AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

venerdì 13 novembre 2015

Segue sequenza fotografica a Milano

Segue sequenza fotografica a Milano, il 7 novembre 2015 in occasione della Chiusura Anno Teresiano.


Incontro con il P. Vicario Generale

Padre Vicario Geneale Borrel e il nostro P. Provinciale Attilio Viganò

La Presidente Provinciale Ocds Rosa Maria Pellegrino

Il presbiterio

La statua di S. Teresa d'Avila

Un momento della Celebrazione Eucaristica con P. Agustì e Padre Alberto Fiorini
I celebranti, da sinistra P. Renato Rosso - P.Fausto Lincio, P. Borrel,P. Attilio Viganò, P. Paolo Pigozzo (non ricordo il nome dell'altro padre)
Sullo sfondo si intravedono P. Claudio Truzzi, P. Filippo Bettati, P. Davide Capano, P. Emile Zambo, P. René




Un momento di agape fraterna, con P. Davide Bernasconi
per il quale abbiamo tanto pregato per la sua guarigione

Sul fondo, P. Emile

Grazie a tutti, indistintamente!!!

Danila Oppio ocds

La chiusura del V Centenario Teresiano a Milano


MILANO Ogni anno che Dio ci dà di vivere è un anno di grazia, ma alcuni anni sono maggiormente anni di grazia: la celebrazione del V centenario della nascita di S. Teresa di Gesù.


Il Padre Provinciale della Provincia Lombarda Attilio Viganò  in occasione della chiusura del V centenario  della nascita della Santa Madre Teresa, ha invitato i tre rami della famiglia Carmelitana: Monache , Frati, Laici Ocds a Milano il 07/10/2015 con la partecipazione del P. Vicario Augusti  Borrel.
“ Un solo Ordine con un solo carisma  - una sola famiglia –“
Abbiamo vissuto una giornata  che ha reso visibile questa comunione.
Il P. Vicario ha voluto condividere con noi  questa chiusura che sembra non termini mai dice, perché si continua a parlare di lei e domanda:
 una volta finito il centenario  cosa dobbiamo fare? Come dobbiamo continuare a ricordare S. Teresa?
                Questa celebrazione  ha permesso di riscoprire  a tante persone e forse anche a noi la forza evangelica della sua esperienza personale e del suo messaggio che è  diventato luce per la chiesa e per il mondo e soprattutto ci ha fatto vedere la sua attualità. S. Teresa non è un personaggio di cinque secoli  fa, il suo messaggio è permanente  e molto buono per noi oggi.  Nei suoi scritti  e nella sua vita , se letti alla luce della nostra situazione attuale, possiamo trovare le risposte a molte domande preoccupazione della  nostra società e della Chiesa di oggi . Tante persone di origini  di condizioni  molto diverse dicono di sentirsi identificate con l’uno o con l’altro dei suoi pensieri,  dei suoi sentimenti, delle sue idee. Quest’anno ha messo in luce l’universalità di Teresa. Abbiamo visto, sentito che  parlano  di lei con ammirazione e gratitudine  cattolici, protestanti, buddisti , anglicani,  indù,  mussulmani  e anche   non credenti  alcuni con un approccio molto interessato e rispettoso.  Ad  Avila  si è svolto un Congresso dal titolo “Teresa di Gesù  patrimonio dell’umanità”. Persone di tutte le religioni hanno parlato di lei con molta ammirazione.





Per tutti coloro che hanno  celebrato questo anno con gioia, ora è tempo di camminare come lei con coraggio e decisione. E’ il momento di guardare al nostro presente  alla nostra realtà e vedere se Teresa ci può aiutare in qualche modo in Italia  in Europa in tutto il mondo, dove la  situazione politica sociale ecclesiale  è per niente chiara ne facile. Siamo in tempo di confusione di sconcerto ,  viviamo un momento di grande individualismo. Le persone  mentre si allontanano dalle religione cercano esperienze di assoluto e questo dimostra la insoddisfazione del cuore dell’uomo  che cerca “ Altro”. La nostra vecchia Europa ha tagliato i rapporti con le radici cristiane e per questo siamo senza anima. Cosa fare davanti alla situazione di questo mondo . La risposta che ci viene chiesta dalla Chiesa è  “evangelizzazione “far conoscere il messaggio del Vangelo, far  conoscere Gesù alle persone . Teresa  dice: Nada te turbe, un invito alla pace serenità fiducia in Dio invito alla speranza che definisce la nostra identità. Va oltre ci invita a camminare.  Lei è attenta a tutto ciò che accade  nel mondo è in contatto con persone di ogni tipo, preoccupata per tutto e per tutti  ha un grande senso missionario evangelizzatore .  La preoccupazione di Teresa riguardo all’evangelizzazione in America, nel mondo, in Europa, le lotte le divisioni, le eresie . La Chiesa ai suoi tempi  aveva bisogno di  una riforma profonda.  L’atteggiamento teresiano   fondamentale è : quando sente parlare di conflitti non ha parole di accusa o violenza, si lamenta per loro, si rammarica che si discostano dalla comunione ecclesiale,  vorrebbe andare a confutare  per convincerli per far conoscere loro la verità. Decide di fare quel poco che dipende da lei: vivere il Vangelo in modo radicale, con coerenza; aiutare le persone vicine a fare altrettanto “ non camminare da soli”; pregare tutti insieme con fervore e fiducia.
Inoltre Teresa ci ricorda che “non siamo vuoti” ci invita  a prendere coscienza che siamo tempio di Dio e  della   bellezza incomparabile della persona abitata dalla SS Trinità.
P. Augusti conclude invitando tutti ad essere determinati nel senso di non fermarci mai nel cammino spirituale fino al raggiungimento la meta .

 Ringraziamo  P. Attilio Viganò, P. Vicario, tutti i Padri che hanno partecipato,le  carissime Monache e  tutti i fratelli/sorelle  OCDS che sono giunte dalle seguenti Comunità: Torino, Trino Vercellese, Bologna, Piacenza Lodi, Monza, Concesa, Legnano, Lugano, Parma, Milano, Ferrara rappresentata dal P. Assistente.


Un grazie particolare alla Comunità del Monastero di  Concenedo di Barzio ( Lecco) per  aver fatto omaggio a tutti noi delle immagini con la  copia dell’ icona  di S. Teresa scritta nel loro Carmelo. Questa icona  ha ricevuto ad Avila il Premio speciale per originalità e creatività nell’ambito del Premio internazionale  per il Dialogo interreligioso .
 Grati alla Divina Provvidenza  per averci regalato una giornata vissuta in fraternità con tanta gioia.

L’OCDS della Provincia Lombarda (dal sito OCDS ITALIANO)

Mi permetto di aggiungere una mia personale considerazione: la  numerosa partecipazione di Padri, Monache e Laici mi ha commosso. Tutto si è svolto in una giornata di sole, e quanto ci ha relazionato il Padre Vicario Generale Borrel è stato di grande aiuto spirituale.
L'agape fraterno ha riunito alla stessa tavolata Padri, Monache e Laici, in un convivio di allegro e amichevole scambio di reciproca conoscenza. Accanto a me, due monache di clausura, una appartenente al Monastero di Concenedo e l'altra a quello di Legnano, con le quali abbiamo parlato del mercatino di oggetti natalizi, realizzati dalle monache legnanesi, e delle nostre Sante carmelitane. Il pranzo, servito dal catering, era ottimo e ringrazio il P. Provinciale per aver organizzato tutto nel migliore dei modi. Mi è spiaciuto dover scappare senza poter salutare e ringraziare, ma ero stata accompagnata dal nostro Parroco P. Renato Rosso, e da Padre René, carmelitano del Camerun, e dovevo rientrare con loro, che avevano impegni in parrocchia.
Ancora un grazie di tutto cuore, per avermi invitato e offerto una giornata di vera condivisione fraterna, in onore di S. Teresa d'Avila. Qui sotto, altre foto dell'evento.
Danila Oppio ocds
Uno scorcio del Corpus Domini

 Al centro la monaca di Concenedo con la quale ho volentieri scambiato qualche parola
Padre Giuseppe e Padre Eugenio beati tra le monache


Racconti per il Natale 2015 . La magia dello spirito natalizio

Il mio racconto "Un Natale davvero speciale" è entrato a far parte dell'antologia Racconti per il Natale 2015 - La magia dello spirito natalizio" della Casa Editrice MonteCovello, e inserito nella Collana Multitalent. Non so se otterrà un premio, ma sono felice di aver partecipato, in quanto parte del ricavato va a Save the Children, per il sostegno a distanza di una bambina.


Ecco la copertina


E l'attestato di riconoscenza che mi è stato conferito.



Il mio racconto è già stato pubblicato su Le Pagine del Natale 2013 dalla Casa Editrice Gli Occhi di Argo di Agropoli. Inoltre, quello stesso anno è apparso anche sul Bollettino Parrocchiale del Santuario di S. Teresa del Bambino Gesù di Legnano (Mi)
Ed è il seguente:

Un Natale davvero speciale

OGGI:

Alina si trova sola a dover accudire a tre bambine, le sue figlie di cinque, tre e un anno. Accadde quello che succede sempre più spesso.

IERI:
Suo marito Adan partì dall’Albania verso l’Italia, in cerca di lavoro, trovandolo presso un’impresa edile. Dopo qualche tempo, si fece raggiungere da sua moglie con le figlie Adana e Argjela e, baraccati in una fabbrica in disuso, si arrangiarono come poterono, in quegli stanzoni nei quali altri disperati condividevano gli stessi spazi. Non vi era riscaldamento, né acqua potabile, né luce. Sempre meglio che dormire all’addiaccio. La paga di Adan non copriva che una parte di quanto occorreva per la sopravvivenza della sua famigliola, così la sua famiglia riceveva un pasto caldo presso la mensa della Caritas, oltre ad indumenti e coperte. Per quattro bocche da sfamare, non bastava. Inoltre era in arrivo la terza figlia. Adan lavorava soprattutto in estate, quando i cantieri erano in piena attività, ma un malaugurato giorno, qualcosa non andò per il verso giusto. Il ponteggio sul quale Adan era salito, crollò. Per l’albanese non ci fu scampo.
Arrivò l’inverno, nacque Alena e in quel capannone dismesso, il freddo era insopportabile e ogni sorta di malattie in agguato. Un’anima buona mise a disposizione due locali modestamente arredati. Le piccole furono accolte al nido e scuola per l’infanzia, così durante il giorno la mamma poteva lavorare come colf. Ma la sera, quando Alina rientrava in casa con le figlie, la solitudine e il dolore l’assalivano con prepotenza. L’assistente sociale s’impegnò come poteva, ma nessuno dona mai il cuore per intero.

OGGI:

Natale è alle porte, bussa a quelle di tutti come all’uscio di Gemma. Lei sta pensando ai regali, agli addobbi, al pranzo speciale, come tutte le madri di famiglia. Da anni è persuasa che il Natale abbia perso la sua vera configurazione.  Oramai è solo una sarabanda di gesti inutili. Gemma ebbe un’idea che spera condivisa dalla famiglia.
Il giorno è giunto, tutto è pronto. La tavola imbandita, sotto l’albero, una quantità di pacchetti luccicanti. Creata l’atmosfera, mancano solo gli ospiti. Gemma sale in auto e percorre qualche chilometro. Suona al campanello, e un vociare di bimbi giunge alla porta.
-       Ciao Alina, scusami tanto, ma ho bisogno di te.
-       Oggi è Natale, signora Gemma, devo lavorare anche in questo giorno?
-       Forse…
-       Ma…e le bambine?
-       Portale con te, chiudi l’uscio e andiamo.
Arrivata a casa, Gemma apre la porta e…sorpresa! Tutti i presenti corrono incontro ad Alina e alle piccole, che coccolano subito. La giovane albanese rimane impettita poi chiede:
-       Da dove devo cominciare?
-       Coll’andare in bagno a lavare le manine alle bimbe e poi…a tavola!
Le bambine non avevano mai visto un albero di Natale e neppure il presepe.  Mille domande, tante risposte.
Finito il pranzo, e consumato il dessert, una vera novità per le bambine, Gemma dice alle piccole:
-       Andate sotto l’abete, quei pacchetti sono per voi.
-       Ma, signora Gemma – interviene Alina – quali?
-       I regali sotto l’albero di Natale sono TUTTI per voi.
Gemma era certa che Adana, Argjela e Alena non avessero mai avuto giocattoli, inadeguati alle possibilità economiche della mamma, e neppure avessero mai indossato un abitino nuovo, ma solo quelli usati, che ricevevano dalla Caritas. Non mancava neppure una busta, contenente del denaro, per Alina.
-       E a voi nulla?
-       Il nostro regalo l’abbiamo già ricevuto. Siete voi il nostro dono speciale! E’ leggere la felicità negli occhi delle tue bambine! Credimi, Alina, è il Natale più bello che abbiamo trascorso da anni. E tutto per merito tuo.
Lo spirito del Natale non si riveste di luci splendenti, di festoni luccicanti, e non si nutre di cibi opulenti. Il suo significato più profondo è racchiuso in una sola parola:
AMORE.

Danila Oppio

domenica 8 novembre 2015

In ricordo di Padre Guido Roascio

 
​PROFILO BIOGRAFICO DI P. GUIDO ROASCIO 
A CURA DI P. GIUSEPPE AGOSTEO


Cerco di accontentarti mandandoti il trafiletto biografico di P. Guido preso dal libro di poesie pubblicato anni fa lui vivente che hanno distribuito il giorno del suo funerale. S'intitola "Comunione di sentimenti" (2005). Puoi richiederlo ad Arenzano... perché sono veramente belle, apprezzate da tutti. P.A.



Nasce a Riofreddo di Murialdo, nell'entroterra savonese, il 16 settembre 1937. Entrato nel Seminario Minore del Deserto di Varazze, dopo l'anno di noviziato a Loano (Savona), emette la professione religiosa temporanea il 23 agosto 1955 e quella definitiva a Sant'Anna di Genova il 7 ottobre 1958. Conseguita la maturità classica presso l'Istituto Arecco di Genova, tenuto dai Gesuiti, inizia il corso di teologia nella Facoltà Pontificia "Teresianum" di Roma, dove viene ordinato sacerdote il 5 aprile 1964 e dove si laurea "cum Laude" in Teologia Dogmatica nel 1968.  Ritornato in Liguria, per sei anni esercita l'Ufficio di Rettore del Seminario in Arenzano, insegnandoci latrino e matematica. Nel triennio 1975-78 è priore nel convento di Sant'Anna.  Dal 1978 per dodici anni dirige il periodico mensile del Santuario di Gesù Bambino in Arenzano, frequentando nel 1981-82 un corso di giornalismo a Milano.  Nel 1990 è superiore nel convento del Monte Carmelo di Loano per tre anni. Dal 1991, su richiesta del vescovo e licenza dei superiori, pur dimorando in convento, esercita l'ufficio di parroco in Ranzi di Pietra Ligure (Savona). Dal 1999 è superiore e parroco del convento-parrocchia S. Pietro in Savona.  Dal 2011 risiede ad Arenzano, occupandosi dell'OCDS e del Gruppo carismatico annesso al santuario. Muore ad Arenzano per infarto il 28 ottobre 2015, dopo un primo infarto di più di trent'anni fa; viene sepolto nella cappella dei frati nel cimitero di Arenzano.  Al funerale, con moltissima folla, concelebravano una circa quarantacinque sacerdoti anche diocesani, e presieduto dal Provinciale P. Giustino, presenti tutti gli ex provinciali. 




Ali

Ho rubato
una stella
su nel cielo
Ho ascoltato
La voce del vento
tra gli ulivi,
ho raccolto nel dirupo
un fiore
Mi ha sorriso
un bimbo
dagli occhi azzurri
come il mare.
L’arcobaleno
intreccia i miei pensieri
E vivo

1994

Il Divino Primario

Col braccio rotto
sulla Croce della parete
in ospedale
ti ho visto Cristo Gesù
in abbandono
Tu Divino Primario
nella corsia della Storia umana
il Tuo mistero
colora a tinte di speranza
il dolore di chi in Te
lo sguardo al Padre volge
E note accorda
al diapason del Golgota.

1994



Scende la sera sulla costa ligure -



Chiome di pini 
danzano al vento
s'infrange l'onda a riva
in profumo di resina e di mare.
Gabbiani in coro
respirano voli di libertà
sulla scogliera.
Il sole chiude gli occhi
e dal bosco evapora la luce,
un volo d'uccelli
sul grande cipresso
il cinguettio smorza della sera.
Trepido
il silenzio si diffonde
e la volta del cielo
stende il velo della notte.    

            (2005)             

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi