AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

sabato 13 febbraio 2016

Ricordando Padre Davide Bernasconi OCD

CARISSIMI E CARISSIME,

QUESTA MATTINA ALLE ORE 2,30 IL SIGNORE HA CHIAMATO ALLA VITA ETERNA
PADRE DAVIDE MARIA DI GESU'.

I FUNERALI SI SVOLGERANNO LUNEDI' MATTINA 15 FEBBRAIO  NEL CONVENTO DI MONZA ALLE ORE 11,00 E AL POMERIGGIO A VENEGONO (VA) NELLA SUA PARROCCHIA , ALLE ORE 15,00 

IN UNIONE DI PREGHIERA E DI SUFFRAGIO PER IL NOSTRO CARO CONFRATELLO

FRATERNAMENTE

FR. FEDERICO MAZZA

Era una notizia che ci aspettavamo, malgrado avessimo tanto pregato il Card. Ballestrero, perché intercedesse per un miracolo, ma il Signore ha voluto diversamente, e dobbiamo accettare, anche se con immenso dolore. La perdita di un così giovane padre è qualcosa che ci sembra inconcepibile, ma dobbiamo aderire serenamente al volere divino.

Desidero ricordarlo, quando ancora giovane studente, seguiva i nostri ragazzi dell'oratorio di Legnano. Conservo una fotografia di un giorno di festa e desidero condividerla con voi.
Epifania del 2001, ovvero 15 anni fa.


Padre Davide, nel 2012,  sorridente, in basso a sinistra guardando la foto, vicino a Fra Federico Mazza.

7 novembre 2015, in occasione della chiusura dell'anno teresiano, presso il Convento del Corpus Domini a Milano, in un momento di agape fraterna, con le monache e i Padri Carmelitani. E' l'ultima volta che l'ho incontrato, già molto sofferente, e in quella occasione abbiamo tanto pregato per la sua guarigione.  Il Signore ha preferito chiamarlo a sé ed oggi, sabato, secondo la promessa che la Vergine del Carmelo ha fatto a san Simone Stock, lui è già in Paradiso, accanto al Padre.
Ora, invece di pregare per lui, sarà lui a intercedere per tutti noi. 
Grazie Padre Davide, per essere stato con noi, anche se per un breve spazio di tempo, ma sarai sempre nei nostri cuori e nelle nostre preghiere.

Danila Oppio ocds

mercoledì 10 febbraio 2016

Concorso "C'era una volta un bambino come me..."

L'Associazione culturale Caffè delle Arti ha indetto il concorso di cui al titolo. Ho partecipato con il mio racconto SAMIR che è stato scelto per entrare a far parte dell'antologia omonima.

Il concorso era finalizzato a scopo benefico, per aiutare "I bambini di Antonio" Qui sotto il loro volantino.


FINALISTI MERITEVOLI DI PUBBLICAZIONE E INSERITI NELL’ANTOLOGIA
A tutti gli autori selezionati: attestato di pubblicazione personalizzato
Mariela Ramos Criscuoli di Albenga (Savona) con LA GARA

Gloriamaria Pizzichemi di Roma con BABAU, STORIA DI UNA MARIONETTA
Andra Mauri di Roma con UNA CAPRESE AL CAFFÈ GRECO

Patrizia Fiori di Piombino (Livorno) con L’ALBERO MANO
A BORDO DI UN SOGNO

Margherita Pizzeghello di Rosolina (Rovigo) con CINQUE DITA SUL MIO VISO
Danila Oppio di Legnano (Milano) con SAMIR

Grazia Marchesini di Foligno con UN BAMBINO VENUTO DA LONTANO 

Marco Managò di Roma con IL PESCATORE DI SOGNI

Omaima Marfoq di Galliera (Bologna) con STELLALUCE E LA PIUMA MAGICA

Michela Cinque di Carosino (Taranto) con IL RE, IL MENDICANTE E IL MAGICO DONO
Cristina Trimarco di Torino con SEMAFORO A COLORI

Teresa Martino di Melicuccà (Reggio Calabria) MARCO E IL BOSCO MAGICO

Eugenia Grimani di Roma  con LA VOCE DI MADRE NATURA

Maria Rosaria Belfi di Signa (Firenze)  con NONNA ADALGISA E LE FATE
La mia fiaba inserita in antologia 
SAMIR

Questa non è proprio una favola, ma forse qualcosa di più!
Una manciata d’anni fa, Federica si recò in Siria, perché si ricordava che il padre di una sua amica d’infanzia, Amina, era nativo di Damasco, e quella Nazione le rimase nel cuore. Atterrò ad Aleppo e proseguì in pullman verso Hama, Homs, Latakia, Damasco e Palmyra. E qui le accadde qualcosa di molto particolare.
Il sito archeologico di Palmyra, il cui nome significa luogo delle palme, un’oasi immersa nel deserto siriano, era a dir poco spettacolare. Il lungo cardo romano, fiancheggiato da alte colonne, l’anfiteatro eretto da Diocleziano, il Tempio di Baal, e tante altre vestigia storiche, la affascinarono. Il caldo era piuttosto intenso,  ma quasi non se ne avvide.
In quel sito archeologico vi sostavano dei beduini con bianchi cammelli, bardati di briglie, e sottosella multicolore, come solo certi tappeti orientali possono esserlo. Non ci mise molto a decidere di cavalcare uno di loro, e salì in sella, tenendosi stretta al cammelliere. Un giro tra i resti romani, al tramonto, che non dimenticherà mai.
Una volta scesa dal cammello, gli vennero incontro nugoli di ragazzini, che vendevano oggetti artigianali. Con loro c’erano molti bambini piccoli, bellissime creature dalla pelle ambrata, dagli occhi grandi e colmi di meraviglia.
Uno di questi, Samir, la prese per mano e le disse:
“Umm!”.
 Federica al primo momento non comprese, perché conosceva la lingua araba solo in forma rudimentale. Samir le strinse ancora più forte la mano, e ripeté:
 “Umm!”.
 Allora le tornò alla mente quel vocabolo: Samir la stava chiamando “mamma”.
Gli rispose:
“Non sono la tua mamma, corri dalla tua”:
Il bambino dimostrava quattro o cinque anni. Aveva quello stupendo incarnato dei popoli mediorientali, e due occhioni verde smeraldo che la fissarono con intensità. I suoi capelli erano castano chiaro, che al sole assumevano riflessi quasi biondi. Si avvicinò un ragazzo che parlava un po’ d’inglese. Federica chiese a lui, chi fosse quel bambino, e le rispose che era il suo fratellino. “Quanti anni ha?”, chiese la turista.
“Sette, rispose il fratello maggiore”.
“ Mi spieghi perché mi chiama mamma?”.
 “Lui vuole venire con te, a casa tua!”
“Ma non abito in Siria, la mia casa è molto lontana, oltre il mar Mediterraneo”. “Se tu lo vuoi, puoi portarlo con te”.
 Rispose il ragazzo. “E’ impossibile, ci vogliono documenti che non possediamo, e poi sua madre che dirà?”.
” Lei ne sarà felice”.
 “Come può essere felice una madre, che si priva di un figlio?”:
“Prendilo, tu gli piaci, chiamerà mamma te”!
Federica lo avrebbe portato con sé molto volentieri, il bimbo era carino, gentile, e pareva essersi attaccato a lei con tenacia. Non le lasciava la mano neppure per un istante. Faticò parecchio a spiegare che un bambino non era un oggetto che si poteva portare in altro luogo, senza documenti o permessi particolari. Che un bambino deve stare con la sua mamma.
Il piccolo Samir la guardò con un’espressione delusa, due lacrime spuntarono all’angolo di quegli splendidi occhi e anche Federica si allontanò con il cuore addolorato. Non si poteva però fare altrimenti, quella era l’unica soluzione ragionevole.
Nei giorni che Federica trascorse in Siria, gli ultimi a Damasco, succedevano cose un po’ strane. Qualche sporadico sparo, che fu spiegato dalla guida locale, come una rappresaglia di piccoli gruppi di ribelli al regime di Assad.
Federica rientrò in Italia, ma le rimase nel cuore quel piccolo Samir.
Le informazioni sulla situazione siriana divennero sempre più tristi e lei, ascoltando le notizie del TG o leggendole sulla stampa, si chiedeva se quei bellissimi bimbi che aveva accarezzato in Siria, e Samir in particolare, non avessero subito torti di alcun genere. Se fossero riusciti a salvarsi.
Comprese così che un motivo c’era, e di una certa rilevanza, se quella madre beduina, quei fratelli di Samir, si ostinarono nella richiesta  di portare il piccolo in Italia. Forse avevano intuito qualcosa e volevano salvare almeno lui.

Federica decise di visitare il luogo italiano dove erano sbarcati gli immigrati siriani.
Chiese se vi fosse un certo Samir, di circa 15 anni. Ve ne erano più d’uno. Samir è un nome molto diffuso nei Paesi arabi. Chiese di incontrarli. Quasi tutti avevano gli occhi neri…ma uno, piccolo di statura, possedeva due smeraldi che la guardavano con un’espressione frammista di curiosità e di perplessità. Ma poi le corse incontro, le prese la mano e disse: “Umm!”.
Federica aveva finalmente ritrovato il “suo” Samir.

Danila Oppio

Sfatiamo alcuni pregiudizi sull'islam

Ho un pensiero che mi frulla in testa da tanto tempo. Quanto sta accadendo, a causa dell’Isis o Daesh, non va imputato a chi professa la religione islamica.
I terroristi non seguono il Quran, ovvero Corano, ma un’ideologia che nulla ha a che vedere con la religione. Se ci pensiamo bene, neppure certi cristiani hanno fatto scelte insegnate da Cristo, e i nostri Comandamenti dicono chiaramente: NON UCCIDERE, eppure durante il nazismo, è stata perpetuata una strage immane. Nel corso della Storia, molte volte anche noi cristiani ci siamo armati e siamo andati a combattere, in nome di quel Dio che di certo non desiderava né guerre, né assassini. Quindi chi agisce contro il volere divino, non lo fa certo per una questione di credo religioso. Gesù Cristo ha confermato quanto già il Signore Iddio aveva insegnato: l’Amore non fa del male al fratello, a qualsiasi Paese appartenga, qualsiasi religione professi, e qualunque sia il colore della sua pelle.
Penso che sarebbe utile trovare punti in comune tra le religioni monoteiste, che hanno avuto come capostipite Abramo. Sia nell’Antico Testamento, o Torah, sia nel Nuovo Testamento che nel Quran, ci sono brani condivisi da tutte e tre le religioni. Poi, ovviamente, ci sono anche grandi discrepanze, ma se invece di cercare ciò che ci divide, vediamo di evidenziare quello che ci unisce, forse sarebbe il modo più idoneo per un pacifico avvicinamento.
Ho avuto amicizie provenienti da diverse educazioni religiose; sciiti, sunniti, ebrei, cristiani protestanti, buddhisti, induisti, ecc. e con ciascuno di loro ho instaurato un rapporto nel quale ho cercato una comune condivisione, senza sottolineare le differenze tra noi, sia religiose che di usi e costumi diversi. Ho festeggiato il Ramadan con amiche musulmane,  ricordato la Shoah con amici ebrei, acquistato libri che trattano di Siddharta, per comprendere meglio le motivazioni del fondatore della religione buddhista. Per giudicare, bisogna prima conoscere ed informarsi, anche per avere argomenti validi su cui confrontarsi. Questo passaggio non significa tradire il nostro credo, anzi, significa l’esatto contrario. Ci si avvicina al fratello,  si dimostra il rispetto che è necessario fondamento per un dialogo vero, e non basato su superstizioni o, molto più spesso, sull’ignoranza.

Ho letto con piacere, nella rivista di gennaio 2016 Il CARMELO OGGI, un articolo di Fr. Federico Mazza, titolato La Vergine Maria nell’Islam. Ero già a conoscenza che Maria, la madre di Gesù, è citata più volte anche nelle sura del Corano. E per gli islamici, Issa, ovvero Gesù, è un grande Profeta. Quindi non comprendo neppure il motivo per cui ci sono state guerre feroci tra musulmani e cristiani, definiti dai primi “infedeli”. Penso che tutto quanto è accaduto e che accade anche oggigiorno, sia dovuto ad una profonda ignoranza in materia.  Possiedo il Corano, e ho letto già, quando Fr. Federico riporta nell’articolo, quindi lo ringrazio di tutto cuore, per aver reso pubblico quello che serve per cercare l’unione, la comprensione e l’accoglienza di coloro che sono stati educati ad un credo diverso dal nostro. Un solo pensiero dovrebbe essere presente nella nostra mente: sempre: ogni creatura umana  proviene dallo stesso Creatore, quindi siamo tutti fratelli tra noi, a prescindere dalle differenze, che non devono unire ma essere piuttosto una fonte di confronto e di avvicinamento. Ora lascio la parola a Fr. Mazza Carmelitano Scalzo.






Concorso A.L.I. Penna d'Autore

Per il concorso come dal titolo, ho ottenuto la menzione d'Onore per una mia poesia, e pubblicata su e-book in formato pdf, che non posso inserire nel blog, poiché piuttosto corposo. Ho scattato alcune foto, che pubblico qui di seguito.






martedì 9 febbraio 2016

Ciclo sull'arte sacra di Andrea Solario - Foto e didascalie poetiche di P. Nicola Galeno OCD

イタリア人の画家アンドレア・ソラリオを通して四旬節を迎える
「 Andrea Solario 1460-1524」





IL CRISTO PORTACROCE

Unico Volto che celar non sappia
la sua insuperata dignità,
neppur scalfita dagli orrendi strazi...

十字架を担うキリスト

最高の尊厳を隠せない
唯一の顔は
恐ろしい拷問によっても
引っかかれない。


IL CRISTO PORTACROCE

Dolce Signor, la Via dolorosa
è rischiarata sol dalla certezza
d’aver al fianco Madre coraggiosa...

十字架を担うキリスト

甘美な救い主よ、
勇気のある母親に
伴われるとき、
十字架の道行きも
照らされると知っている。



ECCE HOMO

S’odon beffarde risate di quanti
aman vederti da re camuffato...
 Quanto sgomento vederti davver
 tornar da Re nel Giudizio finale!
この人を見よ

王様に成りすました
あなたを見て
悪人はあざ笑う。
最後の審判の日に
本当の王様として
帰って来られるのを見て
恐怖に襲われる。



COMPIANTO

Tacciono riverenti per captare
meglio il materno sfogo col Figliolo
da parte della Madre addolorata...

悲しまれるキリスト

悲しみの聖母の
御子への打ち明け話が
よく聞こえるように
尊敬をもって
みんなは黙る。



IL CRISTO PORTACROCE

Avresti tu voluto che alla Mamma
venisse risparmiata questa scena
con il sapor di spada che nel core
sensibilissimo porta lo schianto...

十字架を担うキリスト

このひどい場面を
母親に避けたかったが、
感情にあふれた心を
ついに刀は貫く。



LA CROCIFISSIONE

Vergine, resistesti sino in fondo...
Ed or che il tuo Figliol s’è congedato
da questa ingrata terra t’abbandoni
a svenimento pregno di mistero!

十字架につけられたキリスト

終わりまで
聖母は我慢したが、
御子が恩知らずの世を去ると、
神秘にあふれた気絶に沈む。


IL CRISTO PORTACROCE
ED UN CERTOSINO

Dolce Signor, volevo da vicino
riviver il mister della Passione
ed ecco che m’appari con la Croce,
unico tuo vessillo sulla terra...

十字架を担うキリストと
一人のカルトジオ会修道士

甘美な救い主よ、
受難の神秘を近くから
再生したがったが、
唯一の旗である
十字架を担い
出現される。


ECCE HOMO

Mi sento una Veronica vivente
che stringe al sen quel panno sì prezioso
con l’unico ritratto del Signore...

(Ferrara 25-2-2011), Padre Nicola Galeno

この人を見よ

生きたヴぇロニカに変わって
主が残された唯一の
尊い肖像画を
胸に抱き閉める。

フェッララにて、11年2月25日
ニコラ神父作


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi