AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

mercoledì 11 gennaio 2012

LA FAMIGLIA ED IL DOLORE

LA FAMIGLIA ED IL DOLORE

Solo quando la malattia, il dolore, la sofferenza morale e fisica ci toccano da vicino, si accendono le luci che prima erano spente, o illuminavano solo qualche angolo del nostro cuore. Allora si fa pressante la necessità di veder chiaro, dentro e intorno a noi.
La grande poetessa contemporanea Maria Teresa Santalucia Scebona, descrive in modo stupendo ciò che prova chi vive un dolore:
Per trenta denari nessuno
Comprerà la mia anima
Sarò solo una piccola lucciola
Che illumina silente le cupe
Notti dell’altrui solitudine.
Può accadere di sentirsi soli, quando la nostra vita è sconvolta da un’improvvisa tempesta. E’ una solitudine profonda, che ci fa toccare con mano la nostra fragilità, la sensazione d’impotenza di fronte ad un evento che ci ha colpito all’improvviso.
Dice un saggio: “Non chiedere al Signore di alleggerirti il peso che hai sulle spalle, ma chiedi a Lui, piuttosto, di darti spalle robuste per portarlo!”. Noi abbiamo bisogno di spalle forti per portare le nostre piccole e grandi croci quotidiane. Sono tante le sofferenze che nella vita si devono affrontare: è come passare attraverso un tunnel di rovi pungenti che ci lacerano un po’ qui e un po’ là. Ma se in un primo tempo si è spaventati da eventi tanto dolorosi, poi si riescono ad accettare come fossero un collaudo per la propria anima: ci si accorge dell’importanza della famiglia, di quanto aiuto – dentro la stessa - si possa dare e ricevere, così che la croce si solleva insieme e sembra meno pesante. E si ringrazia il Signore di avercela data in dono: nei momenti difficili, la famiglia si unisce nella lotta, come una squadra sportiva che mira alla vittoria. Di fronte alla grande sofferenza, le piccole avversità che ci sembravano pesare come macigni, si trasformano d’incanto in tanti minuscoli frammenti di sabbia. Il Cuore di Gesù fa vedere ogni cosa in una prospettiva differente: quello che Dio permette è perché comunque nessuno si perda…se sappiamo di essere cullati da questo Amore, tutte le cose si vedono nella loro pienezza.
Chi non ha fede, non ha speranza e quindi cade nella disperazione. Maledice ogni causa di dolore, e invece di cementare l’affetto familiare, lo disgrega. Chi invece è nel Signore, e crede nella Sua Misericordia, comprende: quel dolore che ha colpito ogni membro della famiglia, è un mastice che unisce, che incolla ogni più piccolo frammento, che rinsalda e mette in luce quell’amore che c’è sempre stato tra marito e moglie, genitori e figli, e tra fratelli, ma che era soffocato da una polvere di banalità quotidiane, dai problemi contingenti, da un rituale di gesti che avevano perso il loro primitivo valore. Il timore di perdere un nostro caro, a causa di una grave malattia, costringe a rivalutare ogni piccolo gesto, a misurare ogni parola, e a capire che quel familiare è un dono prezioso che il Signore ci ha messo accanto, sia esso marito, moglie, madre, padre, figlio o figlia.
Comprendo allora quanto Paulo Coelho sostiene: “Ogni cosa è collegata,  ogni strada s’incontra, e ogni fiume sfocia nello stesso oceano”- Calza a pennello con la descrizione di una famiglia, se troviamo la chiave di lettura: “ogni membro della famiglia è unito all’altro, ogni vita si intreccia, e ogni individuale sentimento sfocia nel comune Amore”.
Ma non facciamo che si debba ricorrere ad una grande sofferenza per risvegliarci dal torpore nel quale sonnecchiamo: non diamo nulla per scontato, ogni mattino, appena svegli, ringraziamo il Signore di averci donato il Suo Amore e, attraverso questo, l’amore della nostra Famiglia. E’ il bene più prezioso che ci sia dato in questa vita.

martedì 10 gennaio 2012

RISCRIVI IL TUO DESTINO!!!





ALEPH E' LA PRIMA LETTERA EBRAICA,L'ALFA GRECA, MA ANCHE L'ALIF ARABA: LE LINGUE SI ASSOMIGLIANO, PROBABILMENTE NATE DA UN'UNICA RADICE! ALFA, ALEPH, ALIF, INDICANO L'INIZIO DI QUALCOSA..... NELLA VITA OCCORRE SEMPRE INIZIARE DI NUOVO, SPECIE SE SI E' NELL'ERRORE! 
Tutto è collegato, e tutti i fiumi arrivano all'Oceano che è Dio!!
Se muovete su e giù l'immagine, vedrete le spirali muoversi!! Siamo spirali anche noi, e il mondo gira per il verso giusto, se giriamo anche noi allo stesso modo! 

PERCHE' GRIDI QUANDO SEI ARRABBIATO?

why do we shout in anger?

by PAULO COELHO on JANUARY 9, 2012

A master asked his disciples:
‘Why do we shout in anger? Why do people shout at each other when they are upset?’
the disciples thought for a while, and one of them said
‘Because we lose our calm, we shout for that.’
‘But, why to shout when the other person is just next to you? ‘Isn’t it possible to speak to him or her with a soft voice? Why do you shout at a person when you’re angry?’
The disciples gave him some other answers but none satisfied the master.
Finally he explained:
‘When two people are angry at each other, their hearts distance a lot. To cover that distance they must shout to be able to hear each other. The angrier they are, the stronger they will have to shout to hear each other through that great distance.’
Then the master asked:
‘What happens when two people fall in love? They don’t shout at each other but talk softly, why? Because their hearts are very close. The distance between them is very small…’
And he concluded:
‘When they love each other even more, what happens?
‘They do not speak, only whisper and they get even closer to each other in their love.
‘Finally they even need not whisper, they only look at each other and that’s all. That is how close two people are when they love each other.’
 
 

venerdì 6 gennaio 2012

APOSTOLI E DISCEPOLI: SACERDOTI E LAICI!

A volte mi faccio prendere da mille scrupoli, mi interrogo su quanto scrivo: sul contenuto degli articoli ma anche sul modo in cui mi pongo di fronte ai lettori: qualcuno mi ha criticato, dicendo che a volte affronto certi temi con grinta, in modo un po' accusatorio. Lo so, lo ammetto! Ma devo anche sostenere, a mia difesa, che ora viviamo accomodati sulla bambagia: essere buoni non significa fare i buonisti! A confermare il mio pensiero, San Paolo, proprio oggi nella S. Messa dell'Epifania del Signore, in rito ambrosiano, nella seconda lettura, che si evince dalla sua Lettera a Tito:

"Carissimo, è apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato sè stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone. Questo devi insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità. Nessuno ti disprezzi|! Ricorda loro di essere sottomessi alle autorità che governano, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; di non parlare male di nessuno, di evitare le liti, di essere mansueti, mostrando ogni mitezza verso tutti gli uomini."

Ho letto e meditato a lungo su questi insegnamenti di San Paolo. Pare che si contrastino tra loro, laddove l'Apostolo dice di rimproverare con autorità, e alla fine consiglia la mitezza e la mansuetudine. E anche: rinnegare l'empietà, i desideri mondani, e vivere con sobrietà, giustizia e pietà.
Pare, ma non è così: dove occorre correggere un atteggiamento che non è conforme agli insegnamenti di Cristo, è necessario usare la propria autorità (di sacerdote, di religioso, o di laico credente) per raccomandare e  dove è il caso, rimproverare.  Nel contempo, ed abitualmente, occorre dimostrare la mitezza e mansuetudine che era consona a Gesù. Il cristiano ha il dovere di rivestirsi degli insegnamenti del Signore, affinché il mondo veda e respiri la personale fede nel Salvatore.
Chi è innamorato di Dio, soffre nel veder in qualche modo deturpati i Suoi insegnamenti, che fanno trasparire una visione errata del cristianesimo. In questo caso, è necessario mettere le cose in chiaro: se papà o mamma vogliono educare correttamente i propri figli, impongono delle regole che richiedono rispetto, se i figli trasgrediscono quelle regole, vengono giustamente rimproverati. Se i genitori chiudessero entrambi gli occhi, e lasciassero correre le mancanze dei figli, questi finirebbero per uscire dal seminato e non solo incorrerebbero in sbagli che provocano sofferenza, ma in aggiunta gli stessi genitori apparirebbero come complici delle mancanze dei figli. Non so se sono stata chiara con l'esempio genitori-figli: sono comunque persuasa che i sacerdoti ed i laici impegnati dovrebbero correggere, anche usando il rimprovero se occorre, coloro che deformano il volto della Chiesa. Il "lasciar correre" su punti fondamentali del nostro Credo Apostolico, o su comportamenti che fanno a pugni col cristianesimo, è un errore colossale. Sfido poi che si lancino strali e  critiche feroci contro i cristiani, se cristiani lo sono solo perché battezzati, ma non altro. Resta fermo l'ammonimento di San Paolo: siate miti, mansueti: significa che la correzione fraterna non deve essere un out-out, un dictat dentro il quale ci sono due alternative: o fai così, oppure te ne vai!  E' necessario far comprendere qual'è la strada che conduce al Signore, e che ci fa veri cristiani, e una volta compreso che l'Amore è il perno sul quale far ruotare la propria vita, si aderirà al Vangelo con slancio e senza tentennamenti. Chi si innamora di Gesù, capirà che il rimprovero è un gesto d'amore, e lo saprà accettare! E sono certa che un buon Pastore saprà condurre il suo gregge con dolcezza ma anche con giustizia, e per giustizia intendo trasmettere il  rispetto per gli insegnamenti evangelici. E se qualche volta  mi lascio prendere la mano, usando toni severi, lo faccio solamente quando mi pare che Gesù venga messo sulla Croce una volta di troppo!! E noi dovremmo saper togliergli quei chiodi, non conficcarne altri in quelle povere carni martoriate sul Calvario! Il Vangelo non si può interpretare a seconda di quanto ci fa comodo, tagliando le parti che non ci piacciono, addolcendone altre che ci paiono dure, modificandone altre a nostro vantaggio: il Vangelo è Parola di Dio, e Dio ha un Verbo solo: il Figlio Suo Gesù Cristo, che resta immutabile nei secoli dei secoli. Amen!
Noi dobbiamo essere gli stessi Apostoli del tempo di Gesù: tanti San Paolo, San Pietro, San Giovanni....capaci di testimoniare nostro Signore come allora, oggi e sempre!


martedì 3 gennaio 2012

RIMETTIAMOCI A NUOVO

Mi rivolgo soprattutto alle signore, ma ciò non toglie che quanto scrivo possa interessare anche ai signori uomini. Le recenti notizie informano quanto sotto riportato:

"In protesi al seno Pip pure additivo per carburanti"

Rivelazioni choc: "Mix di prodotti mai testati clinicamente"

 
L'azienda francese è accusata di averne sfornate migliaia con gel non corrispondenti agli standard richiesti, dieci volte meno cari del materiale a norma e altamente nocivi.
Questa informazione dovrebbe pur insegnarci qualcosa! 
Il mio punto di vista resta invariato, su quanto riguarda protesi mammarie, rifacimenti estetici chirurgici o a base di botox: IO DICO NO!!!
E lo dico a ragion veduta! Le mammelle sono state create per allattare i piccoli, quella è l'unica ragione del loro esistere. Non debbono essere un oggetto decorativo, o sensuale!
Se proprio noi donne vogliamo migliorare l'estetica, esistono reggiseni che sostengono, che modellano, e servono giusto perché si possano indossare meglio certi abiti e per avvalorare un po' la figura. Non ho mai capito quelle donne che si sottopongono ad atroci interventi (il post-operatorio è doloroso) pur di apparire quali non sono! Labbra gonfie da sembrare canotti,  occhi tirati all'inverosimile, nasi rifatti fino a diventare invisibili: il tutto, per apparire più giovani, come se l'aspetto esteriore contribuisse anche a tornar indietro negli anni biologici!
Naturalmente sono d'accordo su un intervento estetico a fine curativo, a seguito, per esempio, di una ustione o di una ferita, oppure posso capire la riduzione di un naso importante, che causa un senso di disagio a chi lo possiede. Ma, benedette donne, non capite che la protesi al seno potrebbe non solo essere cancerogena, ma anche mascherare un eventuale tumore? E ben sappiamo quanto il seno possa essere colpito da questa malattia! Perché tormentare una parte così delicata? 
Lasciamo che la natura faccia il suo corso, rendiamoci conto che la vita umana è formata da tante fasi, e una di queste è anche il naturale invecchiamento. 
Però un segreto c'è, per mantenere luminoso il viso di una donna, che la fa apparire più giovane e bella di quanto l'età non direbbe: invece di accanirsi per ringiovanire il corpo, che è di materia mortale, occupiamoci invece della nostra anima, assolutamente immortale!
Chi lavora sul proprio spirito, ottiene un risultato magnifico: il suo sguardo è luminoso, il suo aspetto splendente, in quanto la bellezza interiore emana un fascino particolare anche su una persona avanti negli anni! Ho conosciuto donne molto anziane, alle quali non attribuivo la loro vera età: il loro aspetto era giovanile, lo sguardo profondo e sereno, il sorriso che illuminava il volto, anche se segnato da molte rughe. La dolcezza che emana una persona spirituale, è tale da rendere invisibili i segni dell'età! Credetemi, non sono fole tanto per dare il contentino a coloro che non possono sottoporsi a cure estetiche, ma lo vorrebbero!
Sono persuasa che se Dio ha disposto in questo modo l'ordine delle cose: nascita, infanzia, adolescenza, gioventù, maturità e vecchiaia, è perché tutto questo ha un senso!
Che tristezza fanno quelle nonne che vogliono apparire più giovani delle figlie, e magari delle nipoti!!! Che bellezza invece quei capelli canuti, quelle rughe sul viso che raccontano una vita! A tale proposito rammento un aneddoto della stupenda attrice Anna Magnani: sottoposta al trucco, per la ripresa di un film, l'attrice disse al suo visagista:" per favore, non nascondere coi cosmetici le mie rughe....ho impiegato anni per averle!!".  Qui traspare la viva intelligenza di una vera donna! Una donna sicura di sé, non ha bisogno di modificare il suo aspetto, di mascherare il suo viso sotto pesanti trucchi o col bisturi, una donna che tiene di più alla propria anima, si prende cura di quella.
Cos'è l'anima?

Teologia cattolica 

La Chiesa Cattolica non ha una definizione filosofica esplicita dell'anima, sebbene abbia respinto diverse dottrine come quelle gnostiche che sostenevano che l'anima individuale era increata perché della stessa sostanza divina, o la teoria della metampsicosi o ipotesi secondo le quali l'anima (intesa come anima razionale e spirito) non era considerata individuale e immortale. Fra gli autori ecclesiastici che hanno affrontato l'argomento, con diverse ipotesi, sono da annoverare Agostino da Ippona, Tommaso D'Aquino  e Bonaventura da Bagnoregio. Mentre Agostino immagina l'anima come una specie di nocchiero del corpo, postulando un certo dualismo, Tommaso d'Aquino insiste sull'unità inscindibile dell'uomo. L'anima intellettuale è la forma del corpo e la sua separatezza dopo la morte è vista come un esilio, poiché essa è naturalmente unita al corpo, a cui tende con la resurrezione finale.
« II. «Corpore et anima unus» - Unità di anima e di corpo
362 La persona umana, creata a immagine di Dio, è un essere insieme corporeo e spirituale. Il racconto biblico esprime questa realtà con un linguaggio simbolico, quando dice: « Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita, e l'uomo divenne un essere vivente » (Gn 2,7). L'uomo tutto intero è quindi voluto da Dio.
363 Spesso, nella Sacra Scrittura, il termine anima indica la vita umana, oppure tutta la persona umana. Ma designa anche tutto ciò che nell'uomo vi è di più intimo e di maggior valore, ciò per cui più particolarmente egli è immagine di Dio: « anima » significa il principio spirituale nell'uomo.
364 Il corpo dell'uomo partecipa alla dignità di « immagine di Dio »: è corpo umano proprio perché è animato dall'anima spirituale, ed è la persona umana tutta intera ad essere destinata a diventare, nel corpo di Cristo, il tempio dello Spirito.
« Unità di anima e di corpo, l'uomo sintetizza in sé, per la sua stessa condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, così che questi, attraverso di lui, toccano il loro vertice e prendono voce per lodare in libertà il Creatore. Allora, non è lecito all'uomo disprezzare la vita corporale; egli anzi è tenuto a considerare buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perché creato da Dio e destinato alla risurrezione nell'ultimo giorno ».
365 L'unità dell'anima e del corpo è così profonda che si deve considerare l'anima come la « forma » del corpo; ciò significa che grazie all'anima spirituale il corpo, composto di materia, è un corpo umano e vivente; lo spirito e la materia, nell'uomo, non sono due nature congiunte, ma la loro unione forma un'unica natura.
366 La Chiesa insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente da Dio – non è « prodotta » dai genitori – ed è immortale: essa non perisce al momento della sua separazione dal corpo nella morte, e di nuovo si unirà al corpo al momento della risurrezione finale.
367 Talvolta si dà il caso che l'anima sia distinta dallo spirito. Così san Paolo prega perché il nostro essere tutto intero, « spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore » (1 Ts 5,23). La Chiesa insegna che tale distinzione non introduce una dualità nell'anima. « Spirito » significa che sin dalla sua creazione l'uomo è ordinato al suo fine soprannaturale, e che la sua anima è capace di essere gratuitamente elevata alla comunione con Dio.
368 La tradizione spirituale della Chiesa insiste anche sul cuore, nel senso biblico di « profondità dell'essere » (« in visceribus »: Ger 31,33), dove la persona si decide o non si decide per Dio. »
(COMPENDIO CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (2005))
Ora che abbiamo esplorato il concetto di anima, secondo la Chiesa Cattolica, abbiamo capito che questa è la parte più preziosa di noi, che ci appartiene come un grande dono e che dunque dobbiamo prenderci cura di lei molto più che del nostro involucro esterno, destinato alla distruzione, mentre l'anima è immortale quindi eterna!!
Non feriamo la nostra anima, trascurandola, preferendo mettere in primo piano il nostro aspetto esteriore, e martoriando anche quello, con inutili e dannosi interventi chirurgici!
Naturalmente prendiamoci cura della salute, perché la vita nel suo insieme fisico e spirituale è un grande dono, occupiamoci dell'igiene personale, del nostro abbigliamento, che sia ordinato perché il decoro è cosa gradita al Signore, ma non esageriamo!! Non dedichiamo cure e danaro per cose superficiali! Sia questo uno dei propositi per questo neonato 2012! 
(secondo voi, quell'immagine che ho pubblicato, di una donna dal viso completamente rifatto, è bello? Io lo trovo mostruoso! ma se vogliamo imitarla....accomodatevi!!!)

lunedì 2 gennaio 2012

GIANLUCA GRIGNANI - FALCO A META'

HO SEMPRE AMMIRATO IL VOLO DI UN RAPACE, LIBRA NELL'ARIA LASCIANDOSI TRASPORTARE DEL VENTO, SUPERBO NELLO SGUARDO MAGNETICO: ED HO SEMPRE "INVIDIATO" LA SUA CAPACITA' DI SOLCARE IL CIELO, E LA SUA VISTA ACUTISSIMA! DIO HA DONATO AL FALCO CIO' CHE AGLI UOMINI MANCA, AFFINCHE' SAPPIANO CHE C'E' SEMPRE UN LIMITE ALL'UMANO POTERE! QUESTA CANZONE E' STRUGGENTE!!!

BUON ANNO 2012

Buon anno a tutti voi! Questo il mio augurio sincero! SIATE FELICI, E RICORDATE CHE LA FELICITA' NON STA NELLE COSE ESTERIORI, MA DENTRO DI NOI!

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi