AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

mercoledì 29 dicembre 2010

E' TUTTA QUESTIONE D'AMORE

Torno un poco sul discorso della laicità dilagante, della cristianizzazione che sta avvenendo in Europa, luogo e culla della civiltà cristiana. E ne osservo i danni. Matrimoni che non durano più, divisioni dove più di tutti sono i figli a soffrirne. Ma anche convivenze dove non è presa in considerazione l’eventualità di un’unione sancita dal matrimonio. Non dico tanto quello religioso, ma neppure quello civile. Questa instabilità delle coppie, questa mancanza di serietà nell’affrontare la formazione di una famiglia, fa perdere il senso di molte cose.
Penso sia necessario soffermarsi sul significato più intrinseco della famiglia, di cosa può davvero significare per noi, non dimenticando che la famiglia è l'insostituibile cellula della società.
Se una coppia sposata entra in crisi, deve prima cercare di recuperare la propria storia: perché ci siamo sposati? Quale è stata la ragione di tale scelta? Solo un’attrazione epidermica, o un amore profondo che ha portato alla decisione di condividere le proprie esistenze? E se c’era questo amore, perché ora ha perso la sua forza? E se da questa unione sono nati figli voluti, desiderati, perché ora non si pensa al loro bene, mettendo davanti il proprio egoismo? Ma soprattutto, perché non si può recuperare ciò che pareva perso, e ricostruire di nuovo un’unione forte e consapevole?
Penso che l’umanità si possa dividere in due categorie: coloro che vogliono amare, e coloro che lo rifiutano e scambiano per amore ciò che è semplicemente egoismo.
Per quale motivo si uccide la propria compagna e magari i figli nati da questa unione, quando la coppia scoppia? “Mi ha lasciato, non la posso perdonare, l’amo ancora e lei non mi ama più, così non l’avrà nessun altro”. Una pazzia dovuta alla mancanza di amore: se lei ti ha lasciato, tu non hai fatto nulla perché non accadesse? E se l’ami ancora tanto, perché l’hai uccisa? Per amore, dovresti esser capace anche di rinunciare, se non sai riconquistare! E i figli che colpa ne hanno se questo matrimonio è finito? Per colpire lei, hai colpito anche loro, Erode, facendo strage di innocenti!
Ovvio che se le fondamenta della famiglia crollano, anche tutta la società ne risente.
Se manca l’amore, quello che perdona, comprende, attende, pazienta, sopporta, dilaga l’indifferenza, se non l’esatto opposto dell’amore, che è odio. Ora sappiamo tutti che l’Amore viene da Dio e l’odio dal suo avversario. E la società si è fatta plagiare da quello che potrebbe passare per modernità ma che altro non è che distruzione.
“La Madonna ha davanti agli occhi la svolta epocale che l’umanità sta compiendo, rifiutando la salvezza che viene da Gesù Cristo e illudendosi di salvarsi da sola con i suoi propri mezzi. Le forze anticristiche dilagano nel mondo contemporaneo, proponendo un’autosalvezza – sotto la forma di un’impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi al prezzo dell’apostasia dalla verità” (Catechismo C.C. 675). Benedetto XVI non esita al riguardo a mettere il dito sulla piaga, affermando che l’uomo moderno pretende di essere dio al posto di Dio. “la massima impostura religiosa – continua il nuovo Catechismo – è quella dell’anticristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica sé stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne”.
Il rifiuto di Cristo, iniziato in Occidente durante il XVII secolo, che ha alimentato una serie impressionante di correnti anticristiane, si va così risolvendo nell’impostura anticristica per eccellenza. Essa consiste nella volontà orgogliosa dell’uomo, di fare a meno di Dio, anzi di essere dio al posto di Dio, in modo tale da essere l’unico padrone del mondo. Questa perversione di carattere spirituale sta portando l’umanità sull’orlo della catastrofe, in quanto è satana e non l’uomo il principe di un mondo incredulo e ribelle.”
Sono le parole di chiusura del libro di Padre Livio Fanzaga titolato “ Profezie sull’anticristo” e queste profezie si stanno drammaticamente verificando: il disfacimento delle famiglie, il disprezzo della vita nelle varie forme in cui si manifesta: aborti, eutanasie, manipolazioni genetiche, omicidi efferati, infanticidi, stupri e violenze inaudite, guerre, genocidi, popolazioni portate alla fame perché il bene mio viene prima del bene tuo. L’elenco potrebbe allungarsi, ma mi fermo qui. Ho puntato sulla famiglia, perché se si recupera il vero senso della stessa, poco alla volta si mettono a posto tutte le tessere del mosaico della nostra civiltà che – a mio avviso – tanto civile non è, viste le manifestazioni che tutto dimostrano meno che un buon grado di civiltà. Ci stiamo sgretolando perché manca il mastice che tiene unite le persone tra loro: l’Amore!! E l’amore manca perché non è alimentato dalla Parola del Figlio, Voce del Padre! Riconvertiamoci, e il nostro pianeta, con i suoi abitanti, riprenderà a splendere della Luce di quel Dio d’Amore che ci ha voluti per poterci amare, e che noi stiamo rifiutando non per nostra scelta, ma per opera del diffusore di menzogne, che è il nemico giurato del nostro Creatore e Salvatore!
Preghiamo la Vergine, Madre di Dio e Madre nostra, affinché ci aiuti a recuperare il nostro rapporto col Figlio e col Padre, e preghiamo per quelli che hanno preso le distanze dal Padre, affinché si riavvicinino a Lui, sempre disposto ad accogliere tutti noi, come ha accolto il figlio ribelle. Se ascoltate le parole del canto “Il figliol prodigo” che ho precedentemente pubblicato, capirete quanto è grande l’Amore di Dio!!! E quanto la Sacra Famiglia sia l'esempio più forte cui appellarsi.

lunedì 27 dicembre 2010

giovedì 23 dicembre 2010

buon Natale

Buon Natale a tutti voi che mi leggete. Spero di avervi donato in questo 2010 qualche spunto di riflessione così come momenti di svago su temi d'arte. Di cuore ringrazio voi che mi seguite, con l'augurio che la benedizione del Signore scenda copiosa su di voi e sui vostri cari. Danila

mercoledì 22 dicembre 2010

LA NOSTRA VITA SCORRE COME UN RUSCELLO

Che ci sia la neve, il sole o la pioggia, il caldo o il freddo non ha importanza, 
ciò che ci serve è Gesù, perché solo Dio basta!

martedì 21 dicembre 2010

DIO E' VENUTO SULLA TERRA PER SALVARCI - SALVIAMO LUI DALLA DILAGANTE APOSTASIA

Quanto sta accadendo in questi ultimi decenni è preoccupante. Dilaga una certa apostasia, l’uomo non vuole “dipendere” da Dio, e si allontana da Lui. Va di moda il self made man, ma non inteso come l’uomo che si è fatto da sé, costruendo il suo futuro di studio, lavorativo, e familiare, ma proprio nella concezione più intrinseca dell’espressione: l’uomo si sta convincendo che Dio non c’entra nulla con la personale esistenza. Non ha bisogno di Lui, perché si reputa autosufficiente.
Questo è un lavoro ai fianchi da parte di Satana, del mysterium iniquitatis che opera con un costante lavaggio del cervello nell’umanità, per togliere a Cristo i suoi amici, e portarli lentamente ma inesorabilmente a lui. La superbia umana a volte rasenta il ridicolo: l’uomo che prende le distanze dal Creatore, convinto che la sua nascita non dipenda da un disegno divino, ma dovuta al caso, ad una combinazione della natura che nel suo corso, ha modellato l'uomo. E invece non si accorge che questo suo pensiero non gli viene dalla sua mente, ma si è infiltrato attraverso una menzogna diabolica. Il nemico di Dio non è l’uomo - la sua natura è quella di figlio –  è l’angelo ribelle, colui che non ha accettato di dover ubbidire al suo Creatore, ed è stato scacciato dal Paradiso. Orbene, ne ho sentito abbastanza di eresie, negli ultimi anni, anche da parte di molti sacerdoti, eresie che vengono da un’elaborazione personale – e forse anche da una corrente che spiffera da più parti (per favore, chiudete subito la porta!) secondo la quale gli angeli e i demoni sono allegorie per spiegare il bene e il male che albergano nella psiche umana, e che spesso sono in conflitto tra loro.   Insomma, pare che, secondo un certo pensiero pseudo - teologico,se non addirittura ateo, tutto il sapere profetico contenuto nella Bibbia, sia parto di pura fantasia: in questo contesto, pare ovvio che la scienza ha dato un nome e un’origine a tutto! La psicologia ha scavato nei meandri della mente umana, rivelando i motivi di certi comportamenti, motivi che, a suo dire, nulla hanno a che fare con l’influsso dei puri spiriti, siano essi maligni che angelici.
Bene, lasciamo dire a coloro che non hanno conosciuto Cristo, quello che vogliono – rispetto pur sempre il libero arbitrio – ma noi cristiani cattolici non dobbiamo crearci una religione a nostro piacimento. Gesù Cristo, da quanto riportato nei Vangeli, ha avuto a che fare con satana proprio durante le tentazioni a cui lui stesso è stato sottoposto, ha scacciato i demoni dagli indemoniati, e i demoni, uscendo dal corpo nel quale erano entrati, hanno gridato al Signore: tu sei il Figlio di Dio. Loro, essendo stati presso il Creatore fin dall’inizio, ben sapevano chi fosse realmente Gesù e, per questa ragione, vogliono combatterlo. Non sazi – i demoni – di conquistare l’uomo mondano, hanno voluto penetrare nella Chiesa, e cercano di insidiarne le fondamenta, vuoi con calunnie che arrecano sfiducia, vuoi con comportamenti da parte del clero che non sono conformi alla volontà di Cristo. Ma ancor peggio, insinuando nella mente di alcuni sacerdoti, che Dio, bontà infinita e grandemente misericordioso, perdonerà ogni male, anzi, l’ha già perdonato con la Redenzione della Croce. Troppo comodo!!! Così si imposta una vita piena di errori, e si pensa di ottenere il Paradiso perché Dio Padre, nella sua infinita misericordia, non può aver voluto l’inferno!
Bei discorsi, certo Dio è bontà infinita, ma è anche giudice equo. E non sarebbe un giudice equo, se aprisse le porte del Paradiso anche a coloro che lo hanno rifiutato, vilipeso, bestemmiato, odiato. Gesù ha detto che siederà alla destra del Padre, per giudicare i vivi ed i morti, e il suo Regno non avrà fine. E Gesù è verità! Per me questo basta e avanza.
Stiamo facendo del Cristianesimo un compendio di tante filosofie, depennando sacramenti e comandamenti a nostro piacere, ritagliandolo a nostra immagine e somiglianza, invece che in quella di Cristo. E la Chiesa?  Quanti sostengono che credono, ma a prescindere dalla Chiesa, dal Papa, dai Vescovi e dal Clero, dalla partecipazione alla Messa domenicale e dall’accostarsi ai sacramenti? Troppi, a mio avviso! Ma non sanno che Cristo è il Capo Supremo della Chiesa, e che le due entità sono indivisibili?
Come mai tutti questi dubbi, queste discrepanze, queste defezioni riguardo la propria cristianità?
Chi credete che le abbia insinuate, se non l’antico serpente che oggi più che mai agisce nel mondo cattolico, corrompendolo? Come mai anche i cattolici si trovano d’accordo sul divorzio (ovviamente solo in gravi casi, questa la scusa per difendere il loro punto di vista), sull’aborto (se il feto è gravemente compromesso, se il bambino nascerà con gravi malformazioni….), sul matrimonio per i sacerdoti (altrimenti ne possono combinare di peggio, come azioni di pedofilia), e via di questo passo. Ho messo tra parentesi le giustificazioni più comunemente usate, ma che sono l’anticamera di una accettazione che col tempo si potrebbe ampliare e consolidare. Stiamo perdendo il senso vero della vita, non solo del nostro essere cristiani cattolici!
Stiamo andando verso un baratro senza fine, perdiamo di vista i valori più autentici che il cristianesimo ha sempre salvaguardato,  che sono valori etici, validi anche per chi non è cristiano. Mi viene in mente un esempio che meglio non potrebbe calzare: quando il petrolio fuoriesce da una nave cisterna, o da una piattaforma petrolifera, la sua macchia lentamente si diffonde sulla superficie del mare, e tutto quello che tocca, annerisce e contamina, quando non muore. La Chiesa – clero e laici – deve essere nel mondo, ma non appartenere al mondo, invece pare che ora stia accadendo il contrario: la chiesa si fa contaminare dal mondo, e sempre più i meccanismi mondani intaccano pensieri ed atteggiamenti dentro la Chiesa stessa.
Satana, come una serpe velenosa, sta avvelenando l’umanità esattamente come una perdita di greggio avvelena l’acqua e le coste.
“La falsificazione della verità, che è venuta a porre la sua tenda in mezzo a noi, è dunque una delle caratteristiche salienti del tempo tra la prima e la seconda venuta del Signore. Essa avrà momenti drammatici,come quando “abominio della desolazione, di cui parlò il Profeta Daniele, starà nel luogo santo”. Essendo la distruzione di Gerusalemme anticipo della prova finale, Gesù intende metterci in guardia che, prima della sua seconda venuta, il seduttore infernale, mediante l’attività dei falsi cristi (il potere) e dei falsi profeti (le ideologie), cercherà di sviare i credenti, fino a farli apostatare dalla verità. In questa luce vanno lette le parole di Gesù, riportate dall’evangelista Luca: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (18,8). Non vi è dubbio che le parole di Gesù alludano a quella impostura religiosa “che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia della verità”(catechismo C.C.675).”
Ho riportato un brano tratto dal libro Profezie sull’anticristo di Padre Livio Fanzaga, sacerdote che se da un lato è guardato come un “profeta di sventure”, un pessimista che agita gli animi, dall’altro è visto come un grande ricercatore di verità, un sacerdote che interiorizza le Sacre Scritture in toto, non prendendone solo la parte che più piace e consola.
Da tempo gli uomini di chiesa, siano essi clero che laici, ammorbidiscono il Vangelo, fanno passare Gesù SOLO come il Dio misericordioso, che tutto perdona, tralasciando la parte del Vangelo dove Lui dice chiaramente che tornerà per giudicare i vivi ed i morti. Allora, cosa recitiamo il Credo a fare, durante la Celebrazione Eucaristica, se poi allontaniamo dai nostri pensieri la certezza di essere giudicati? Stiamo impastando la buona farina di grano (la verità di Cristo) con la gramigna che, pur essendo una pianta appartenente alle graminacee e avente proprietà medicinali, nulla ha a che vedere con il buon grano per cuocere il pane. (provate a mescolare la gramigna nel pane, e dovrete correre in bagno con forti mal di pancia!!!). Il male peggiore è proprio quello che si infiltra gradatamente nel pensiero dell’uomo, fino a convincerlo che ciò che pensa sia giusto.
Se vogliamo davvero seguire Cristo, dobbiamo grattar via tutte le scorie del pensiero mondano, oggi più che mai lontano dalla fede e da Dio.
Non mi sono messa sul pulpito per sparare sentenze a coloro che mi leggono, sono semplici riflessioni che sto facendo, analizzando prima di tutto me stessa, nel mio rapporto con la fede cattolica, e con il grado di amore che porto a Dio. Sempre pochino, rispetto all’immenso Amore che Lui ha per me e per ognuno di noi!
Che il Natale di Gesù riaccenda in noi il vero senso dell’Incarnazione, della venuta sulla Terra di un Dio che ci ama!
 Lui è la Luce che rischiara il nostro cammino e solo Lui la nostra salvezza. Prendiamo le distanze da quanto ci propinano i mass-media, le correnti ideologiche che inneggiano alla sovranità dell'uomo sul mondo e testimoniamo la Verità affinché non ci si accontenti di questa vita terrena, ma si punti all'eternità dove potremo incontrare e amare questo Bambino Gesù che a giorni arriva a ricordarci quanto ci ha amati e ci ama!!!

domenica 19 dicembre 2010

E' ARRIVATO NATALE!


Abbiamo parlato dell’Avvento come un periodo di attesa. Si attende la nascita di Gesù. Per i bambini, attendere il Natale è aspettarsi dei doni accanto al Presepe, o sotto l’abete. E può capitare che Gesù Bambino o Babbo Natale (Santa Klaus) non accolgano le aspettative dei piccoli. Il dono a volte non è quello sperato. Ma ancor più deludente è che l’ansia dell’attesa si esaurisce con il regalo stesso. Oramai che il desiderio è soddisfatto, il regalo ha perso parte della sua attrattiva. In effetti, la speranza, l’attesa, entusiasmano più della conquista, del traguardo. Tengono con il fiato sospeso, come le luminarie appese lungo le vie, e che possono cadere, come è successo in Galleria a Milano, ferendo una passante.  Questo perché si sta parlando di cose materiali, di cose deperibili, insomma….di cose e basta!!!
Molto diversa l’Attesa di un Dio che si fa bambino, che nasce per noi. Lui non delude mai! Lui è tutto ciò che potremmo desiderare e non perde mai il fascino che emana. E’ Dono che si rinnova ogni giorno, che cammina con noi e non ci abbandona mai. Non è un gioco che si può rompere, un un libro di fiabe che, una volta letto, perde d’interesse. E’ un Amico che ci accompagna e non impone con forza o capricci il suo volere: suggerisce con dolcezza, ci corregge con amore, e per quanto tradiamo la Sua fiducia ogni giorno, è sempre pronto a perdonarci e ad accoglierci tra le Sue braccia amorevoli. Un Amico che ci aspetta, che non forza la nostra volontà, sapendo che il libero arbitrio dell’uomo è sacro, ma nel contempo sa che non possiamo fare a meno di Lui. E allora non siamo più noi ad attenderlo, è Lui che attende noi. Siamo noi il dono che Egli aspetta nel Suo Presepe: attende che gli diciamo la nostra amicizia, il nostro amore. Gesù non vuole oro, non desidera incenso, e non si attende mirra: vuole solo che riponiamo la nostra illimitata fiducia in Lui e che gli affidiamo cuore e anima affinché lui le possa plasmare, a totale immagine del Padre.
Si, lasciatemi porre un paragone: ai bimbi si regala la plastilina, quella che comunemente si chiama Pongo, o DiDo, affinché si divertano, con le loro piccole mani, a creare ciò che la loro fantasia elabora. A Dio doniamo senza riserve la nostra anima, il nostro cuore, affinché Lui ne faccia ciò che crede. Ma sappiamo che ciò che abbiamo messo nelle Sue mani – la nostra stessa esistenza – sarà trattato con cura, plasmato nel migliore dei modi, e trasformato in qualcosa di splendente che non apparterrà a noi solamente ma che, con il tocco di Dio, sarà di tutti quanti. Certo, perché un cuore che si affida totalmente al Signore, è un cuore che sa donarsi ai fratelli. Proprio come ha fatto Gesù, che non è venuto al mondo per sé stesso, ma per tutta l’umanità. Ebbene, come si fa a non amare questo Bambino che nasce per noi, che si è donato fino alla Croce per noi? Me lo chiedo ogni mattina, appena sveglia, e allora la mia anima, anche se devo ammettere che  non si allarga mai abbastanza per accoglierlo tutto, gli grida “grazie”, grazie Signore per avermi dato la Vita, la Speranza, la Fede e ti prego, dammi ogni giorno la Carità affinché veda nel mio prossimo la Tua presenza, ed impari ad amare come hai amato tu!

sabato 18 dicembre 2010

PENSIERINO PER IL NATALE 2010





 
 Pensierino per il Natale 2010

Stavo pensando al canto degli Angeli presso la grotta di Betlemme che tutti conosciamo, Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Ma pensate, un bambino nasce in una stalla, magari anche ben ripulita, ma presenti un paio di animali. Gli Angeli chiamano i pastori, che non erano considerati cattiva gente, ma certo puzzavano dei loro greggi e si portavano addosso qualche parassita: per questo erano tenuti lontano, nessuno li avvicinava volentieri.
E mi chiedevo, ma allora dove è, dove si manifesta questa gloria di Dio che gli Angeli cantano? L’ambiente ed i personaggi parlano di tutto, fuorché di gloria!

In questi giorno si parla di S. Carlo, nei 400 anni dalla canonizzazione: è nato vicino a Saronno, ma in tutta fretta venne portato nel castello Borromeo, perché la nobiltà della famiglia esigeva che non nascesse in una casa qualunque! 

Per capire, bisogna fare un salto di 30 anni nella vita di Gesù, alle nozze di Cana, racconto che Giovanni termina con una frase sibillina, I discepoli videro la sua gloria e credettero in Lui. Ma cosa hanno visto di così essenziale, se la bella figura per l’ottimo vino la fa lo sposo, mentre nessuno nota quanto ha fatto Gesù?

Vedete, per mangiare basta il pane, ma per fare festa il pane non basta, occorre il vino e Maria si era accorta che tra i due sposi era finito il vino, cioè la “festa”, non erano più felici. Ecco cosa hanno visto i discepoli, Gesù che ritorna ai due sposi la “festa”, la felicità, il miracolo sta in questi termini, più che nei vasi ricolmi di ottimo vino!

In quella stalla dunque vediamo il primo atto della vicenda umana del Figlio di Dio che si fa uomo per ritornare agli uomini l’iniziale felicità perduta col peccato.
È per questo che gli Angeli cantano la gloria di Dio, ed è per questo che noi tutti gli anni ricordiamo con una grande Festa quel canto gioioso.

Mi solletica una considerazione, il Cristianesimo non è semplicemente una filosofia di vita, o una serie di regole atte a raggiungere la felicità, ma è un AVVENIMENTO, un FATTO: il Dio unico che si fa uomo per vivere vicino a noi, nella nostra casa.

Poi una parola per la seconda parte del canto degli Angeli, in cui sembra che la pace sia riservata a persone particolari, di buona volontà: qui la traduzione corrente non è perfetta, il buon volere non è degli uomini, ma di Dio: la pace viene dall’amicizia di Dio verso gli uomini ed è quindi per tutti gli uomini AMATI da Dio!

E noi Cristiani dobbiamo essere segno e testimonianza della sua Gloria, Amore per gli uomini, che riempie cielo e terra, cioè tutto, tutto l’universo e tutta la nostra vita, e che porta in dono la Pace vera e la Festa in questo mondo tanto triste.
RICEVUTO QUESTI AUGURI NATALIZI DAL CARO AMICO SANDRO, E LI HO TROVATI COSI' PARTICOLARI, CHE HO VOLUTO CONDIVIDERLI CON CON VOI.

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi