigorosi criteri del colonialismo ed era affidato a società private con l'obbligo di versare allo stato il 50% dei proventi. Quando Isidoro Bakanja, molto giovane, si trasferì dalla città nativa di Bokendela a Coquilhatville lavorò in una ditta statale come aiuto muratore. Qui ebbe inizio la sua formazione cristiana grazie ai monaci Trappisti presenti in città che lo accompagnarono nel suo cammino spirituale. Il 6 maggio 1906 col Battesimo prese il nome di Isidoro, il 25 novembre dello stesso anno ricevette la Cresima e l'8 agosto dell'anno seguente la Prima Comunione; i monaci gli regalarono un  rosario e lo scapolare del Carmelo che egli indossava abitualmente come semplice segno esteriore della sua fede. Motivato nel  lavoro, onesto e attento, non nascondeva la sua fede e non la confondeva con la vita professionale. Era un catechista impegnato e apprezzato da molti. Un colono belga lo assunse come domestico apprezzandolo per la sua onestà, ma quando questi cambiò residenza Isidoro dovette cercarsi un nuovo lavoro e fu assunto dalla S. A. B., Società Anonima Belga, che raccoglieva avorio e caucciù a Ikili, città dell'Alto Congo. Il nuovo lavoro non gli impedì di dedicarsi all'annuncio del Vangelo fra i compagni, ma qui incontrò l'ostilità del responsabile della società, un certo Van Cauter, persona crudele e contraria alla presenza di cristiani tra i servi e i lavoratori come diversi dirigenti della compagnia coloniale. Ateo dichiarato, ostile al cattolicesimo, non sopportava l'influenza di Isidoro sugli altri lavoratori, la sua presenza di cristiano nell'azienda e i segni esteriori che la evidenziavano, in particolare lo scapolare che portava al collo. Questa antipatia, che mascherava in realtà un odio profondo, trovava alimento anche dal comportamento irreprensibile e rispettoso del giovane. Nel febbraio del 1909 durante il pranzo Van Cauter ordinò sgarbatamente a Isidoro di togliersi lo scapolare che si intravedeva sotto la camicia. Il giovane con dignità gli rispose: "Capo, tu esigi che io tolga la veste della Santa Vergine, io non lo farò; come cristiano ho diritto di indossare il mio scapolare". Il risultato di questo rifiuto furono venticinque frustate. Nei giorni a venire Isidoro continuò la sua normale esistenza come lavoratore, cristiano e catechista senza evidenziare alcun risentimento, ma Van Cauter, sempre più intollerante, giunse a proibirgli ogni attività religiosa perché non voleva cristiani attorno a sé. Verso la fine del mese gli strappò lo scapolare,  lo gettò con disprezzo al  cane, poi ordinò al capo del personale di frustarlo con la frusta d'elefante munita di due chiodi minacciando di far patire lo stesso supplizio a chi si fosse rifiutato di eseguirlo. Durante la flagellazione la carne veniva strappata a lembi dai chiodi mentre Van Cauter colpiva il giovane a calci. I testimoni al processo di beatificazione parlarono di almeno duecento colpi. Dopo il supplizio Isidoro fu portato nell'essiccatoio del caucciù e Van Cauter gli mise due anelli ai piedi legati con una catena e lì fu abbandonato in un bagno di sangue. Proprio in quei giorni giunse a Ikili la notizia di una visita imminente di un ispettore della compagnia, allora Von Cauter ordinò di trasportare la sua vittima a Isako per nascondere il suo misfatto, ma non riuscì nel suo intento perché Isidoro si lasciò scivolare ai bordi di una palude nei pressi dell'imbarcadero e lì fu rinvenuto dall'ispettore Dorpinghaus che scoprì non un uomo, ma una piaga tutta coperta di mosche. L'ispettore lo fece subito trasportare in barca  a Busira per le cure, ma ormai l'infezione non poteva più essere arrestata. Nell'inchiesta che seguì si appurò che i dirigenti della S. A. B. stavano conducendo una vera e propria azione persecutoria nei confronti delle missioni cattoliche in Congo e che Isidoro Bakanja, innocente, era stato martoriato in odio alla fede e non per altri motivi. Isidoro morì serenamente dopo sei mesi di dolorose sofferenze il 15 agosto 1909 nella festa dell'Assunzione della Beata Vergine. Aveva perdonato il suo carnefice e, una volta in Cielo, disse, avrebbe molto pregato per lui. Van Cauter, al termine del processo, fu condannato  a due anni e mezzo di reclusione. 

Roberto Arioli

GALLERIA D'ARTE: La Reggia di Caserta

Ringraziando Padre Nicola Galeno, per avermi fornito le immagini da lui scattate, della Reggia di Caserta, le vado a pubblicare, perché possiate ammirarne la maestosa bellezza
















lunedì 3 giugno 2013

COSA STA ACCADENDO IN TURCHIA?


Per i miei amici che vivono al di fuori della Turchia:
Vi scrivo per farvi sapere che cosa sta succedendo a Istanbul negli ultimi cinque giorni.Io personalmente devo scrivere questo perché la maggior parte delle fonti dei media vengono bloccate dal governo e il passaparola e internet sono gli unici modi che ci permettono di spiegare quanto accade e chiedere aiuto e sostegno.
Quattro giorni fa un gruppo di persone la maggior parte delle quali non appartiene ad alcuna organizzazione o ideologia specifica, si sono riuniti in Gezi Park di Istanbul. Tra di loro vi erano molti miei amici e studenti. La loro ragione era semplice: per protestare ed impedire l'imminente demolizione del parco per permettere la costruzione un altro centro commerciale al centro della città. Ci sono numerosi centri commerciali a Istanbul, almeno uno in ogni quartiere! L'abbattimento degli alberi doveva cominciare giovedì mattina. La gente si recava al parco con coperte, libri e bambini. Ha messo la propria tenda verso il basso e hanno trascorso la notte sotto gli alberi. La mattina presto, quando le ruspe hanno iniziato a sradicare  gli alberi centenari dal terreno, tutti vanno verso di loro per interrompere l'operazione.
Non hanno fatto altre che restare in piedi davanti alle macchine.
Nessun giornale, nessun canale televisivo era lì per segnalare la protesta. E 'stato un  completo black out.
Ma la polizia è arrivata con i veicoli idranti e spray al pepe. Hanno cacciato la folla fuori dal parco.
In serata il numero dei manifestanti si è moltiplicato. Così hanno fatto anche di forze di polizia in tutto il parco. Nel frattempo il governo locale di Istanbul chiuse tutte le vie che portano alla piazza Taksim, dove si trova il Gezi Park. La metropolitana è stata chiusa, i traghetti sono stati annullati, le strade sono state bloccate.
Eppure, sempre più persone si fecero strada fino al centro della città a piedi.
Sono venuti da tutta Istanbul. Sono arrivati ​​da tutte le provenienze diverse, differenti ideologie, religioni diverse. Si sono tutti riuniti per impedire la demolizione di qualcosa di più grande del parco:
Il diritto di vivere come cittadini onorati di questo paese.
Si sono riuniti e hanno marciato. La polizia li ha inseguiti con spray al pepe e gas lacrimogeni e ha diretto i loro carri armati sulle persone che hanno offerto cibo alla polizia  Due giovani sono stati investiti da i panzer e sono stati uccisi. Un'altra giovane donna, una mia amica, è stata colpita alla testa da uno dei lacrimogeni in arrivo. La polizia  sparava dritto in mezzo alla folla. Dopo un'operazione di tre ore è ancora in terapia intensiva e in condizioni molto critiche. Mentre scrivo non sappiamo cosa le sta succedendo.Questo articolo è dedicato a lei.
Queste persone sono i miei amici. Sono i miei studenti, i miei parenti. Non hanno «un'agenda nascosta» come lo Stato vuol far credere. La loro agenda è là fuori. E 'molto chiaro.Tutto il paese è venduto alle società da parte del governo, per la costruzione di centri commerciali, condomini di lusso, autostrade, dighe e impianti nucleari. Il governo sta cercando (e creando se necessario) ogni scusa per attaccare la Siria contro la volontà del suo popolo.
In cima a tutto questo, il controllo del governo sulla vita personale del suo popolo è diventato insopportabile. Lo Stato, sotto il suo governo conservatore, ha varato molte leggi e regolamenti in materia di aborto, parto cesareo, la vendita e l'uso di alcool e anche il colore del rossetto indossati dalle hostess delle compagnie aeree.
Le persone che stanno marciando verso il centro di Istanbul chiedono il loro diritto di vivere liberamente e ricevere giustizia, la tutela e il rispetto da parte dello Stato.Chiedono di essere coinvolte nei processi decisionali riguardanti la città in cui vivono
Ciò che hanno ricevuto, invece, è una forza eccessiva e enormi quantità di gas lacrimogeno sparato dritto in faccia. Tre persone hanno perso la vista.
 Oltre duemila persone hanno oltrepassato il ponte sul Bosforo a piedi per sostenere il popolo di Taksim.
Nessun giornale o canale televisivo era lì a segnalare gli eventi. Erano impegnati con trasmissione di notizie su Miss Turchia e "il gatto più strano del mondo".
La polizia è andata a caccia di persone che hanno irrorato con spray al pepe in una misura che i cani e gatti randagi sono stati avvelenati e sono morti a causa di questo.
Scuole, ospedali e anche alberghi a 5 stelle intorno a Piazza Taksim hanno aperto le loro porte ai feriti. I medici hanno riempito le aule e camere d'albergo per fornire il primo soccorso. Alcuni agenti di polizia hanno rifiutato di spruzzare persone innocenti con gas lacrimogeni e hanno lasciato il loro lavoro. Intorno alla piazza hanno messo disturbatori per impedire la connessione Internet e le reti 3G sono state bloccate. I residenti e le imprese della zona hanno fornito rete wireless gratuita alle persone in  strada. Ristoranti offerto cibo e acqua gratis.
La gente di Ankara e Smirne si sono riversati sulle strade per sostenere la resistenza a Istanbul.
I media tradizionali ignorano tutto, trasmettendo programmi su  Miss Turchia e "il gatto più strano del mondo".
***
Sto scrivendo questa lettera in modo da far conoscere cosa sta succedendo a Istanbul. I mass media non vi diranno niente di tutto questo. Non nel mio paese almeno. Si prega di inviare il maggior numero articoli, come si vede su Internet e diffondere la notizia
Poiché ho pubblicato articoli che spiegano ciò che sta accadendo a Istanbul sulla mia pagina di Facebook, la scorsa notte qualcuno mi ha chiesto la seguente domanda:
«Cosa speri di ottenere lamentandoti  del nostro Paese, rivolgendoti agli stranieri?»
Questo blog è la mia risposta alla sua.
Col cosiddetto «lamentarmi» del mio paese spero di ottenere:
La libertà di espressione e di parola,
Il rispetto dei diritti umani,
Controllo sulle decisioni che prendo riguardo alla mia persona
Il diritto di riunirsi legalmente in qualsiasi parte della città senza essere considerato un terrorista.
Ma più di tutto, diffondendo la parola a voi, miei amici che vivono in altre parti del mondo, spero di ottenere la vostra consapevolezza, sostegno e aiuto!
Si prega di diffondere il messaggio e condividere questo blog.
Grazie!
Per ulteriorI informazioni e per quanto potrete fare per aiutare collegatevi a Amnesty International Chiamata per un aiuto urgente
Qui sotto, il link diretto, in lingua inglese, che ho cercato di tradurre al meglio in italiano.

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi