AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

giovedì 28 marzo 2013

BUON COMPLEANNO SANTA TERESA!


Il 28 marzo 1515 nasceva ad Avila, in Spagna, Teresa di Gesù, o d'Avila, al secolo Teresa Sanchez de Cepeda Davila y Ahumada 
Carmelitana che riformò il Carmelo e fondò molti monasteri
AUGURI SANTA MADRE!



mercoledì 27 marzo 2013

JEAN THIERRY EBOGO



Ora finalmente abbiamo anche la versione in lingua francese del video del nostro futuro beato Jean Thierry Ebogo di Gesù Bambino e della Passione.

Proprio conoscendo la sofferenza che ha colpito il giovane camerunese, in questi giorni in cui ricordiamo la passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo, trovo un'analogia profonda tra quanto ha patito Gesù durante la crocifissione, e le sofferenze accettate con serena condivisione da Jean Thierry.

LA CROCE DI CRISTO E LA SUA POTENZA

Giovan Battista Salvi, detto il Sassoferrato
La Crocifissione e la Maddalena

La Croce di Cristo e la sua potenza
Gesù era appeso sulla croce, ma scuoteva tutto l'universo; tremava sul patibolo, ma tutto questo mondo tremava davanti a lui; era tra i supplizi e veniva ferito, ma donava il regno dei cieli; divenuto il peccato di tutti, lavava i peccati del genere umano.
Infine morì - lo dico per la seconda e la terza volta inneggiando: "Morì" - affinché la sua morte divenisse fonte di vita per i morti.
Ma in verità anche la sua sepoltura ha qualcosa di mirabile. Infatti, sebbene fosse stato unto da Giuseppe e collocato nel suo sepolcro, con un'azione davvero nuova egli stesso, sebbene morto, dischiudeva il sepolcro dei morti.
Il suo corpo giaceva nella tomba, ma egli, 'libero tra i morti' (salmo 87,6), distrutta la legge della morte, donava il perdono a coloro che stavano nell'inferno. Dunque la sua carne era nel sepolcro, ma la sua potenza operava dal cielo.
(Sant'Ambrogio, vescovo. Da 'Il mistero dell'incarnazione del Signore', V )

Ringrazio la Comunità Secolare Carmelitana della Provincia Campana, per il testo qui riprodotto!

L'AGNELLINO


Samuele l’aveva trovato ferito accanto a una grossa pietra e l’aveva portato a casa.
<Questo piccolo ha bisogno di latte, sennò muore> disse il papà, <chiederò al padrone se posso tenerlo nel suo gregge, forse abbiamo fortuna e qualcuna delle pecore madri l’accetta>.
La mamma scosse la testa poco persuasa: <Ma poi il padrone se lo terrà lui> affermò steccando e fasciando la zampetta rotta all’animale, che si lamentava come un bambino piccolo.
Samuele seguiva il discorso senza intervenire, ma i suoi occhi neri come il carbone guizzavano attentissimi dal padre alla madre e viceversa.
<Il mio padrone è un uomo giusto> fece lui, <e ha stima di me. Salverò l’agnellino e te lo porterò> promise.
<Grazie, papà> disse infine Samuele con voce un pochino rauca. Sorprendentemente l’animaletto leccò la mano al bambino, poi dette un sospiro come di sollievo, reclinò la testa e subito si addormentò.
Crebbe allattato da Albachiara, la pecora più bella del gregge, che lo accettò subito senza problemi. Quando fu svezzato il padrone chiamò il pastore e gli disse di prendere l’agnello per il suo bambino. Quel giorno, nella misera casa, fu festa grande, la mamma impastò una focaccia tutta coperta di miele e ne mangiarono quanta ne vollero. Da allora l’agnellino dormì in casa con loro e divenne una pecora opulenta, che seguiva sempre il bambino.
Erano felici e non pativano mai la fame. Il padrone era generoso e, da qualche tempo, Samuele andava ad ascoltare le prediche di Gesù, con la pecora appresso.
Una sera non si ritirarono, lo trovarono in un dirupo sul quale si era sporto  per raccogliere la verdura selvatica che piaceva alla mamma. Era morto, con la pecora accanto che belava lamentosamente.
Una piccola comitiva di amici e donne che si battevano il petto portava a casa il cadaverino quando incontrarono Gesù coi discepoli.

<Donne, perché piangete? Uomini, cos’è accaduto al bambino?>.
<Maestro> la madre e il padre gli si buttarono ai piedi, <è caduto nel precipizio ed è morto, è morto>.
<Che dici? Gli è soltanto preso un colpo di sonno> fece Gesù, e toccò il piccolo con la mano, Samuele si dimenò, balzò in piedi e chiese a sua madre:
< Chi mi ha rubato la verdura che avevo raccolto per te?>.
Anche quella sera fu festa grande e bisognava vedere come saltava la pecora. Si improvvisò una cena  e tutt’intorno alla povera casa amici, conoscenti e anche quelli che mai avevano sentito parlare di loro prima di quel giorno venivano a portare pane, formaggi, ricottelle , frutta, miele e tanta verdura selvatica, così mangiarono insieme e bevvero un po’ di vino buono, che volle donare il padrone, compresi Gesù e i discepoli.
< Cosa darò al maestro , che ha restituito la vita al mio bambino?> chiese il padre alzando il terzo bicchiere colmo, o era il quarto?
<La nostra unica ricchezza è la pecora, così potrà mangiarla per la Pasqua>.
I discepoli incominciarono a ringraziare e corsero a prendere la pecora, che li seguì obbediente. Samuele, nel sentire il discorso, si stava affogando con un boccone di pane e ricotta che masticava in quel momento. Voleva dire <No, no>, ma non poté perché era troppo occupato a tossire.
Gesù accarezzò la pecora sulla testa e lei gli leccò la mano, gesto che riservava soltanto al suo padroncino. Docilissima, gli poggiò il muso sulle ginocchia . Gesù guardò Samuele occhi negli occhi:
<Noi non mangeremo la tua pecora, piccolo> disse con disappunto degli apostoli, <questa vi darà latte e lana a lungo e tanto affetto>.
Dopo Gesù si chinò all’orecchio di Samuele e gli disse sottovoce:
<Venerdì prossimo mi crocifiggeranno. Non dirlo a nessuno , ma vai dalla mia mamma e consolala. Io l’affido a te, ricordale che risorgerò il terzo giorno come oggi sei risorto tu>.

Domenica Luise


martedì 26 marzo 2013

INCONTRO STORICO TRAI DUE PAPI

ALL'INSEGNA DELLA TENEREZZA!

GIORNO DI PASQUA




Cade, scroscia
la pioggia dal cielo plumbeo
rende il paesaggio
lucidato a nuovo

nuvole basse si adagiano
coprendo le alte cime
come a nasconderle
da occhi indiscreti

il vociare frammisto
ad acute voci di bambini
ed il silenzio sommesso
di chiesa immota nel tempo

un uovo di cioccolato a ricordare
la Pasqua e il suono di campane
che si espande come eco nella valle
a richiamar fedeli

Maristella Angeli
(Da “Il mondo sottosopra” Rupe Mutevole Editrice)

VIRTU' TEOLOGALI



Gli ultimi tre successori di Pietro possono ben rappresentare le tre virtù teologali, Papa Giovanni Paolo II, la Speranza, Papa Benedetto XVI la Fede, e Papa Francesco la Carità!

Ricordiamoli tutti nella preghiera; per chi è tornato al Padre, per chi ha preso una difficile e dolorosa decisione, per chi ha ora sulle spalle la responsabilità di guida della nostra Madre Chiesa.


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi