AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

sabato 21 settembre 2013

Teresina e la Missione

Da “I miei pensieri” di Santa Teresa di Lisieux
L’espressione che più mi ha colpito, tra le tante, è quella citata qui sotto:

« l'ascenseur qui doit m'élever jusqu'au Ciel, ce sont vos bras, ô Jésus ! Pour cela je n'ai pas besoin de grandir, au contraire il faut que je reste petite, que je le devienne de plus en plus. »

« le tue braccia, o Gesù, sono l'ascensore che mi deve innalzare fino al cielo! Per questo io non ho affatto bisogno di diventare grande; bisogna anzi che rimanga piccola, che lo diventi sempre di più. »
 
La parte però sulla quale vorrei che riflettessimo, è quella nella quale Teresina si pone delle domande, alle quali dà risposte che potrebbero interessare la nostra stessa vita.
Forse Dio preferisce alcuni ad altri? L’interrogativo assilla Teresa, ma la risposta è semplice: conta essere quello che Egli vuole si sia.
“Ho aperto il Vangelo, e lo sguardo è caduto su alcune parole di Gesù: “Gesù salì sopra una montagna e chiamò a sé quelli che volle, e andarono a Lui” (Mc 3,13). Bene, ecco il mistero della mia vocazione, della mia vita tutta, e in particolare i misteri dei privilegi di Gesù sull’anima mia. Gesù non chiama quelli che sono degni, bensì chi vuole lui o, come dice San Paolo: “Dio ha pietà di chi vuole lui, ed usa misericordia a chi vuole lui. Non è dunque opera di chi voglia o di chi corra, bensì di Dio che usa misericordia”: (Rom 9,15-16).
A lungo mi sono domandata perché Dio avesse delle preferenze, perché tutte le anime non ricevessero un grado uguale di grazie. Mi stupivo nel vederLo prodigare favori straordinari ai Santi che l’avevano offeso, come San Paolo, sant’Agostino e che Egli, per così dire, forzava a ricevere le sue grazie. Oppure, leggendo le vite dei santi che a Nostro Signore piacque carezzare dalla culla alla tomba, senza lasciare sul loro passaggio alcun ostacolo che impedisse di elevarsi verso di Lui, e prevenisse queste anime con tali favori da non poter macchiare lo splendore immacolato della loro veste battesimale Mi domandavo perché i poveri selvaggi, per esempio, morissero in grande numero prima di aver nemmeno sentito pronunciare il nome di Dio. Gesù si è degnato di istruirmi su questo mistero, Egli ha messo davanti ai miei occhi il libro della natura e ho compreso che tutti i fiori che Egli ha creato sono belli, che lo splendore della rosa e il candore del giglio non tolgono nulla al profumo della violetta o alla semplicità incantevole della pratolina…Ho compreso che se tutti i piccoli fiori volessero essere delle rose, la natura perderebbe il suo ornamento primaverile, i campi non sarebbero più smaltati di fiorellini…Lo stesso avviene nel mondo delle anime che è il giardino di Gesù. Egli ha voluto creare i grandi santi che possono essere paragonati ai gigli e alle rose, ma ne ha creati pure di più piccoli. Questi devono accontentarsi di essere pratoline o violette destinate a rallegrare lo sguardo di Dio quando Egli lo abbassa ai suoi piedi. La perfezione consiste nel fare la Sua volontà, nell’essere quello che vuole che noi si sia”..
Non vado oltre, consiglio vivamente di procurarsi il testo di Teresina “I miei pensieri”, poiché vi sono spunti di riflessione davvero profondi, pur nella semplicità in cui la Piccola Santa si esprime.
C’è una considerazione che oggi è stata superata, ovvero che quei selvaggi citati da Teresina, che non hanno avuto la fortuna di ascoltare la Parola di Dio, non ne hanno alcuna colpa, e se la loro vita è conforme all’Amore, sono sicura che c’è posto anche per loro in Paradiso. Non c’è perdono, invece, per coloro che, pur avendo conosciuto l’Uomo-Dio, il Cristo Signore, e la Buona Novella da lui predicata, lo rifiutano. Egli infatti ha detto: “sarete giudicati dall’Amore”, ed ha sottolineato:
Il giudizio finale: giudicati sull’amore (Mt 25,31-40)


Santuario di Santa Teresa Bambin Gesù
Legnano
      “Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” (25,31-40).

Chi rifiuta quindi gli insegnamenti del Signore, non sarà accolto: ben conosciamo la parabola della zizzania.

Santa Teresa del Bambino Gesù ha fatto proprie le opere di misericordia, perché sapeva che il Regno dei Cieli è il premio che spetta a coloro che hanno scelto di vivere seguendo gli insegnamenti di Cristo.
Casa della Carità - mensa dei poveri
Legnano
Non rifiutate quindi di dare il vostro aiuto ai bisognosi, in qualsiasi forma sia necessario, e non criticate quelli che lo fanno, pensando che l’accoglienza soprattutto quella verso gli extra-comunitari, sia un errore. Non lo è, il gesto è elogiabile, e gradito a Dio (ho fatto riferimento al brano del Vangelo proprio per evidenziare la Parola) sta poi a chi riceve aiuto, comportarsi in modo riconoscente e cercare di approfittare dell’occasione che gli è offerta, per dare un senso alla propria esistenza.

Padre Gabriele Mattavelli
Parroco del Santuario
A lungo missionario in Camerun ora prosegue
la sua missione a Legnano
insignito di Benemerenza Civica
per i meriti qui sotto riportati, riguardo alla Casa della
Carità
Non è un caso che, proprio nella Parrocchia dedicata alla Santina, ci sia una Casa della Carità – Mensa dei Poveri. Lei pregava per i missionari, ne è la Patrona.
E’ missione non solo partire verso lidi lontani per portare la Parola di Dio, ma anche accogliere chi viene da lontano, perché ha fame di pane e Amore.



Danila Oppio
Carmelitana secolare


 CASA DELLA CARITA'
La Casa della Carità di via Santa Teresa è una realtà che fa onore alla città di Legnano. E’ stata aperta nel 2003, ma è dal lontano 1929 che la comunità religiosa dei frati Carmelitani Scalzi assicura un piatto caldo a coloro che bussano alla porta del convento. Al suo interno opera una mensa dei poveri che garantisce tale servizio ininterrottamente 365 giorni all'anno (Natale e Capodanno compresi) grazie all'impegno di un folto gruppo di volontari che si alternano. Da quando è stata aperta hanno prestato la loro opera circa 200 persone. Attualmente la mensa può fare affidamento su una settantina di volontari, un numero che però è appena sufficiente a garantire i servizi. Senza il loro prezioso contributo non sarebbe possibile  assicurare in modo continuativo un pasto caldo a uomini e donne in difficoltà. 
La struttura vive di offerte e di versamenti effettuati tramite il 5 per mille. Un aiuto fondamentale è garantito dall'associazione Banco Alimentare, supermercati, panificatori, associazioni, singoli benefattori, imprenditori e da convenzioni stipulate con alcune scuole per il ritiro della frutta non consumata dagli alunni.

Mediamente la mensa garantisce ogni giorno un pasto caldo a 120  bisognosi, a cui si devono aggiungere persone di passaggio non facilmente quantificabili. Dal 7 luglio 2003 (giorno dell'inaugurazione) ad oggi, sono stati distribuiti in totale quasi 195mila pasti.
Frequentano la mensa in modo quasi uguale persone straniere (prevalentemente nord africani, rumeni e sud americani) e cittadini italiani residenti a Legnano e nei paesi dell'hinterland. 
La Casa della Carità ospita altri servizi sempre finalizzati ad aiutare persone che vivono situazioni di forte disagio. Particolarmente preziosa è l'attività svolta da Ambulamondo e Ambulabimbi, due strutture gestite da medici volontari che settimanalmente offrono consulenza sanitaria a stranieri indigenti, adulti e bambini. 



21 settembre 1614: moriva a Bruxelles P. Gerolamo Graziano

Compartiendo una publicacion sobre el padre Gracian
Un saludo desde Guatemala deseandote la gracia y la paz de Dios.
El próximo sábado 21 de septiembre, iniciamos el IV Centenario de la muerte del P. Jerónimo Gracián. Con este motivo, los AMIGOS DE GRACIAN hemos publicado un libro sobre el P. Gracián titulado "Las enseñanzas espirituales del Maestro Gracián", escrito por el P. Vicente Martínez Blat, OCD, el cual te enviamos en formato PDF como obsequio. 
El P. Vicente, presenta de manera temática las "enseñanzas espirituales" que encontramos "dispersas" en los escritos de Gracián. No se trata, por tanto, de un estudio crítico sobre la espiritualidad de Gracián sino de una presentación temática de textos de Gracián.
Al elegir los temas, el P. Vicente ha tomado como telón de fondo el esquema del Catecismo de la Iglesia Católica. Siguiendo el Catecismo se nos van presentando las enseñanzas de Gracián sobre Dios, la Trinidad, Jesucristo, el Espíritu Santo, la Virgen María, la Oración...
Recordemos, al ir leyendo cada uno de los temas, que el P. Gracián es hijo del siglo XVI y que habla desde la teologia, eclesiologia y espiritualidad de su tiempo, lo cual no quita profundidad y vigencia a lo que dice, pero nos ayuda a nosotros a ubicar su experiencia y su enseñanza en un momento historico concreto.

Que la lectura del libro sea un primer acercamiento a las "enseñanzas espirituales" del Maestro Gracián.
Con nuestra amistad y nuestra oracion


Los Amigos de Gracián

Informati da Padre Nicola Galeno che una terziaria legnanese (la sottoscritta) ha pubblicato per esteso il loro libro, hanno così risposto: 


Si, contenti, molto. Agradezco la publicacion para dar a conocer al P. Gracian.

I N D I C E

PRIMERA PARTE

CAPITULO PRIMERO........................................................................
CAPITULO SEGUNDO............................................................................
CAPITULO TERCERO.........................................................................
CAPITULO CUARTO..........................................................................
CAPITULO QUINTO..............................................................................
CAPITULO SEXTO....................................................................................

SEGUNDA PARTE

1. Dios y sus atributos
2. El misterio de la Trinidad
3. Jesucristo
4. El Espíritu Santo y sus dones
5. La Iglesia
6. El estado religioso
7. La vida sacramental
8. Las virtudes teologales
9. Las virtudes cardinales
10. Las virtudes morales
11. Los frutos del Espíritu
12. Pecados e imperfecciones
13. Las pruebas y la tentación
14. Los novísimos o postrimerías
15. La vida de la gracia
16. El mérito temporal y el eterno
17. La Santidad cristiana
18. Medios internos de perfección
19. Medios externos de perfección
20. La vida de oración
21. Las moradas del castillo interior
22. La alabanza y la acción de gracias
23. La petición y la intercesión
24. La meditación
25. Métodos de oración mental
26. La lección o lectura
27. Las restantes partes del método
28. La vida contemplativa
29. Un preludio del Catecismo
30. Los fenómenos extraordinarios
31. Éxtasis, raptos y arrobamientos
32. Otros fenómenos místicos
33. La unión divina
34. El misterio de María
35. Teología y espiritualidad de San José
36. Historia de la Sagrada Familia
PROLOGO

 La Asociación “Amigos de Gracián” está de enhorabuena, de plácemes. Esta Asociación se fundó con ánimo de dar a conocer la figura y espiritualidad del Venerable Padre Jerónimo Gracián, y ello con vistas a su futura canonización. Con tal finalidad se compuso una oración de carácter privado y se pensó en elaborar algunas oportunas publicaciones. Entre otras: una biografía y un florilegio de sus escritos.

Con el libro que presentamos hoy podemos decir que ya tenemos esas dos cosas, aunque a pequeña escala. De hecho, el libro se titula “LAS ENSEÑANZAS DEL MAESTRO GRACIÁN”, y consta de dos partes. La primera, más breve, sirve de soporte a la segunda, que es la fundamental. Así, pues, la primera es una sucinta biografía de Gracián, pero escrita exclusivamente por la pluma de Santa Teresa. En la segunda parte se nos ofrece una síntesis de la teología y espiritualidad del Padre Gracián.

La aludida biografía se detiene en recordar las entrañables relaciones del P. Jerónimo con la Madre Fundadora, relaciones que tanto lo llenaron humanamente y lo enriquecieron espiritualmente.

Por lo que hace al florilegio (que está articulado de una forma amena en plan de diálogo), algún lector habría esperado más pensamientos de su espiritualidad (o solos ellos) y menos de teología y mística. Pero, de hacerlo así, habríamos recortado y reducido su riquísimo magisterio lamentablemente. Por lo mismo, los lectores tendrán que hacerse a su estilo literario, que dista mucho de los gustos de nuestros contemporáneos.

Como iniciador de la Asociación “Amigos de Gracián”, tengo el gusto de ofrecer el presente escrito, no solo a todos los miembros de la Asociación, sino a todos los simpatizantes y admiradores de Gracián. Que él nos bendiga abundantemente en este cuarto centenario de su muerte que vamos a celebrar.

Fray Luis David Pérez OCD


Guatemala de la Asunción, 26 agosto 2014
en la fiesta de la Transverberación de Santa Teresa


OBSERVACIONES


1. Este libro no es para leerlo de un tirón. Si, no obstante, alguien se empeñara en ello, pronto se le caería de las manos.

2. El libro tiene que ser leído a capítulo por día, meditándolo sin prisas, para sacar de su lectura las pertinentes aplicaciones espirituales.

3. Las obras de Gracián, que he utilizado para la elaboración de este libro son las siguientes: Dilucidario del verdadero espíritu; Mística teología; Itinerario de los caminos de la perfección; De la oración mental y de sus partes y condiciones; Vida del alma; Apología; Espíritu y modo de proceder en la oración; Lámpara encendida; Del espíritu y devoción; Declaración del Paternoster y del avemaría; Sumario de devociones; Suma breve de la confesión y comunión; Conceptos del divino amor; Arte breve de amar a Dios; Música espiritual; Arte de bien morir; Discurso del misterioso nombre de María; Regla de la Virgen María; Josefina; Sermones; Manera de proceder de la Madre Ana de San Bartolomé.- Todos estos libros están publicados en “Biblioteca mística carmelitana”, en tres tomos (BMC 1,2,3), Burgos, 1931, 1932, 1933 respectivamente. Obviamente, también he utilizado su obra cumbre: “Peregrinación de Anastasio” (PA), pero no a través de BMC, sino sirviéndome de la estupenda edición de Juan Luis Astigarraga, en MHCT 9, Roma 2001.

4. Nosotros, al copiar algunos -bastantes- pasajes de las mencionadas obras de Gracián, nunca las citamos por su nombre, sino que indicamos el lugar donde se encuentran los pasajes señalando únicamente la correspondiente página de BMC. Con esto pretendemos hacer más fluida y agradable la lectura, sin lastrarla con citas demasiado explícitas que no casan con la finalidad de las presentes páginas. Por el mismo motivo, algunos pasajes no tendrán la cita acostumbrada. Sepa el lector entonces que ello obedece a que el lugar donde se encuentran estos pasajes, en la BMC, es el mismo de la cita que los precede. Más aún, y siempre por idéntico motivo: en los capítulos dedicados al tema de la oración apenas se ponen citas en los pasajes, pues el lector fácilmente puede adivinar a qué libros (de los que hemos enumerado antes) debe acudir para encontrarlos.

5. La última observación, que hacemos, es muy importante para gustar más la lectura de nuestro libro: los pasajes de los escritos de Gracián que se citan (o mejor diríamos, que se reproducen en este libro) son rigurosamente textuales. Solo las dos o tres primeras palabras (a veces una; la mayoría de las veces, ninguna; y que se separan del texto de Gracián por un punto y seguido), son meros recursos literarios. Y ello a fin de que los diálogos o conversaciones (que constituyen la urdimbre de este libro) puedan funcionar con normalidad

martedì 17 settembre 2013

l'otto di aprile del 2005


Quel libro rosso
sopra a quel corpo mortale
sfogliato da quel vento
quasi con amore

In quelle pagine accarezzate
era e sono
le sue parole rivolte al mondo
ai suoi bambini
ai suoi ragazzi
ai suoi poveri
ai suoi malati

In quelle pagine sacre
immagino
duri e severi ammonimenti
ai padroni di questa terra
immiserita e tradita

Gavino Puggioni
Da Nel silenzio dei rumori

sabato 14 settembre 2013

SUPPLICA

C'è un grande uomo
Signore
vestito di bianco
che prega e vorrebbe la pace
perché è mite
e puro di cuore

E con lui tantissimi altri
Signore

E' giunto il momento
di farli regnare
Signore
gli uomini miti
e puri di cuore

Giovanna Giordani 

venerdì 13 settembre 2013

SULLE ORME DEL P. GEROLAMO GRAZIANO


   Confesso di essere venuto alla sua conoscenza soltanto leggendo le Fondazioni della nostra S. Madre Teresa, ma con la superficialità di un novizio appena sedicenne. Nei quasi due anni di Teologia al Teresianum (64-66) seguii con interesse alcune conversazioni su di lui da parte del P. Ildefonso Moriones. Naturalmente gli stimoli aumentarono quando mi procurò una delle prime edizioni spagnole della “PEREGRINAZIONE DI ANASTASIO”, che lessi tutta d’un fiato. Mi avvinceva la scorrevolezza dello stile e la molteplicità dei temi affrontati: si apriva per me uno squarcio di storia teresiana delle origini del tutto sconosciuto. Una cosa comunque mi sembrava strana: la cortina di silenzio su di lui calata dalla storiografia ufficiale, benché fosse il confratello inoppugnabilmente più citato dalla nostra S. Madre Teresa. Com’era possibile che lei vedesse storto? Mi feci pertanto l’idea che lui fosse il vero incompreso della nostra storia e che andasse perciò riabilitato. Volli allargare le mie conoscenze leggendo anche quanto riportato dal P. Silverio nella sua monumentale storia degli Scalzi: Zelo per la propagazione della Fede, Josefina, Modo di governare i conventi ed altro. Mi riproponevo di fare qualcosa un domani, che venne sempre rimandato dallo stringente lavoro parrocchiale e dall’animazione missionaria nella mia Provincia lombarda. Poi ci fu il ritorno in Giappone e lì lo studio di quella lingua altamente impegnativa divenne preponderante.
   Si può dire che la brace non si era spenta del tutto, se bastò una fugace notizia su quanto i nostri confratelli del Nicaragua stavano preparando in vista del quarto Centenario della sua morte (1614-2014) con inizio delle celebrazioni nel prossimo settembre 2013. Soltanto che mi trovavo disarmato: con i tanti trasferimenti effettuati tra Italia e Giappone non sapevo più in quale scatolone fosse rimasta quell’edizione tascabile della Peregrinazione di Anastasio. Scrissi telematicamente a quei confratelli di fornirmi del materiale e così tradussi per loro in italiano un prontuario di semplici preghiere basate su espressioni del caro confratello. O meglio: ne curai la correzione in lingua italiana, eliminando tutti gli spagnolismi. Trovai miracolosamente nella piccola Biblioteca conventuale di Montechiaro la sua riedizione a cura del caro P. Juan Luìs Astigarraga, che ai miei tempi era organista e direttore del Coro del Teresianum.
Dalla sua Navarra l’ex Padre Generale mi stimolò a far conoscere in Italia l’illustre confratello e s’incaricò di farmi pervenire una copia di quel documentatissimo lavoro, tutta per me. Mi ci buttai dentro a capofitto e così verso la fine di maggio potevo mettere la parola fine alla prima stesura di questa traduzione, che però attende un faticoso lavoro di revisione sotto tanti punti di vista. Nel frattempo però volli curare anche la messa in scena di alcune pagine di storia del caro Padre mediante la stesura di schizzi colorati e relative letture poetiche. L’intento era quello di stuzzicare la curiosità soprattutto dei laici amici del Carmelo. Quando ad un caro confratello spagnolo chiesi “Quanti secondo te hanno letto l’intera Peregrinazione di Anastasio in spagnolo?”, sentii questa sconfortante risposta: “Credo proprio che tu sia uno dei pochi!”.Voglio sperare che si riferisse soltanto all’Italia... Tra l’altro posso dire di avere studiato lo spagnolo direttamente sugli scritti del caro Confratello.
   In musica ci sono delle Sinfonie ed Opere “incompiute” dall’autore perché arrivò prima la morte. Voglio augurarmi che non avvenga altrettanto per me.

 P. Nicola Galeno della Madonna del Carmine

giovedì 12 settembre 2013

REDENZIONE



mi ero smarrito
lungo la strada della mancanza
e Tu
sei venuto nel mio cuore
testimone di luce
del mio credo
ora sorrido
e ti offro il mio amore
col canto della gioia

Giovanni De Simone

(Inedita)


mercoledì 11 settembre 2013

Suor Maria Gabriella di Gesù

 Ringrazio Padre Nicola Galeno per avermi inviato questa splendida biografia di suor Maria Gabriella, che ho avuto il piacere di conoscere tanti anni fa a Parma, ospite del monastero per poche ore. Mi è stato offerto un pranzo succulento, passato attraverso la ruota, ma poi Madre Gabriella mi ha concesso un'udienza, attraverso la grata, ed ho potuto ascoltare la sua dolce voce, le sue belle parole, e godere del suo sorriso, Di lei conservo un dono: una formella di terracotta, un bassorilievo che rappresenta la Madonna ed il Bambino, opera delle monache stesse. Grazie Suor Maria Gabriella, sarai sempre nel mio ricordo!

Suor Maria Gabriella di Gesù


Gallarate, 3 giugno 1922 – Parma, 11 luglio 2013


Io, Suor Maria Gabriella di Gesù, rinnovo il mio voto a Dio… Era la sera del 10 luglio 2013, e la rinnovazione dei voti religiosi, che per tradizione viene effettuata sul letto di morte, era necessariamente pronunciata dalla Madre Priora: Suor  Maria Gabriella infatti da più giorni non dava segni di vitalità. Ma quando la Madre finì di leggere la formula, Suor Maria Gabriella, raccogliendo le sue ultime energie, pronunciò un faticoso ma chiaro Sì.
Era la sua ultima parola: la mattina seguente sarebbe entrata nell’eternità.

 
La piccola Anna Maria

Anna Maria Orlandi nasce a Gallarate il 3 giugno del 1922 da Annibale, industriale tessile che porta avanti l’azienda fondata dal padre Gaspare, e da Giuseppina Pizzamiglio, appartenente ad una famiglia che da generazioni esercita in Gallarate la professione notarile. Dunque, un ambiente distinto e signorile, dove non mancano gli agi: la cucina è gestita da un’abilissima cuoca tirolese professionista – fräulein Platzgummer – e i due fratellini (poco dopo la nascita di Anna Maria arriverà infatti il piccolo Rino) sono affidati dapprima a una qualificata «tata» in piena regola, con tanto di divisa bianca e blu, e successivamente a un’insegnante privata. L’abitazione poi è una delle più belle della già benestante Gallarate.
Ma la ricchezza materiale convive con uno stile di vita serio e impegnato: papà è un grande e onesto lavoratore, che sa farsi amare dagli operai e che sa affrontare i boicottaggi dovuti alla sua posizione critica nei confronti del fascismo. E’ anche un eccellente disegnatore, che progetta personalmente le fantasie dei tessuti e che realizza in un magnifico stile liberty i volantini pubblicitari dell’azienda.
Mamma Giuseppina a sua volta dedica il tempo libero ad attività sociali, tutte a titolo gratuito: tiene corsi di economia domestica e si prodiga come croce-rossina, offrendo anche esempi di dedizione eroica in occasione della seconda guerra mondiale.
Il tutto, radicato in una fede cristiana solida e convinta.
I piccoli, quasi coetanei e perennemente insieme, sono molto diversi per temperamento: Rino è dolce e remissivo, mentre Anna Maria ha la stoffa del leader; inventa e impone i giochi ed estende la sua autorità indiscussa anche ai cuginetti. Anche mamma e papà devono fare i conti con questo suo carisma, e più di una volta si vedono costretti ad arrendersi davanti ai no e ai sì della loro bambina.[1] Fenomenali sono i suoi capricci, accompagnati però dal debito preavviso: Adesso capricci, annuncia la bambina, dopo di che si sente in diritto di gridare a sirene spiegate.

Eppure la stoffa è buona, e con il passare degli anni i comportamenti irrequieti cadranno per lasciare emergere in pienezza quelle caratteristiche che vi sottostavano: fermezza di carattere, coraggio, volontà tenace.

L’educazione dei bambini, oltre che ai genitori, è affidata dapprima alla già citata balia, poi – raggiunta l’età scolare – a un’insegnante privata; per motivi ideologici il padre non vuole che i bambini frequentino le scuole pubbliche. Ma quando i figli terminano il corso di studi primario, papà Annibale vede che non c’è altra scelta, e li iscrive alla scuola media cittadina. A quattordici anni Anna Maria si iscrive al Liceo Classico di Gallarate, dove ha la sorte di incontrare ottimi insegnanti e compagni di classe particolarmente brillanti e intelligenti (ne usciranno molti noti e stimati professionisti), che creavano un sano clima di emulazione e costituivano uno stimolo a dare sempre il meglio di sé. I professori – si diceva – avevano paura di quella classe, sia per il clima da tutti per uno, uno per tutti che vi regnava, sia perché i ragazzi fiutavano al volo se gli insegnanti non erano all’altezza del loro compito, e non ne perdonavano una.[2] Furono anni sereni, che Suor Maria Gabriella ricorderà sempre con gioia sorridente. Una annotazione della quale non possiamo fare a meno, visto il piacere con cui ce ne parlava: Anna Maria, fra una versione di greco e una di latino, trovò ampiamente il modo di praticare sport, favorita sia dalla sua condizione di benestante, sia dalla diffusione che la pratica sportiva aveva raggiunto durante il ventennio fascista. Giocava a tennis, praticava lo sci alpino e si dedicava anche al tiro a segno: disciplina questa in cui, a Roma, si laureò campionessa italiana.


Una giovane donna dalla vita intensa e impegnata

Terminato brillantemente il Liceo Classico, Anna Maria avrebbe voluto iscriversi alla facoltà di medicina, ma l’opposizione dei genitori la indusse a orientarsi verso la facoltà di scienze biologiche, che finirono per piacerle moltissimo e anzi lasciarono in lei una vera e propria forma mentis.
In facoltà seguì con particolare interesse le lezioni del Professor Silvio Ranzi (Roma, 1902 – Milano, 1996), un luminare della biologia al quale si devono importanti ricerche sperimentali nel campo dell'embriologia. Uomo distinto e integerrimo, il professore notò il rigore e la serietà di Anna Maria, e dopo la laurea le offrì un posto come assistente e, in pratica, come sua sostituta: la stimò sempre moltissimo e – ormai novantenne – venne persino a trovarla a Parma.
Con l’ingresso nell’ambiente universitario iniziò per Anna Maria un periodo eccezionale di esperienze scientifiche ed umane, intessute di viaggi, di congressi, di frequentazioni accademiche ad altissimo livello.
Era lei che interrogava gli studenti (e forse li spaventava anche un po’, data l’esattezza che giustamente esigeva), che spesso sostituiva il professore a lezione e che collaborava con lui in quelle ricerche di embriologia per le quali ancor oggi il Ranzi è citato nelle enciclopedie. Il suo impegno di ricercatrice comportava estrema precisione, lucidità intellettuale e anche abilità manuale, visti i lavori delicatissimi di preparazione dei tessuti per l’esame microscopico.
Ma era anche un lavoro di grandissima soddisfazione, una soddisfazione che a distanza di decenni continuava a brillare nei discorsi di Suor Maria Gabriella.
Momenti speciali erano quelli dei congressi internazionali, dove al prestigioso onore di rappresentare il mondo della ricerca italiana, si aggiungeva il piacere di trovarsi – trattati da ospiti d’onore – nelle più belle capitali europee, come Parigi e Londra… Memorabile fu, intorno al ’50, un lungo soggiorno a Napoli, dove il professor Ranzi era stato capo di un reparto della Stazione Zoologica (tuttora attiva e famosa per avere installato l’acquario più antico d’Europa). Il gruppo dei ricercatori – alloggiato splendidamente in un hotel affacciato sul mare – “ordinava” le specie marine occorrenti per i propri studi ai pescatori del posto, e questi, con straordinaria abilità, le scovavano, le catturavano e le consegnavano nel giro di poche ore.[3]

Questi aspetti per così dire “brillanti” si nutrivano però di continui sacrifici: prima di tutto la sua posizione di docente universitaria richiedeva non solo una solidissima base di conoscenze, ma anche un aggiornamento continuo e un altrettanto continuo controllo di sé e delle proprie parole, nelle lezioni come nei colloqui con gli studenti, negli esami come nell’assistenza alle tesi. A questa tensione intellettuale si aggiungevano i disagi di pendolare, che la tenevano lontana da casa tutto il giorno e la costringevano a levatacce mattutine e a pasti consumati alla spartana, riscaldati a malapena con il fornello del laboratorio di chimica! In più, i disagi comuni arrecati dalla guerra, che aveva reso quasi irreperibili non solo tanti generi di prima necessità, ma anche le più comuni attrezzature scientifiche: cosa alla quale Anna Maria e i colleghi supplivano con la proverbiale e italianissima arte di arrangiarsi.
 
Una disciplina dura, dunque, per la mente e per il fisico: ma anche un’eccellente prepara-zione alla vita carmeli-tana! Nella stessa direzione si collocano anche gli impegni sociali che Anna Maria assunse, continuando così la bella tradizione materna: per anni fu Dama accompa-gnatrice degli ammalati nei pellegrinaggi a Lour-des – mettendo così a profitto anche le sue conoscenze mediche – e lavorò come volontaria in un centro di consulenza familiare di ispirazione cattolica.



Al Carmelo: Legnano, prima tappa

Sempre pronta a raccontare con vivacità gli episodi più piacevoli del suo passato, Suor Maria Gabriella diventava riservatissima quando si trattava del suo mondo più intimo. In comunità sapevamo dei suoi anni giovanili intessuti di impegno professionale, sociale e anche religioso; sapevamo del suo ingresso dopo i trent’anni d’età… ma nulla sapevamo della «scintilla» che l’aveva portata a scoprire la sua vocazione carmelitana. L’abbiamo appreso solo dopo la sua morte, grazie ad una sorella con la quale si era confidata.

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi