AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

venerdì 17 febbraio 2012

PENSIERI SEMPLICI SULLA PAROLA - di Don Maurizio Roma

Don Maurizio Roma, Parroco e Pieveno presso la chiesa di San Martino a Lubaco, situata inToscana nel Comune di Pontassieve (Fi) e appartenente alla Diocesi di Fiesole, ha scritto il libro che sto per proporvi: PENSIERI SEMPLICI SULLA PAROLA, una raccolta di omelie inedite, per l'anno B, che possono aiutare i lettori a meglio comprendere alcune pagine del Vangelo.
 Con vero piacere ve lo presento, dall'immagine potete apprendere come ordinarlo, ed io ve lo consiglio caldamente: se infatti entrate nel blog della Pieve, che trovate indicato sulla destra della home page di questo blog - basta cliccare e si aprirà in automatico - potrete avere un assaggio delle omelie di don Maurizio, e rendervi così conto di quanto siano semplici e nel contempo profonde: una sorgente fresca cui dissetarvi! Acquistate questa edizione e.....buona lettura!!

CIAO NONNO!

UN RICORDO STRUGGENTE
m'è tornato alla mente.
Seduta sulle tue ginocchia
giocavo coi tuoi meravigliosi baffi,
o ti rubavo la pipa di bocca,
e tu, con gli occhi azzurri ridenti
un po' sornione
come un gatto persiano
mi prendevi la mano
e mi portavi al frutteto
per cogliere un susino o una pesca
tutta la frutta fresca
per la tua nipotina.
che ti amava, malgrado la gente
dicesse che eri un vecchio severo
poco amante delle moine
delle tue tante nipotine
Non ho di questi ricordi, 
ti avrei raggiunto a piedi
anche in capo al mondo
Eri il mio nonno bello
e tuo figlio,mio padre
pareva il tuo gemello.
Ora siete insieme, dentro 
l'eternità e nei miei struggenti
ricordi.
Dalla tua nipote, con tanto amore

giovedì 16 febbraio 2012

UN PO' DI POESIA!



SE SONO STELLA...TU SEI POESIA



SE SONO STELLA
FORSE CADENTE
NEL TUO CIELO
INCANDESCENTE
TRASPARENTE

TU SEI SOLE
CHE SCALDA E FONDE
CONGELATI PENSIERI

IN LIQUIDE
COLANTI FORME
IRIDESCENTI

Danila Oppio



UN PO' DI POESIA!

Visioni asimmetriche

 
Un altro giorno di baldoria
dentro questa botte ferrata di pensieri giulivi
dove un violino disaccordato
dimenticava le sue passioni d’amore.
.
Intorno nuvole d’allegoria
si muovevano annichilite da voli di gabbiani
in festa per una barca di gomma piuma
che rifiutava l’acqua del mare.
.
Giovani musulmani in preghiera,
avvinghiati a pietre sconosciute,
sorridevano abbracciando ombre di speranza,
confuse da una pietà senza lacrime.
.
Il grande capo di questa immensità
ordinava a tutti di coprirsi di polvere bagnata
Muti i lamenti, lontani i dolori,
gli occhi socchiusi per tanto splendore.
.
I treni viaggiavano senza fili elettrici
e le rotaie erano scie di fuoco
dove la fede umana moriva in anfratti profondi
di felicità, sposata all’eterno desiderio.
.
Chi guidava i treni super veloci  e trasparenti
guidava anche il mondo che in quest’era post-moderna
andava al rovescio, oltrepassando tutti i muri
fatti  di bugie e i cantastorie erano contenti.
.
Non c’erano fiori perché la cenere
ridondava le sponde della bellezza, consunta
da mani di granchio che graffiavano
i figli appena nati da questa terra martoriata.
.
Gli alberi invece crescevano a dismisura,
sfidando gli aeroplani e i raggi del sole,
abbattuti all’ora del tramonto
da rivoli quieti di una luna stanca.
.
La botte ferrata era sempre piena
Ora rotolava tra sentieri di formiche operose,
schiacciando pietre del tempo futuro,
riflesse nella pioggia benefica di primavera.
.
E gli uomini offesi da rumori strazianti
dormivano, supini, con la meraviglia
che annunciava loro altri giorni di festa
senza bandiere e proclami.
Ndr: questa poesia, inedita, ha avuto una significativa menzione, con pubblicazione in antologia, al XXVII Premio Mondiale di Poesia Nosside 2011, di Reggio Calabria

Che dire? Un'allegoria di un mondo impietoso! Fa riflettere!
Il poeta Gavino Puggioni mi ha suggerito di pubblicare le mie poesie, ma preferisco le sue!
Di gran lunga! Grazie di cuore , Gavino,per avermi permesso di farne l'uso che voglio! 

mercoledì 15 febbraio 2012

PARLIAMO UN PO' DEL FUTURO DEI GIOVANI, MA PARLIAMONE BENE!

Ho pubblicato con vero piacere l'articolo di Diamanti, che mi ha trovato in totale accordo!
Trovo scorretto, se non addirittura riprovevole, offendere i giovani. Se sono "bamboccioni" è la situazione precaria del lavoro, che lo impone. Se sono "sfigati" il motivo è sempre lo stesso.
Perché lo Stato non si fa un bell'esame di coscienza? Parliamoci chiaro: se anche un giovane si laurea entro i termini del programma di studi, se quello stesso giovane cerca subito impiego, e gli viene offerto un contratto a termine, magari di soli 4 mesi, retribuiti malissimo, se...
Come può un giovane pensare di acquistare una casa propria, per non fare il "bamboccione" a casa dei genitori? Nessun Istituto di Credito concede il mutuo per l'acquisto,  se il giovane di cui parliamo, non può dimostrare di avere un reddito fisso mensile, conseguenza di un impiego a tempo indeterminato. 
Se i genitori, a fatica,sono riusciti a comperare casa quando i tempi erano molto diversi dagli attuali, non hanno certo un cospicuo conto in banca, per aiutare il figlio nell'acquisto di anche un pur microscopico appartamentino. E se di figli ne hanno più d'uno, le difficoltà si moltiplicano. 
Dico invece che sia benedetta la casa dei genitori, così che quel figlio "sfigato" possa avere un tetto sulla testa, un letto dove potere dormire, e un piatto di minestra...
I genitori sono costretti a mantenere agli studi i propri figli, perché non c'è lavoro, e almeno i ragazzi occupano il proprio tempo facendo qualcosa che li aiuti ad accrescere la propria cultura...tanto, poi il lavoro comunque scarseggia, e solo i pochi privilegiati riescono ad arrivare all'ambito traguardo di un posto di lavoro decente. 
Non è quindi questione di mammismo, di bamboccione, è mera necessità! 
Ogni ragazzo o ragazza, diventato adulto, desidera sganciarsi dalla famiglia, non tanto affettivamente, quanto per una conseguenza naturale della vita: si costruisce una propria famiglia, o si decide di vivere da soli. Ma quanti ragazzi rinunciano al matrimonio, per le difficoltà cui vanno incontro? Affitti altissimi, costi ancor maggiori, insicurezza verso il futuro.....e ringraziamo il cielo quando la visione di un futuro nebuloso, non li deprima a tal punto, per cui poi ricorrono all'uso di alcool o droghe per annegare la loro precaria situazione. 
Per favore,  chi si occupa della cosa pubblica, faccia in modo di non demolire ulteriormente le già instabili e traballanti basi del futuro dei giovani! Doni loro la speranza, non li bolli con parole che non  meritano!

SIAMO STANCHI DI CLICHE' PRECONFEZIONATI!


La falsa leggenda 

dei ragazzi bamboccioni

di ILVO DIAMANTI
NON È CHIARO cosa sia successo ai giovani. Divenuti, all'improvviso, 
impopolari. Bersaglio di battute acide e ironiche. Da quando, nel 2007, Tommaso Padoa-Schioppa, allora ministro dell'Economia e delle Finanze nel governo Prodi, invitò le famiglie a mandarli fuori di casa.

I  "bamboccioni". Incapaci di crescere, di assumersi responsabilità, di conquistarsi l'autonomia. I giovani. Fino a ieri simbolo del futuro, del progresso, del domani che è già qui. Motore dell'economia: consumo e consumatori. Sono passati di moda, molto in fretta. 

Sulla scia di Padoa-Schioppa, nelle ultime settimane, altri "professori" e altri "tecnici di governo" li hanno presi di punta. Un vice-ministro ha definito "sfigati" gli studenti  -  o sedicenti tali  -  che, a 28 anni, non si sono ancora laureati. Mentre il Presidente del Consiglio ha affermato che i giovani devono scordarsi il lavoro fisso a vita. Perché, fra l'altro, è "monotono". E la ministra Cancellieri ha recriminato sui giovani che pretendono "il posto fisso nella stessa città, vicino a mamma e papà". 

Così i giovani hanno smesso di rappresentare il "futuro" e sono divenuti simbolo della resistenza al cambiamento e alla modernizzazione. Al pari di altre categorie. I tassisti e i notai. I pensionati e le pensioni. I sindacati e il famigerato articolo 18. I "politici". 

martedì 14 febbraio 2012

UN PO' DI POESIA!

Clicca per vedere la fotoAngela Fabbri non vuol essere chiamata poeta, lei è uno scrittore. Ma io le ho messo in testa l'alloro del vate, e guai a lei se lo toglie! Infatti ci  sta prendendo bonariamente in giro, poiché nel 2009 ha pubblicato un calendario di poesie e, se nell'universo nel frattempo non è cambiato qualcosa, mi risulta che in un anno ci siano 12 mesi...sul suo calendario, quindi, 12 poesie!
Ma non sono le sole....oggi ne ho pescata una, che mi ha particolarmente colpito per la grande verità che è in essa contenuta. Grazie Angela, per avermi dato l'autorizzazione a pubblicarla.

Bosco, sottobosco e tagliabosco

Camminare sulla riva di un fiume,
fra i rami tagliati di fresco
e i ceppi rimasti aggrappati alla terra.
Di lontano qualche albero secco
stende le sue braccia sull'acqua
e nell'entroterra è rimasto
un bosco addormentato.
Non più rami e germogli
sarà presto negata
l'antica promessa di perpetuità.
Gli alberi dormono.
Il tagliaboschi si è fermato:
oggi è giorno di festa,
NON TAGLIERÀ.
Clicca per vedere la foto
Solo per questo sono inviolati.
E c'è l'acqua grigia che scorre
e lontano si fonde col cielo
e continua.
C'è una foresta di alberi nuovi
tutti piantati in fila, regolari,
che mi danno la nausea dell'uomo.
E in terra uri infinito tappeto di foglie.
Gli uccelli non cantano:
e se cantassero?
le loro voci non sono volte
nemmeno a sé stessi.
COME QUESTI MIEI PENSIERI
sono volti a nessuno.
Clicca per vedere la foto

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi