AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

domenica 14 luglio 2013

ULTIMO SALUTO A MADRE MARIA GABRIELLA





Carissimi,
vi ringraziamo per avere partecipato al lutto della nostra comunità: ma è stato un lutto addolcito dalla consapevolezza di quanto Madre Maria Gabriella fosse pronta a questo passaggio e all'incontro con il suo Signore tanto amato.
Nell'attesa di redigere la consueta circolare biografica, condividiamo qualche notizia sulle esequie.Al funerale hanno presenziato il suo fedelissimo fratello con le affezionate nipoti, gli amici della nostra comunità, e in particolare alcuni conoscenti che avevano sperimentato in modo speciale la profondità e la sapienza illuminata dei suoi materni consigli.
Imponente l'altare: presiedeva l'Arcivescovo primate di Turchia Mons. Ruggero Franceschini, affiancato dal suo diacono Don Italo Cavalli, entrambi amici "storici" del nostro Carmelo; concelebravano Mons. Giulio Ranieri, già vicario generale della Diocesi; il nostro parroco Don Giuseppe Mattioli e il parroco emerito Don Bruno Folezzani, nonchè il parroco "confinante", Don Andrea Volta. A rappresentare i Missionari Saveriani, a noi molto legati, era Padre Gianni Viola. Ben cinque, infine i nostri Padre Carmelitani: il Provinciale Padre Claudio Truzzi, il Priore di Parma Padre Pio Janes, accompagnato dai giovani Padri indiani Benedetto e Vittorio; e il Padre Attilio Viganò, che Madre Maria Gabriella aveva conosciuto quando era ancora bambino e che non ha voluto mancare all'ultimo saluto!
Al termine della Santa Messa, il piccolo corteo si è portato alla Villetta, il cimitero cittadino dove si trova un'intera arcata riservata alla sepoltura dei carmelitani, padri e monache. Da parte nostra, mentre chiudevamo la grata e lanciavamo un'ultima occhiata alla cassa coperta di fiori bianchi, restavamo con un grande vuoto... ma anche con una grande pace: l'ultimo dono della nostra amata Sorella ormai arrivata in Porto.

A risentirci presto
Le vostre Sorelle del Carmelo di Parma




LA PREGHIERA DI PAPA FRANCESCO

La preghiera delle cinque dita


Il pollice è il dito più vicino a te. Così inizia a pregare per chi ti è più vicino. Sono le persone che più facilmente tornano nei nostri ricordi. Pregare per le persone a noi care è "un dolce obbligo".
Il dito seguente è l'indice. Prega per chi insegna, educa e medica, quindi per maestri, professori, medici e sacerdoti. Questi hanno bisogno di sostegno e saggezza affinchè possano indicare la via giusta agli altri. Non dimenticarli mai nelle tue preghiere.

Il dito seguente è il più alto. Ci fa ricordare i nostri governatori. Prega per il presidente, per i parlamentari, per gli imprenditori e per i dirigenti. Sono loro che dirigono il destino della nostra patria e che guidano l'opinione pubblica. Hanno bisogno della guida di Dio.
Il quarto dito è il dito anulare. Nonostante possa sorprendere i più, è questo il nostro dito più debole, e qualunque insegnante di pianoforte lo può confermare. Bisogna ricordarsi di pregare per i più deboli, per coloro che hanno tanti problemi da affrontare o che sono affaticati dalle malattie. Hanno bisogno delle tue preghiere di giorno e di notte. Non saranno mai troppe le preghiere per queste persone. Inoltre ci invita a pregare per i matrimoni.
E per ultimo c'è il nostro dito mignolo, il più piccolo tra tutte le dita, piccolo come bisogna sentirsi di fronte a Dio e agli altri. Come dice la Bibbia "gli ultimi saranno i primi". Il mignolo ti ricorda che devi pregare per te stesso. Solo quando avrai pregato per gli altri quattro gruppi, potrai vedere nella giusta ottica i tuoi bisogni e pregare meglio per te.



NOVENA ALLA B.V. MARIA DEL MONTE CARMELO

Stella Maris sul monte Carmelo
7° giorno – Maria la tenerezza materna di Dio per noi.

Santa Teresa di Gesù Bambino canta in una sua poesia a Maria, ed esprime con particolare luce l’esperienza dell’amore filiale per Maria: “Tu davvero ci ami come ci ama Gesù, e per noi consenti ad allontanarti da Lui: Amare è dare tutto, anche se stesso e tu volesti provarlo restando il nostro sostegno: Il Salvatore sapeva i segreti del tuo Cuore materno, l’immensa tua tenerezza… Gesù ci lascia a te, Refugium peccatorum, quando lascia la croce per attenderci in Cielo”.  Cristo sapeva che con te saremmo stati al sicuro, non esistono mani e cuore migliori di una Madre come Te, o Maria, e Gesù ce li ha donati.

RIFLESSIONE DALLE “ESORTAZIONI DELLA BEATA FRANCESCA D’AMBOISE, Capitolo XII: La tentazione”.
Questa è una lezione sulla Regola, ed è molto necessario meditarla e porvi attenzione.
Non ci si deve credere al sicuro per aver indossato l’abito della religione o perché si vive in clausura: la tentazione è dovunque. Dà buoni avvertimenti e rimedi.
Se vediamo qualche brutta strada, esclamiamo: “Attenti!”. Bisogna vedere da dove viene la tentazione, qual è la sua origine e a quale fine è diretta. Ognuna ce l’ha a modo suo. Le tentazioni sono materia di esercizio. Non sono sempre peccato, ma occasione di merito se vi resistiamo. Se a volte avete dei sospetti su qualcuna che potrebbero indurvi a giudizi contro la carità in tante maniere, non fermatevi sopra e non acconsentite; continuiate a vivere e a trattare con loro con benignità, senza scandalizzarvi l’una con l’altra, perché lo scandalo è pericoloso.
Nostro Signore dice: “Chi scandalizzerà uno di questi piccoli – cioè di animo limitato e imperfetti -, meglio sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare”. State molto attente a non scandalizzare né con le parole né in altro modo.
Qualunque pena o afflizione abbiate nei vostri cuori, portatela il più tranquillamente possibile, e pensate che è la vostra croce. Aiutate nostro Signore e portatela con lui, volentieri, di buon animo, tanto dovete sempre portare la croce e se ne rifiutate una, ne troverete forse un’altra più pesante.
Con vera fede e speranza nell’aiuto di Dio si vince la tentazione. Non bisogna perdersi d’animo e fermarci nel nostro cammino, ma sempre farci coraggio. Pensate alle pene e alle grandi tentazioni che i santi ebbero a sostenere nel deserto. Le pene che essi soffrirono nello spirito, furono senza confronto molto più dure delle penitenze che e austerità che imponevano ai loro corpi. Chi non è tentato non acquista nessuna virtù. Quindi accogliete ciò che piace a Dio, il quale non manda mai una sofferenza che non sia per il nostro bene.
Egli dice nel Vangelo: “Chi vuole venire dietro a me, cominci a rinnegare se stesso”, cioè a dimenticarsi, a non avere nessuna stima di sé, a disprezzarsi e a desiderare di essere disprezzato dagli altri. Nostro Signore dice che dobbiamo prendere la croce per seguirlo, cioè accettare la penitenza e i tormenti per amor suo, come egli ha portato la croce per nostro amore.
Ma vi raccomando, non la portate come fece Simone il Cireneo! A nostro Signore, esausto per le battiture e i tormenti sostenuti, i giudei, per paura che morisse prima di arrivare al luogo ove doveva essere crocifisso, tolsero la croce e la caricarono su Simone. Questi la prese a malincuore e benché la portasse, non vi morì sopra come nostro Signore, il quale la portò di sua scelta e volentieri, e vi morì rendendo l’anima a Dio suo Padre. Fate come lui, seguendo il suo esempio. Voi avete la croce della penitenza; portatela volentieri sino alla fine: in essa morirete e renderete a lui le vostre anime.
Lodate e ringraziate Dio per avervi chiamate al suo servizio. Non disprezzate nessuno, pensate che il comandamento di Dio è che amiate il vostro prossimo come voi stesse e tutte le sorelle, anche quelle che vi fanno o vogliono del male.
Soprattutto abbiate carità l’una per l’altra e preoccupatevi di vincere le vostre passioni. Prendete oggi un rimedio e domani un altro e così arriverete a poco a poco a vincere e superare le vostre tentazioni, e quando nostro Signore vedrà la vostra buona volontà e perseveranza, vi darà la sua grazia e vi aiuterà a portare i pesi della vita religiosa fino alla fine. Niente vi sarà difficile a sopportare per amor suo.[…]

Preghiamo:
Vergine singolare, fiore purissimo del Carmelo, la tua materna intercessione presso il trono di Dio e il tuo amore per noi ci infondono piena fiducia che per tuo mezzo, le nostre preghiere saranno accolte ed esaudite da Gesù, tuo Figlio e nostro Salvatore.
Siccome tu conosci, Madre mite, le difficoltà del nostro spirito e le tante prove dell'umana esistenza, speriamo di essere da te sollevati, soprattutto per il santo Scapolare che fra le tue mani ci appare « vero specchio di umiltà e di castità, compendio di modestia e semplicità, eloquente memoriale di vita cristiana » e perché ci consacra a te Madre, Sorella e Patrona di tutti i devoti del Carmelo.
Concedi, o Splendore del Cielo, all’anima nostra ferita dal peccato e redenta dal sangue innocente di Gesù, l'abbondanza dei tuoi favori: sui bisogni della Chiesa e del mondo, sulle nostre attuali necessità, su quelle di tutti i sofferenti, sulle anime del purgatorio e sulle aridità di ognuno, scenda la luce del tuo conforto e della tua tenerezza materna. O Stella del mare, assistici in tutte le avversità della vita finché non ci vedrai salvi con te per sempre 

sabato 13 luglio 2013

I CONSIGLI PER L'ESTATE DI MARISTELLA ANGELI

Consigli per l’estate

Nel periodo estivo sono più frequenti le truffe in internet. Cosa accade? I truffatori si appropriano di dati sensibili, codici di carte di credito che utilizzano per acquisti, o iscrizione a siti porno ecc, ecc.
Piccole somme per non destare sospetti, preferibilmente in estate dato che i turisti non controllano sempre il proprio conto, e utilizzano le carte di credito per prenotazioni, pagamenti vari che in vacanza sono più frequenti.
Cosa si può fare?
Utilizzate carte prepagate, non fornite dati sensibili richiesti tramite le false mail, che giungono avvertendo sospensione di servizi, vincite o richieste di amicizia: tutte false! Non aprite allegati, non cliccate sui siti indicati. Cambiate password alla vostra e-mail ogni tre mesi, e sceglietela accuratamente utilizzando lettere maiuscole, minuscole, simboli, numeri, mai nome e cognome e date di nascita.
Perché vogliono utilizzare la vostra e-mail? Per utilizzare una casella di posta che non sia la loro, sarebbero rintracciabili. Cosa fanno? Criptano indirizzi e-mail, inviano migliaia di lettere con richiesta di amicizia, contatti per poi forse richiedere denaro, oppure inviare allegati con virus o chissà che. Controllate se qualcuno si è inserito nella vostra casella di posta, quando a me è accaduto il tizio o la tizia, chissà, si è collegata dal Benin, Africa. Pensate un po’ che traffico internazionale infinito! Tutto scontato? Non direi visto che davanti al computer spesso vengono lasciati soli bambini e ragazzi, che non comprendono il pericolo a cui vanno incontro accettando amicizie di persone non conosciute. Internet e le tante falsità, che si racchiudono in falsi profili e falsi curriculum, foto di chissà chi e di quanto tempo fa.
Sicuramente tanto di positivo, ma anche una giungla in cui sapersi muovere. Uso molto il passa parola, quando non sono sicura delle veridicità della comunicazione che mi arriva, ricerche di immagini e video per accertarmi di concorsi o eventi, che potrebbero essere totalmente falsi.
Se cadete nel tranello, dovete presentare una denuncia alla sede della Polizia Postale, personalmente, non si può fare online. Per ogni evenienza informatevi :
Buone vacanze!

venerdì 12 luglio 2013

NOVENA ALLA B.V.MARIA DEL MONTE CARMELO

6° giorno –  Unione e Conformazione a Maria


La devozione a Maria è il fiore più bello del giardino del Carmelo che lungo i secoli ha sviluppato un rapporto carico di affetto, cordialità, tenerezza e intima familiarità con Maria. Il patronato di Maria sull’Ordine carmelitano ha seminato una ricca spiritualità mariana che si è espressa nella sua lunga storia in tanti santi e beati la cui devozione verso di Lei ha illuminato tanti fratelli a vivere in unione con Maria la loro vita cristiana.
Santa M. Maddalena de’ Pazzi afferma che Maria desidera santificare il corpo e l’anima nostra affinché si possa dire di noi quel che si dice di lei… La gloria della Madre è la grandezza, ricchezza e bellezza dei figli. Così privandoci noi delle virtù toglieremmo la gloria a Maria, e, al contrario, acquistando noi le virtù tanto gradite a Gesù, gliela daremmo. Una preghiera di un frate del 15° secolo, Arnoldo Bostio, esprime tutta la ricchezza di sentimenti di cui è denso il rapporto dei Carmelitani con la loro vergine Madre. Essa recita così:
“O Madre beata! noi abbiamo tanto atteso Te che hai istituito il nostro Ordine, l’hai organizzato e retto con perfezione. Prostràti davanti a Te, o Madre prima, tutta santa, della famiglia Carmelitana, noi tutti che abitiamo questa montagna, dissetiamo i nostri cuori alle tue sorgenti. Noi con sincerità ci riconosciamo diretti dalla mano, aiutati dal tuo soccorso, illuminati dalla tua luce. Trasforma noi in Te e la nostra vita nella tua. Resta dunque tra noi, Signora nostra. O Maria, noi cerchiamo un rifugio nel tuo seno; bisogna che la Madre dimori con i figli, la Maestra con i suoi discepoli, la Priora con i suoi monaci”.

RIFLESSIONE DALLE “ESORTAZIONI DELLA BEATA FRANCESCA D’AMBOISE, Capitolo IX: Esortazione”.

Questo capitolo è un’esortazione e un avvertimento ad essere sempre vigilanti. Sarà bene leggerlo spesso, poiché non siamo mai senza tentazione.
Dobbiamo sempre temere i nostri affetti, desideri e volontà, e regolarci secondo la legge della ragione. E’ meglio occupare e usare bene il tempo, senza distrarsi qua e là, ma compiendo con diligenza il proprio lavoro e quindi passare subito a un altro.
Fate attenzione anche alle parole che sono causa di perditempo. La mancanza di amore al silenzio fa molto male e perdita di tempo. Vi prego di regolare la vostra volontà secondo ragione. L’avete abbandonata una volta, non state a riprendervela, perché fa troppo male. Pensate spesso che siete venute in religione per spogliarvi della vostra volontà, voi e io, e per lasciarci condurre da chi ne ha l’incarico.
I propri attaccamenti causano molto male. Chi se ne spoglia accetta volentieri quel che capita, pensando che anche Dio lo vuole. Non bisogna aver attaccamento che a Dio e non alle creature. Quando si vuole davvero bene a una persona, si ama la sua salvezza, se è la retta ragione a comandare. Dovete pensare allora che è il momento che anch’io abbia un po’ di tempo per raccogliermi. Vogliate il mio bene e la mia pace. Io non me ne andrò via, resterò sempre con voi.
Dovete spogliarvi dei vostri affetti, passioni e della volontà che sempre bisogna mortificare in noi. Avete inteso dire qualche volta che con un cattivo arnese a volte si riesce a fare un buon lavoro. Ma fidatevi del buon Dio e pregatelo con amore. Vi provvederà di una che vi sarà utile e la renderà capace di guidarvi bene.
Non amate tanto una persona. Non dovete preferirla alle altre per voi in particolare, ma solo per l’onore di Dio e la salvezza delle vostre anime. Abbiate una grande carità le une verso le altre. Amatevi scambievolmente, tranquillizzatevi a vicenda e riconoscete che il torto è dalla vostra parte.
Non vi umilierete mai tanto come colui che è nato per voi in grande umiltà e povertà. Nutrite la carità e pregate Dio le une per le altre perché si compiaccia di indirizzarvi bene.
Vi raccomando la pace.

Preghiamo:
O Maria, Madre di Dio e madre nostra amabilissima, a te ci rivolgiamo con filiale fiducia, implorandoti di assistere noi e i nostri cari allontanando il male e il maligno, e aiutandoci a sventare le sue insidie e a respingerlo con fortezza.
Con tutto il cuore ti chiediamo di ricondurre tutti noi che confidiamo in te, ad una perfetta riconciliazione con il tuo divin Figlio Gesù; e di farci sperimentare la sua benevola provvidenza nelle difficoltà temporali e spirituali che ci preoccupano.
Vorremmo infine supplicarti di farci partecipi dell'amore di Gesù verso di te e dell'amore che tu gli hai contraccambiato in terra e che continui ad esprimergli in Cielo in nome nostro e di tutta la Chiesa. Ave Maria.


ADDIO A SUOR MARIA GABRIELLA



SR. MARIA GABRIELLA   

Un’altra consorella mi precede
verso la sospirata soglia eterna.
Speriamo si ricordi di venirmi
incontro quando giungerà quell’ora
pure per quest’autista premuroso
che seppe accompagnarla al Monastero
donde veniva per le votazioni.

(Montechiaro 11-7-2013), Padre Nicola Galeno


Anni fa sono stata ospite al Monastero di Parma, poiché ho accompagnato Egle dalle monache, dove avrebbe trascorso qualche giorno in meditazione e preghiera. Le monache gentilmente ci hanno offerto un lauto pranzo, e poi ci hanno fatto parlare, attraverso la grata, con questa dolce sorella carmelitana, dal sorriso gentile, che mi ha offerto anche un manufatto di terracotta, realizzato da loro, rappresentante la Madonna col Bambino. La ricorderò nella preghiera, come un angelo che è tornato in Cielo
Danila Oppio

NOVENA ALLA B.V.MARIA DEL MONTE CARMELO

5° giorno -  Vita e familiarità con Maria


Il servizio a Maria è parte integrante e fondamentale della vita carmelitana. Fin dall’inizio i Carmelitani l’hanno venerata come la Virgo Purissima, la Vergine e Madre illibata e Immacolata, culto questo, che serve soprattutto l’aspetto contemplativo: Maria come modello da imitare nel cammino mistico della preghiera. Il Carmelitano, come ogni cristiano che seriamente vuole incamminarsi per la via del Vangelo, vede nella Virgo Purissima, l’ideale di santità che desidera raggiungere. Certo questo ideale è impossibile da raggiungere se si guarda solo al dono-privilegio dell’Immacolatezza originaria di Maria, ma il Carmelo la può e la vuole imitare nell’unione con Dio, in quella libertà e purezza di cuore necessarie per intraprendere un cammino di preghiera e di dialogo di amicizia profonda con il Signore Gesù, Amico, Maestro, Sposo e Signore. Il servizio a Maria comprende in sé la vita di intimità filiale di Gesù con Maria, cioè i sentimenti di amore e tenerezza filiale che Gesù nutriva verso la sua Madre Maria; l’unione di sentimenti e di desideri per la gloria di Dio nel servire il suo Regno, la partecipazione alle sue sofferenze redentive per tutto il genere umano e la forte speranza della resurrezione futura in un mondo rinnovato dall’Amore di Dio. In questo modo il Carmelo partecipa e continua la vita affettiva di Gesù verso sua Madre Maria.

RIFLESSIONE DALLE “ESORTAZIONI DELLA BEATA FRANCESCA D’AMBOISE, Capitoli VII e XIX: Modo di resistere alle tentazioni e silenzio”.
Questa lezione è della Regola, ed è un’esortazione che sarà molto utile considerare spesso. Vi mostra le tentazioni e il modo di resistervi. Tra le altre cose: “il vostro petto sia fortificato con pensieri religiosi” (Regola c. 14), Poiché secondo i pensieri sono le parole che escono dalla bocca e dal cuore.
E’ necessario allontanare i cattivi pensieri e ritenere i buoni. Vi ho detto sempre, che voglio vi abituiate a osservare il silenzio e a parlare poco, poiché dal moto parlare non vengono le sante meditazioni né i buoni pensieri.
Quando il cuore è ben regolato, lo sono anche le parole, specialmente in tempo di silenzio. Nelle parole vane si trova sempre il peccato. Quasi non si può parlare senza che vi sia peccato. Vedete come i tempi sono pericolosi: la morte è dovunque. Dovete stare sempre in guardia. Bisogna studiarsi di vincere le cattive inclinazioni. Dove ci accorgiamo di mancare maggiormente, occorre ingaggiare la battaglia, correggerci ed emendarci.
Vi sono alcune tanto scrupolose e spaurite che quasi non parlano, e si fanno scrupolo di dire una parola oziosa. Ogni parola che è di vantaggio per sé o per gli altri è oziosa e si dovrà rendere conto (Regola c. 6).
Quelle che temono Dio e stanno attente non saranno mai ingannate e sorprese. Le altre devono fate attenzione a non lasciarsi prendere alla sprovvista, senza olio né fuoco nelle loro lampade.
Non è che non vengano spesso avvertite al riguardo. Voi ascoltate tante pie esortazioni da quei buoni padri che predicano tanto bene da sembrare che sia Dio stesso a parlarci.
Si parla sempre dell’obbedienza e del silenzio. Anche la nostra Regola lo prescrive espressamente. Ci si lascia andare senza necessità dopo compieta, in refettorio, nel chiostro e nel dormitorio.
Al lavoro, mentre fate le vostre faccende, non dovete parlare prima dell’ora Prima, e se proprio occorre farlo, lo si faccia a voce bassa e brevemente per pura necessità. Parlare a voce alta e ridere forte è scandaloso. Ci si può talmente rilassare nel comportamento da arrivare al disprezzo: “l’abisso chiama l’abisso” (Sal 41, 8). Se cominciate a parlare e a rilassarvi, da qui a venti anni sarà ancora peggio e perciò è meglio trattenersi. Dobbiamo lasciare il buon esempio dopo di noi.
Niente ci turba come le cose del mondo.
Durante il lavoro non bisogna parlare invano, né come fa l’altra gente. Gli statuti prescrivono che chi vuol cantare qualcosa di devoto deve chiedere il permesso, ma senza permesso si fa peggio che a parlare. Avete inteso spesso come le madri di Liegi durante il lavoro osservano il silenzio e non parlano senza il permesso o a ricreazione. Guardatevi dal dire cose vane. Ci sono tempi forti, come l’Avvento e la Quaresima, nei quali va osservato meglio il silenzio e sforzarsi di far bene. Alle monache di S. Chiara il silenzio è prescritto non solo durante l’Avvento, ma anche nei quaranta giorni tra Ognissanti e Natale, oltre all’altra quarantena che è la Quaresima. Se a noi non è prescritto così strettamente, se ci è ordinato di parlare poco, il silenzio della Regola ci è comandato strettamente, e dopo compieta tutto deve essere fatto in silenzio (Regola c. 16), come camminare, muoverci, parlare senza rumore, e non causare molestia alle altre, in camera, in dormitorio o altrove. Tutto va fatto in silenzio. […]
[…] E’ rigorosamente proibito divulgare i fatti e i detti della casa, del convento, delle persone all’interno alla gente di fuori, chiunque sia, salvo il visitatore, al quale tutte possono esporre ciò che ritengono sia da correggere. E’ detto che non bisogna rivelare il segreto del capitolo a chi non vi ha partecipato, e come deve essere castigata severamente quella che sarà trovata a parlarne fuori. Guardatevene bene, come pure dall’ascoltare cattivi discorsi, perché si fa facilmente quello che si ascolta.
La parole vane mostrano le coscienze vane. Tale è la parola tale è l’animo, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore. Aspettate di essere interrogate e che la domanda vi apra la bocca. Le persone non eccedono nel parlare, perché nel molto parlare non manca la colpa né il peccato. Vi prego, custodite la bocca e abbiate perfetta carità scambievole.
Come vi ho detto altre volte, la professione la si fa presto e facilmente; basta dire quattro parole. Il difficile è mettere in pratica ciò che contiene. Sarebbe meglio non obbligarsi affatto che legarsi e poi non far nulla o molto poco.
Le disposizioni che io impartisco si osservano per otto o quindici giorni, e dopo si dimenticano subito. Potrei dire anch’io come il buffone di un re. C’era un malfattore al quale avevano perdonato molte volte. Lui si comportava sempre peggio di prima e uccise ancora un altro uomo dopo che ne aveva già uccisi molti. Il buffone disse al re: “Sire, non è stato lui ad uccidere l’ultimo”. “Allora chi è stato?” chiese il re. Rispose il buffone: “Siete stato voi, sire”. “Come?”, disse il re. Il buffone rispose: “Se voi aveste fatto ciò che dovevate fare, esercitando la giustizia, quello non lo avrebbe fatto”. Così è anche per me, secondo il mio parere: mancano di far osservare gli statuti, si fanno molti sbagli.
Pensate che troppi discorsi sono dannosi al prossimo. Le parole bugiarde sono proibite a tutti e specialmente alle religiose. Anche le parole oziose vanno evitate. Ci si guardi bene dal pronunciare parole che rompono la carità. Se una parola sfugge per leggerezza, venga subito riparata, e non si rimanga adirate a lungo l’una contro l’altra.
Parlare poco è buono e vantaggioso. Mantenersi nel timore di Dio, impegnarsi di tutto cuore e guardarsi dall’offenderlo. Vi raccomando la pace.

Preghiamo:
O Maria, tu sei veramente la più affettuosa fra tutte le mamme del mondo, perché anche attraverso il tuo santo Abito ci hai ricolmato di favori e di grazie.
Non contenta di chiamarci alla tua sequela hai voluto anche impegnarti a difenderci dai mali che ci tormentano sulla terra.
Questa verità ci conforta nelle nostre prove e ci rafforza nella certezza che il tuo Scapolare, o Maria, è realmente pegno della tua materna protezione e segno di salvezza nei pericoli dell'anima e del corpo.
Nessuno potrà comprendere mai abbanstanza le grazie e i prodigi operati per mezzo del santo Abitino a favore di quanti lo indossano con filiale devozione. Il nostro cuore si riempie di gioia al pensiero di essere in ogni tempo sotto il tuo patrocinio, o Vergine del Carmelo, nostra Madre e nostra avvocata. Ave Maria.


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi