AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

domenica 31 gennaio 2010

FESTA DELLA FAMIGLIA: La mia famiglia è anche il Carmelo!



Alcuni dei Padri qui fotografati, sono stati o sono attualmente, coloro che mi hanno e mi stanno aiutando nel cammino carmelitano, umano e cristiano. Questo post vuol essere un sentito ringraziamento per quanto hanno fatto per me, contribuendo a sgrossare i miei molti difetti, ad accrescere in me l'amore per il Carmelo, a farmi maggiormente amare Maria, Nostra Madre, ma soprattutto debbo loro tutta la mia riconoscenza, per avermi accolto come una sorellina, sapendo benissimo che sono una.....rompina!!!!
Padre Massimo Dal Piaz  festeggia il compleanno, servito dal P. Priore Atanasio Comelli.
Padre Claudio Truzzi con Padre Nicola Galeno
Padre Emile Zambo, camerunese, alle sue spalle, P. Gabriele Mattavelli


FESTA DELLA FAMIGLIA: La mia famiglia è anche il Carmelo!

a

Padre Benigno Valaguzza, che mi ha fatto conoscere chi sia davvero la Vergine Maria, e quanto ancora sia presente nel mondo.
Che il Signore l'abbia sempre alla Sua destra, dove lo ha accolto.
Voglio ricordare entrambi, poiché molto hanno fatto per la mia crescita spirituale, che Dio li abbia in Gloria!






Padre Cristoforo Colombo, che è stato Primo Confessore nel Duomo di Milano, ed esorcista, e che mi ha rafforzato il senso della carità, il senso della famiglia e per il quale ho avuto un affetto filiale. Ora si trova tra le schiere dei beati.            
Per il momento, ricordo questi Padri che, pur essendo saliti in Cielo, non mi hanno mai lasciata sola, sia con il loro aiuto dal Cielo, che facendomi affiancare da altri Padri, che ricorderò in altro post essendo, per mia fortuna, ancora in  vita!!!
A tutti un grazie di cuore dalla vostra sorellina Dani ocds

L' ANIMA



San Giovanni della Croce, ha definito - in un certo senso, l'anima come l'innamorata di Dio.
Questo accade, quando si è già colmi di fede, di amore per il Signore.
Ma cosa succede a quelle anime che sono ancora in ricerca, che hanno perso i contatti con il Padre?
Ecco, ho in qualche modo trovato la risposta in questo quadro di Lowell Birge Harrison.
Osservando non solo si impara ad ammirare l'arte, o la natura, ma anche ad ascoltare ciò che la stessa ci trasmette nel più profondo. Questo quadro titolato "novembre", rappresenta una dolce ragazza che passeggia in quello che mi pare un boschetto di betulle. Il terreno è ricoperto di foglie secche, i rami degli arbusti sono spogli. Anche i colori hanno quella patina tipica dei mesi dove il sole compare poco, e se splende nel cielo, la sua luce è biancastra e mitiga i colori circostanti. Lowell è riuscito a carpire ogni cosa: immagini, situazione, colori, clima, ma soprattutto quel senso di solitudine, di privazione. Per lo meno, questa è la sensazione che ne ho ricavato. Foglie morte, alberi spogli, colori spenti, donna che si trova sola.

sabato 30 gennaio 2010

MESSAGGIO

 


Messaggio

Oh, mio Signore! incredula in questo giorno,
assisto a questo estasiante  paesaggio,
guardo e penso
mi sembra un presagio.

Penso a te di fronte a tanta bellezza
e ti ringrazio per manifestarti
con tanta fermezza.

Approfitto per parlarti e mentre lo faccio,
sento un’emozione che si impadronisce di me,
Oh, mio Signore,ti prego rimani in me!.

Rapita dalla bellezza di questo paesaggio,
mi allontano e ti ringrazio, Dio mio,
per questo messaggio.


Mensaje

Dios mio, incrédula estoy en este dìa,
ante a éste estasiante paisaje,
observo y pienso
al significado de éste mensaje.

Pensando en ti,  antes  ésta bellezza,
te agradezco  por manifestarte
con ésta firmeza.


Te hablo y mientras lo hago
siento una  emociòn que se adueña de mi,
Ah! Dios mio, te ruego no te alejes de mi,

Capturada por la bellezza de este paisaje,
me alejo  y te agradezco, Dio mio,
por éste mensaje.


Nelly Irene Zita Garcìa
23.01.2010




MESSAGGIO

(Parafrasi da Nelly Irene Z. G.)

O mio Signor, estatica mi vedi
dinanzi allo splendor del paesaggio
che più contemplo e più mi par presagio...

Non posso non pensar a te dinanzi
a simile beltà, che m’innamora
e fa nel cor un canto zampillare...


Diventa un’occasione per parlarti
e mentre l’emozione mi conquista
ti prego con ardore di restare...

Mi debbo allontare con rimpianto
dal paesaggio, eppure ti son grata
per questo tuo fulgido messaggio!

(Ferrara 29-1-2010), P. Nicola Galeno




E' un omaggio a due persone che mi sono particolarmente care: Nelly Irene Zita Garcia, e Padre Antonio Galeno Ocd
Penso sempre a quanto la natura possa colpire la sensibilità umana, e come questa, affascinata dalla sua bellezza, non possa far altro che ringraziare e lodare il Signore, per averla creata!
Tutto quanto il Creato, donne ed uomini compresi, sono un dono gratuito del Signore, ed io ringrazio ancora una volta Colui che mi ha fatto dono della conoscenza e conseguente fraterna amicizia di Irene e Padre Nicola Galeno 
Carmelitano Scalzo
       


L'ARTISTA

The schell: gift of the sea – gift of God     -      L'Artista è Dio Creatore  
Harpa_ventricosa.jpg

Può sembrare strano che un animale dal corpo in apparenza molle, possa costruirsi un astuccio così resistente e perfetto nel quale rinchiudersi. Ancor più strano che la Natura,  nel concepire il rivestimento protettivo del mollusco, abbia anticipato gli elementi architettonici cui l’Uomo è giunto solo attraverso millenni di studio: l’arco, la volta, la spirale, la nicchia. L’arte decorativa non appartiene dunque alla più alta intelligenza animale. Prendiamo in mano questa conchiglia, Harpa Mayor Roeding (harpa ventricosa lamarck) che si trova nell’Indo-Pacifico fino alle isole Ryukyu., riflettiamo sul fatto che è stata prodotta da un mollusco gasteropode, simile ad una lumaca, e sulla sua bella casa, elegante e comoda, nella quale si protegge dall’assalto dei predatori. Come può un essere vivente inferiore, conoscere l’edilizia in modo tanto sapiente? Come può produrre colori tanto delicati, in varie sfumature,  e disegnare arabeschi che si ripetono con assoluta precisione su ogni spira successiva? Appurato scientificamente che il cervello di un animaletto quale la lumaca di mare è pressocchè inesistente, viene consequenziale chiedersi chi sia l’ingegnere che ha programmato una simile macchina da decoro. L’uomo? Può forse l’uomo insegnare ad una lumaca a costruirsi  il suo guscio? Può forse l’uomo insegnare ad un’ape a produrre il miele? Può forse l’uomo insegnare alla termite ad innalzare un termitaio che può raggiungere i 5/6 metri in altezza? O ad un baco da seta filare il bozzolo? Chi ha programmato questi esseri viventi a produrre tali meraviglie? Non so te, ma io ho una sola risposta. Se qualcuno dovesse dubitare ancora dell’esistenza di Dio Creatore, privilegiando l’io distruttore, prendi questa conchiglia, mettila nella sua mano e digli:
fanne tu una uguale!
In Natura abbiamo innumerevoli prove dell’esistenza e della presenza di Dio, eppure l’egocentrismo, l’orgoglio, la superbia e la vanità dell’uomo impediscono di vederle, o si rifiutano di osservarle e danno una valutazione insipiente: “e’ la natura”, evitando di chiedersi da dove provenga la Natura stessa. Dio è dentro tutte le cose create, anche questa conchiglia, piuttosto rara, è una delle meraviglie del Creato, e un dono Che Dio ci elargisce attraverso l’oceano della Sua immensa bontà.

Una piccola meraviglia della natura (osserva le sue spire simmetriche, gli archi disegnati con maestria, i colori delicati, le spirali perfettamente concentriche) e troverai in una cosa tanto piccola la grandiosa opera del Signore.

venerdì 29 gennaio 2010

GENITORI E FIGLI SANTI (Ancora possibile ai nostri giorni?)

 CONIUGI MARTIN E LA LORO FIGLIA TERESA DEL BAMBINO GESU’ 
                            Genitori  e figli santi:  ancora possibile ai nostri giorni?                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      

                                                      C’è un’usanza che recita: “tale padre, tale figlio”. Nulla di meno vero, poiché non è detto che un figlio che “sbanda” sia il risultato di una cattiva educazione da parte dei genitori. Così come per l’esatto contrario: un figlio responsabile come risultato di genitori disattenti.
Però, di regola, se il seminato è buono, i frutti non si discostano troppo dalla pianta che li ha prodotti!!
Famiglia esemplare quella dei coniugi Luigi e Zelia Martin, che hanno saputo trasmettere alle figlie l’amore tra loro e verso il Signore!!
So già che penserete: “ma quelli erano altri tempi, il rapporto tra genitori e figli, da allora è notevolmente cambiato!”. Sono pienamente d’accordo: oggi il contesto sociale, la scuola, i luoghi di lavoro, tutto gioca a sfavore di chi vuole educare cristianamente i propri figli.
Devono lottare contro una lunga serie di situazioni che si oppongono alla religione cattolica. I mass-media, le attrazioni mondane, e quant’altro, attirano i figli verso uno stile di vita che si discosta da quello che insegna il Vangelo. E i genitori che desiderano educare i propri figli alla Fede, si trovano spiazzati da una concorrenza che propone altre più facili vie.
Per questo l’esempio dei coniugi Martin è più che mai importante anche ai nostri giorni.
La famiglia è il cuore dell’umanità: se si sfascia attraverso la divisione tra coniugi, o tra genitori e figli, la stessa società di disgrega. Essere santi non significa agire in modo straordinario, ma vivere il quotidiano nelle azioni semplici di ogni giorno, avendo davanti a sé l’immagine della  Famiglia di Betlemme e di tutte quelle famiglie, come i Martin, che  lodano il Signore per i doni ricevuti, e anche per le sofferenze che avvicinano alla Croce.
A questo proposito voglio riportare un passo tratto dal libro “Incomparabili genitori” scritto da Maria Celina Martin, sorella di Teresina, nel quale parla della madre Zelia e dello zio.

-         Quando suo fratello terminava gli studi a Parigi, volendo orientare il suo avvenire, ella cerca di guidarlo nella scelta di una sposa e gli rivolge questi rimproveri e questi consigli: “Tu non consideri che cose frivole: la bellezza,la fortuna, senza preoccuparti delle qualità che fanno la felicità di un marito, o dei difetti che cagionano la sua desolazione e la sua rovina. Tu sai che tutto ciò che brilla non è oro; l’essenziale è di cercare una vera donna di casa, che non abbia paura di insudiciarsi le mani lavorando e che non le piaccia la toeletta se non come deve piacere, che sappia educare i suoi figli al lavoro e alla pietà” lettera del 16 gennaio 1876” _

giovedì 28 gennaio 2010

COMUNIONE SPIRITUALE E COMUNIONE IDEALE




Dietrich Bonhoeffer
(1906-1945)

Condannato dal nazismo e impiccato il 9 aprile 1945 a 39 anni nel campo di concentra­mento di Flos­senbürg, Dietrich Bonhoeffer fu un costante animatore della “Chiesa confessante” di Germania. Fu pastore e te­ologo; la sua riflessione etica e soprattutto la sua visione cristologica esercitano oggi un influsso considerevole sul pensiero cristiano.




[Comunione spirituale e comunione ideale][1]


In moltissimi casi un’intera comunità cristiana si è dissolta, in quanto si fondava su un ideale. E spesso è proprio il cristiano rigoroso, che entra per la prima volta in una comunione di vita cristiana, a portarsi dietro un’idea ben precisa del vivere insieme tra cristiani, e a cercare di realizzarla. Ed è poi la grazia di Dio che fa rapidamente svanire simili sogni. Dobbiamo cadere in preda a una grande delusione circa gli altri, i cristiani in genere e, se va bene, anche circa noi stessi, e a questo punto Dio ci farà conoscere la forma autentica della comunione cristiana. È la pura grazia di Dio a non permettere che viviamo nell’ideale, nemmeno per poche settimane, che ci abbandoniamo a quelle gratificanti esperienze e a quella felice esaltazione che ci sopraggiungono come un’ebbrezza. Dio infatti non è un Dio delle emozioni dell’animo, ma un Dio della verità. La comunità comincia ad essere ciò che dev’essere davanti a Dio solo quando incorre nella grande delusione, con tutti gli aspetti spiacevoli e negativi che vi sono connessi; solo a quel punto comincia a comprendere nella fede la promessa che le è stata data. È un vantaggio per tutti che questa ora della delusione circa gli individui e la comunità sopraggiunga quanto prima. Ma una comunione incapace di sopportare e di sopravvivere a tale delusione, per il fatto di dipendere dall’ideale, con la perdita di questo perde anche la promessa di una stabile esistenza che è data alla comunione cristiana, e quindi prima o poi per forza va in rovina. Qualsiasi ideale umano, immesso nella comunione cristiana, ne impedisce l’autentica realizzazione, e deve esser distrutto perché possa vivere la comunione vera. Chi ama il proprio sogno di comunione cristiana più della comunione cristiana effettiva, è destinato ad essere un elemento distruttore di ogni comunione cristiana, anche se è personalmente sincero, serio e pieno di abnegazione.

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi