AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

giovedì 6 ottobre 2011

ADDIO STEVE JOBS!

8http://www.youtube.com/watch?v=IZDsm-cvnn8 


UNA PERSONA FORTE, UN ESEMPIO DA IMITARE....IL MONDO HA SUBITO UNA GRANDE PERDITA!
KLIKKATE SU QUESTO LINK E ASCOLTATE IL SUO DISCORSO TENUTO ANNI FA (2005)  ALL'UNIVERSITA' DI STANFORD, NEL QUALE RACCONTA DI SE', MA SOPRATTUTTO DONA SPERANZA  ED INCORAGGIA I GIOVANI A CREARSI UN FUTURO, PARTENDO DALLA SCELTA DI UN'ATTIVITA' CHE SI AMA. 
AGGIUNGO DI MIO: TUTTO CIO' CHE SI FA CON PASSIONE, METTENDOCI L'ANIMA, E' BEN FATTO, E' UNA VOCAZIONE.


mercoledì 5 ottobre 2011

FACCIAMO RIVIVERE LE CHIESE AFFIANCANDO I SACERDOTI: CON ENTUSIASMO|||

Vorrei aggiungere alcune considerazioni, riguardo all’articolo che ho scritto su San Francesco di Paola.
Non ho certo voluto criticare l’operato della Chiesa, ho solo espresso il mio personale desiderio di trovare maggior corrispondenza tra i cattolici, siano essi appartenenti al clero, a ordini religiosi o al mondo laico, e gli insegnamenti evangelici. Non nego che vi siano sacerdoti pieni di fede e capaci di testimoniarla, e sono altrettanto certa che gran parte dei  laici cattolici camminino sulla via del Signore, operando al  meglio, sia chiaro!
Se ai tempi del Santo calabrese c’è stata una certa caduta di tensione spirituale, ciò è sicuramente dovuto al fatto che, anzi che essere i credenti “sale per il mondo e lievito per il pane dello spirito”, si sono fatti contagiare dal mondo stesso.
Anche oggi si rischia di cadere negli stessi errori: è sempre più dilagante la secolarizzazione, la filosofia del pensiero mondano si è insinuata ovunque. Lo so che rischio di diventare noiosa, e anche pesante, ma sento che è mio dovere tener desta l’attenzione e mantener viva la fede in quanto Cristo ci ha indicato. 
Divorzi, aborto, eutanasia, sono solo alcune punte di un iceberg che sta congelando i cuori pulsanti dei credenti. La Chiesa ovviamente resta contraria a tutto questo, ma altre filosofie, più striscianti e meno appariscenti, si insinuano anche negli ambienti ecclesiali. 
Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che gli spetta. Giusto! L’ha detto il Signore! Ma noi conosciamo davvero il reale significato di questa parola di Cristo? O stiamo confondendo religione-politica-economia e quant’altro, mettendoli tutti nello stesso calderone? Dentro la Chiesa facciamo i baciapile, ci battiamo il petto coi “mea culpa” e appena usciamo ci facciamo trascinare dalla corrente del mondo? “Siate nel mondo, ma non del mondo”, sono parole che non vanno mai scordate, o non siamo autentici cristiani.
Proviamo ad essere coerenti con le nostre scelte religiose, che sono scelte di vita, non etichette incollate a caso!
Non lamentiamoci che le cose vanno male, se poi non ci rimbocchiamo le maniche per farle andar meglio! Tutto si può cambiare, si è ancora in tempo. Cominciando da noi, non aspettando che siano gli altri a fare il primo passo. 
E non andiamo in giro con musi lunghi, perché pensiamo che essere cristiani sia un impegno serio, gravoso ed impegnativo! Certo che lo è, ma diventa un giogo leggero se impariamo a sorridere. Santa Teresa d’Avila, nei suoi monasteri, inserì la “ricreazione” affinché le monache avessero modo di stare insieme, non oziando, ma leggendo qualcosa insieme o facendo qualche lavoretto di cucito.  Col cuore ridente. Ri-creazione significa ri-generazione, ovvero ritemprare le proprie forze fisiche e mentali con il riposo, che non è dormire, ma fare qualcosa di diverso dalle solite mansioni. Nelle Chiese si va per pregare, assolutamente prioritario sopra ogni altra faccenda, perché solo con l’aiuto del Signore si ottiene la forza per sopportare le avversità o per far fronte ad impegni gravosi, ma ci sono occasioni anche di svago: organizzare, per esempio, una festa, una grigliata, una lotteria o una tombola benefica.
Anche gli oratori portano un nome ormai superato: gli oratori erano luoghi dove si “orava” ovvero, si pregava. Ora si gioca, si fa comunione stando insieme, ed i momenti di preghiera diventano sempre più brevi. Ma se si sta insieme sapendo che Gesù è presente tra noi, anche mentre giochiamo una partita a pallone, o a qualche altro gioco di gruppo,  quel modo di vivere la gioia è “stare con Lui”. L’importante è non annoiarsi, perché la noia e l’ozio portano ad uno stato di disagio, il nostro spirito perde lo smalto e diventiamo opachi, dimenticando Dio ed il prossimo, e finiamo per cercare “emozioni forti” che spesso si allontanano dall’etica, dal buon vivere e dalla morale. Si finisce così col cadere in un baratro dal quale è difficile uscirne. Vivere con Cristo, seguendo il Suo esempio, è una “terapia” che - a differenza di quanti malamente intendono - porta alla vera libertà. Fare del volontariato, utilizzando le doti - talenti - che il Buon Dio ci ha donato, aiuta a dare valore alla nostra esistenza, ad arricchirla. 
Per tornare al punto di partenza, a volte ci lamentiamo che le nostre Chiese sono vuote rispetto ai tempi passati, che i sacerdoti non sono disponibili come vorremmo, e sono pochi......invece di lamentarci, perché non pensiamo che un bel po’ di colpa l’abbiamo anche noi?  Quale colpa? mi chiedete. Quella di non dare una mano ai sacerdoti, aiutandoli nella gestione della parrocchia. Ma non basta dare una mano, brontolando che tocca sempre a noi. Occorre darla con entusiasmo, e mantenerlo anche quando ci sembra che le cose non camminino secondo come vorremmo-  E dobbiamo dare fiducia ai sacerdoti, rincuorarli quando ci sembrano stanchi, affaticati e un po’ demotivati: mettiamoci nei loro panni: quante volte hanno ricevuto critiche? Tante!!! E plausi? Pochi, pochissimi! Da loro ci si aspetta molto, ma noi cosa diamo a loro? 
La terapia dell’Amore del Signore è la sola che rigeneri gli animi: dobbiamo trasmetterci fiducia reciproca, coraggio e volontà perché basta solo che qualcuno cominci a lamentarsi e a far passare un messaggio negativo, perché il malumore si allarghi a macchia d’olio e....come dicono a Milano: “i gut d’oil fan i mach” ovvero, le gocce d’olio macchiano!
Per questo sento sempre più forte la necessità di sollevare i sacerdoti dalle loro fatiche, spesso portate su fragili e solitarie spalle, rinnovando quotidianamente il loro ed il nostro entusiasmo alla sequela di Cristo, e pregando il Signore affinché la Sua messe sia sempre più feconda! 

martedì 4 ottobre 2011

WHO DOES WHAT?

Nel precedente articolo vi ho presentato i miei scarabocchi al al pc, ora presento una piccola galleria dei miei quadri, hobby che da qualche anno ho dovuto interrompere ma vorrei tanto riprendere in mano pennelli, matite e colori! Sopra: dipinto ad olio, a fianco: tecnica mista pastelli e china.
Sopra e a fianco : particolare di un dipinto ad olio, libera riproduzione di un preraffaellita.
Riproduzione di un dipinto di Fra Galgario, raffigurante il suo garzone di bottega, tecnica con pastelli ad olio. A destra: ballerina di danza classica mentre allaccia le scarpine con le punte, disegno a matita, proprio quello che si usa a scuola!
Consiglio vivamente di dilettarsi con matite, pennelli e colori: è rilassante, creativo e se l'opera è ben riuscita, arreda anche una parete di casa!!!! Qui sotto, le opere originali rispettivamente di Fra Galgario (ritratto del ragazzo di bottega)
e quindi: Arthut Hughes (preraffaellita) April Love.
I colori dell'abito della fanciulla usati da me, sono gli stessi dell'originale, solo che lo scatto fotografico col flash li ha alterati, azzurrandoli. E' evidente che le mie copie non sono dei falsi autentici, altrimenti sarebbero perfettamente identiche agli originali. Ho voluto differenziarli quel tanto che basta perché si comprenda che non sono che copie di una dilettante! Per fare un esempio, il dipinto di Hughes fa intravedere l'innamorato, mentre nel mio la fanciulla è sola, e quest'ultimo che ho pubblicato è solo un particolare dell'intero dipinto. Anche il volto del fanciullo apprendista pittore non è conforme all'originale, ho voluto esprimerlo a modo mio. Analizzare un quadro d'autore, per esplorarne la tecnica pittorica, la miscela dei colori, i giochi di chiaro-scuro, le proporzioni, le trasparenze....e riprodurle è un modo concreto per meglio conoscere i grandi artisti, comprendere la difficoltà di certi passaggi, memorizzare l'opera nei particolari e....concedersi un sano svago nel tempo libero!

WHO'S IS WHO?


DOPO OLTRE DUE ANNI CHE GESTISCO QUESTO BLOG
MI SEMBRA GIUSTO MOSTRARVI  IL MIO VOLTO 
HO ELABORATO L'IMMAGINE CON EFFETTI SPECIALI, MA NON HO MODIFICATO I MIEI LINEAMENTI, AVEVO SOLO VOGLIA DI SORRIDERE A TUTTI VOI, E LO FACCIO CON QUESTA FOTO CHE HA SCATTATO MIO FIGLIO DUE  MESI FA. POICHE' MI DIVERTO A "GIOCARE" CON FLARE, ECCO IL RISULTATO!
ALLO STESSO MODO ELABORO DISEGNI CHE HO REALIZZATO CON PAINT O CON SKETCH BOOK EXPRESS. NE PUBBLICO ALCUNI ESEMPI. SONO TUTTI TRACCIATI CON IL MOUSE E QUINDI POTETE IMMAGINARE ANCHE LE DIFFICOLTA' CON CUI HO DOVUTO COMBATTERE!! PERO' SONO ABBASTANZA SODDISFATTA DEL RISULTATO. ECCO, ANCHE LA MIA PASSIONE PER LA PITTURA (NON QUELLA DELLE PARETI DI CASA, TROPPO COMPLICATA E FATICOSA PER ME!!!) FA PARTE DI ME.
UN ABBRACCIO FORMATO PARADISO!

lunedì 3 ottobre 2011

ANGELO CUSTODE DEI BAMBINI

HO NOTATO CHE QUALCUNO CERCAVA SUL MIO SITO DELLE IMMAGINI DA COLORARE, RIGUARDANTI L'ANGELO CUSTODE. ORA CI SONO ANGIOLETTI DI OGNI TIPO: SPIRITOSI, DIVERTENTI, NATALIZI, MA POCHE SONO LE IMMAGINI CHE RAPPRESENTINO L'ANGELO CUSTODE: NOI MAMME E NONNE, VORREMMO CHE L'ANGELO CUSTODE DEI NOSTRI PICCOLI FOSSE SEMPRE ATTENTO A LORO, QUANDO NON POSSIAMO FARLO PERSONALMENTE. CHE VEGLI SUL LORO SONNO, E CHE LI PROTEGGA DA INCIDENTI DI OGNI TIPO, E DA INCONTRI PERICOLOSI.
ALLORA HO TROVATO, NAVIGANDO IN INTERNET, QUESTE DUE BELLE IMMAGINI, LA PRIMA MODERNA, LA SECONDA DAL SAPORE UN PO' ANTICO E TENERISSIMA.
SPERO DI ESSERE STATA D'AIUTO!! FATE UN COPIA- INCOLLA E POI STAMPATE! E CHE IL VOSTRO ANGELO CUSTODE SI PRENDA SEMPRE CURA DI TUTTI VOI!!

SAN FRANCESCO DI PAOLA

Con questo Santo ho avuto tante occasioni di incontro: la mia ex-parrocchia milanese, dove ho frequentato catechismo, ricevuto la Prima Comunione e, sopratutto, dove stato celebrato il mio matrimonio. è a lui dedicata.
Quando avevamo i figli piccoli, durante una vacanza sul mare di Calabria, abbiamo visitato il santuario di Paola e ne ho ora un vago ricordo. Ma, malgrado questi incontri ravvicinati, non mi era mai nato il desiderio di approfondire la storia di questo frate dei minimi.
Recentemente, una cara amica mi ha inviato in regalo il testo di Giovanni Sole, titolato “San Francesco di Paola - il santo terribile come un leone”.
Occasione giusta per colmare una lacuna che mi trascinavo da tempo immemorabile.
Ho così compreso che, per entrare nel pensiero di un Santo, occorre conoscere il contesto storico nel quale è vissuto: sociale, politico, geografico, ecc. Ogni santo, infatti, sviluppa il pensiero religioso e spirituale secondo quanto percepisce intorno a lui. 
Francesco di Paola nacque a Paola (Cosenza) nel 1416  mentre Ferrara vide i  natali di Savonarola nel 1452, una generazione dopo, ma comunque contemporanei, considerando che la Storia, nel passato, si muoveva più lentamente di oggi. Entrambi inveivano aspramente contro il malcostume, anche quello ecclesiale, contro il decadimento della tensione spirituale: Savonarola venne messo al rogo, mentre Francesco innalzato sugli altari. Per quale motivo? Forse perché il primo predicava nelle piazze di Firenze, nelle grandi città, disturbando le coscienze sporche, mentre Francesco lo faceva nelle campagne calabre, quindi era meno “pericoloso”? Eppure Francesco non aveva peli sulla lingua, non era docile e mite come Francesco d’Assisi:i il santo “terribile come un leone” scriveva:
“Voltomi alli Prencipi spirituali, molto più peggiori di voi Prencipi secolari, e mondani.  O compagni di Giuda Scariota, à voi dico mali Prelati, avidissimi alla rapina, a divorare le pecorelle di Giesù Chiristo, ricomperate col suo pretioso sangue, che cura havete voi del santo ovile di Christo? Buona cura, ma di che? Di divorare,e mangiarvi li beni di Santa Chiesa non ricordandovi mai delli poveri di Giesù Christo benedetto. Non vi bastano li vostri benefitij, io dico malefitij per voi, non l’Abbatie di Monaci, ancora havete tiranneggiato ‘hospedali pigliandovi le loro entrate, e li poveri si morono di fame per li campi, e per le strade, guai a voi, guai a voi!”
Credo bene che un uomo così intransigente, potesse essere di intralcio a potenti, fossero loro uomini di Chiesa o  uomini di governo, così come lo era Savonarola, che per questa ragione venne arso vivo. L’eremo di Francesco fu oggetto di visite apostoliche, per intendere ed inquirere (erano i tempi della Santa inquisizione!).  Cautele, sospetti ed inchieste varie, ma alla fine l’atteggiamento della Chiesa fu favorevole all’azione di Francesco.( Stessa storia per Santa Teresa d’Avila, tempi in cui la prudenza non era mai troppa e le inquisizioni troppo rigide e prive di carità: ndr).
Il comportamento dei Papi nei confronti di Francesco può essere compreso solo tenendo presente lo stato di crisi in cui viveva la Chiesa. Molte sedi vescovili della Calabria erano dirette da prelati disorientati, demotivati o, peggio ancora, corrotti e quella grande rete di conventi che era stata costruita in passato, era in declino. I monasteri non erano più luoghi di contemplazione ma dormitori, non luoghi di lavoro ma dell’ozio, non luoghi della solidarietà ma dell’egoismo. I frati venivano guardati con sospetto o disistimati dai fedeli.
Il monaco bizantino Atanasio Chalkeopoulos, al termine di una ispezione in diversi monasteri basiliani presenti nella regione, offriva un quadro drammatico della vita dei monaci: la castità non era rispettata e la loro vita era tutt’altro che evangelica. Molti, infatti, erano i monaci che avevano amanti, coinvolti in risse, implicati in affari loschi e pochi quelli che celebravano i sacramenti, curavano le chiese e seguivano il gregge.
Di fronte a questa situazione di degrado, Francesco di Paola attaccava il cenobitismo ricco e potente, criticava aspramente l’ozio di certi frati, rimproverava la caduta di tensione religiosa dei chierici.

Termino qui, consiglio la lettura del testo completo, mi sono limitata a scrivere personalmente la frase introduttiva,  poi mi sono servita di quanto scritto nel libro di Giovanni Sole( insegnante di Antropologia Religiosa presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria e Antropologia delle Religioni presso la Laurea Specialistica in Metodologia della Ricerca Antropologica sulla Contemporaneità dell’Università degli Studi di Reggio Emilia e Modena)   che va letto nella totalità.
A mio avviso, i corsi e ricorsi storici non sono leggenda ma, purtroppo, mera verità! In queste poche righe ho riscontrato alcuni parallelismi con le realtà odierne, non le voglio sottolineare, sta ai lettori ricercarle. 
Quella che invece resta sempre attuale, è la necessità di auto-esaminare la propria fede, di rivedere quotidianamente se il nostro agire ed il nostro pensiero corrisponde agli insegnamenti di Cristo o se invece ci facciamo trascinare e coinvolgere dal pensiero mondano che ha preso le distanze dagli insegnamenti evangelici, in tal caso, imitare San Francesco di Paola, e risvegliare le coscienze non sarebbe sbagliato!!!
Aggiungo un parere del tutto personale: la prima immagine che ho pubblicato, è quella di un volto del Santo, austero ma nel contempo dolce: la seconda rappresenta un Santo volitivo, severo, forte e persuasivo. Nella seconda, quindi, leggendo la vita e gli scritti di San Francesco di Paola, ritrovo un volto che meglio lo rappresenta. E' vero che l'abito non fa il monaco, e neppure il viso, ma il "leone ruggente" con una forza fisica sovrumana, colui che mette le mani e le braccia nel fuoco senza bruciarsi, è meglio rappresentato da quest'opera pittorica.
Per finire.....chissà se si alzerà presto una voce, o più voci, in grado di combattere certe tendenze che stanno prendendo piede nel mondo attuale: la caduta della spiritualità, la corruzione sempre più dilagante, i governanti che pensano solo al proprio tornaconto..? E la Chiesa che non osteggia più di tanto, e se talvolta parla, lo fa solo timidamente, in sordina, forse perché teme di perdere gli appoggi economici o forse per un falso buonismo? Chissà? 

venerdì 30 settembre 2011

FESTA DI SANTA TERESA DEL BAMBINO GESU'




AUGURI A TUTTI COLORO CHE AMANO SANTA TERESINA, IN PARTICOLARE  AL CARMELO! CHE LA SANTINA INVII UNA PROFUSIONE DI GRAZIE SU                                                                             OGNUNO DI VOI!

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi