AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

EDIZIONI PER VOI

Edizioni per voi: da leggere direttamente.
Alla destra della home-page, potrete sfogliare:
IL PAESE DI FANTASIA, fiaba in versione digitale (E-book)
e le sillogi poetiche:
DANZANDO IN PUNTA DI PENNA (tra versi poetici)
ILLUSIONI
PATCHWORD (ritagli di strofe)
Basta cliccare sulla copertina, e si aprirà il libro digitale
Buona lettura!
Oltre a questi e-book, l'autrice Danila Oppio ha pubblicato altri libri, la cui copertina è visibile sempre alla destra della home-page.

Avviso:
la grafica è stata modificata, poiché la precedente era obsoleta, ma il blog e l'amministratore restano gli stessi!

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

lunedì 30 settembre 2013

VERSO I FESTEGGIAMENTI PER SANTA TERESINA

PUBBLICHERO', POCO ALLA VOLTA, UN DELICATO CICLO POETICO USCITO DALLA GRANDE SPIRITUALITA' DI PADRE NICOLA GALENO, IN ATTESA DELLA FESTA DI SANTA TERESINA, CHE UFFICIALMENTE CADE DOMANI, 1° OTTOBRE, MA CHE IN MOLTE PARROCCHIE CARMELITANE SI FESTEGGERA' LA PRIMA DOMENICA DI OTTOBRE






domenica 29 settembre 2013

Life Vest Inside - Kindness Boomerang - "One Day"



Ci vuole tanto poco per rendere felice qualcuno, e la gentilezza ha sempre un ritorno positivo!

giovedì 26 settembre 2013

Ciclo sulla Pasticceria Russo di Vietri sul Mare (SA)

Ciclo sulla Pasticceria Russo di Vietri sul Mare (SA)


QUANTO AROMA!  

Entrar ad occhi chiusi, sol attratti
dall’invitante aroma: questo il primo
impatto con l’ariosa cittadina...

(Montechiaro 25-9-2013), Padre Nicola Galeno





Ciclo sulla Pasticceria Russo di Vietri sul Mare (SA)


LA CHIESA SCINTILLANTE  


E’ bello, pur seduti al tavolino,
aver sotto lo sguardo le slanciate
forme della Chiesetta scintillante...

(Montechiaro 25-9-2013), Padre Nicola Galeno




Ciclo sulla Pasticceria Russo di Vietri sul Mare (SA)


POSITANO  

Si sente la spiaggetta assai felice
d’esser vegliata sempre con amore
da quella cupoletta, che rimane
della costiera l’indiscussa gemma...

(Montechiaro 25-9-2013), Padre Nicola Galeno




Ciclo sulla Pasticceria Russo di Vietri sul Mare (SA)


QUANTA PACE!   

Metropoli, non provo alcun rimpianto
tornando a questo borgo marinaro
ove col mare posso dialogare...

(Montechiaro 25-9-2013), Padre Nicola Galeno




Ciclo sulla Pasticceria Russo di Vietri sul Mare (SA)


MUSICA, MAESTRO!  

Si attende solamente del Maestro
il cenno e poi l’orchestra improvvisata
riviver fa il nostalgico passato...

(Montechiaro 25-9-2013), Padre Nicola Galeno




Ciclo sullla Pasticceria Russo di Vietri sul Mare (SA)


AFFETTO MATERNO  

Vergine, sol l’affetto tuo materno
ci volle offrire tanta protezione
nel periglioso viaggio sulla terra...

(Montechiaro 25-9-2013), Padre Nicola Galeno


mercoledì 25 settembre 2013

Quando s'incontra lo sguardo dell'altro....

Quando s’incontra lo sguardo dell’altro, cosa accade nell’intimo umano?L’Uomo cosa scopre?


Tra gli psicologi che si sono occupati dello sviluppo psico-emotivo dell’individuo possiamo trovare nomi quali Lacan, Winnicott, C. Olievenstein, S. Freud. Tra di loro c’è chi ha sottolineato l’importanza dello sguardo materno per il proprio bambino per uno sviluppo sano della personalità.
Winnicott ad esempio sostiene che la madre, guardando il proprio bambino e scorgendo in esso una persona intera, rimanda al bambino stesso questa immagine producendo nel piccolo la sensazione e la percezione di un “rispecchiamento”. Con il passar del tempo e maturata tale esperienza, il “rispecchiamento” diventa interiorizzato.

La madre consapevole della fragilità del proprio bambino e con la sua capacità di accudimento (holding), sa che suo figlio deve essere protetto, guidato, rassicurato, permettendogli così di sviluppare la fiducia nella propria madre e in chi se ne prende cura e di conseguenza nel mondo esterno.
 
Lo sguardo donato dalla madre, diventa l’ancora della propria vita che se offerto con amorevole tenerezza diviene fonte di vitalità, di forza, che a sua volta nutre l’amore che è in lui e che porta in sé, forse prima del concepimento, e tale contribuirà poi ad un’armoniosa crescita.

Quando la madre ed il bambino si scambiano gli sguardi, c’è un incontro, avviene un “ rispecchiamento”, il bambino si sente amato, identificato, in poche parole si sente riconosciuto, certo di esistere e di avere un preciso significato, di essere importante per lei, sua madre e viceversa accade per lei.

Lo sguardo diventa così una ricerca e una certezza per l’individuo. Egli ogni volta che si trova in qualunque situazione cerca lo sguardo dell’altro, per avere conferma, per avere delle sicurezze e per sentirsi riconosciuto e individuato, percependosi separato dagli altri.

La gioia suscitata da questo sguardo, dà certezza all’individuo, infonde fiducia e sollecita in lui tutte le sue risorse, e le capacità che con la vita sono state donate e delle quali è portatore.
La madre che ama il proprio bambino, lo guarda, gli sorride, incitandolo così ad avere fiducia in sé ed egli si sente portatore di capacità, di potenzialità e soprattutto di amore.
L’individuo che si sente amato per quello che è, si sente capace di affrontare qualunque situazione, non solo individualmente ma quando è necessario, insieme al suo gruppo sociale di appartenenza e/o alla sua comunità.

Quando si incontra un individuo che ha potuto fare di questo amore un tesoro, lo vedremo capace di guardar l’altro negli occhi  senza timore, aprire il proprio cuore per far entrare l’altro, diventando così il cuore una finestra dell’anima. Questo amore trasmesso dallo sguardo, prima dalla madre, e poi da chi lo circonda, diventa linfa vitale per la sopravvivenza emotiva e fisica di ciascuno.
Invece, quando non è avvenuto questo riconoscimento, questo “rispecchiamento”, questo amore non è percepito come certezza, lo sguardo non viene posato sull’altro, e l’individuo corre il rischio di sentirsi indifferenziato, confuso in mezzo agli altri, inadeguato. L’indifferenza diventa tristezza. L’uomo, così, vive un’esperienza di vuoto, di smarrimento, di perdita del vero valore di sé, per se stesso e per l’altro finché non scoprirà come superare questo empasse e  non scoprirà un amore più grande .

Oggi come oggi, la quotidianità induce costantemente l’individuo ad agire per “stare a tempo”, lo costringe a trascorrere le giornate fuori di casa, ad affidare i propri figli ad altri, anche se persone di fiducia. Capita così che pur essendo presente insieme ai figli o ai propri cari, a volte lo sguardo viene proiettato su altre cose che diventano almeno apparentemente sempre più urgenti ed importanti.
Il perseverare di questo comportamento è rischioso perché spinge inconsapevolmente, a sentire tutti travolti da quella quotidianità che ricade sull’altro immergendolo e catapultandolo nella confusività e nell’indifferenza. Tutto per non saper dare delle priorità e quindi per paura che manchi del tempo.
Questo già lo si sperimenta, ad esempio: capita che non si conosca chi abita alla porta affianco, si saluta l’altro che sale in ascensore con distacco o succede che non ci si accorge con quali vestiti esce di casa qualche componente della propria famiglia perché si è presi dall’affanno.

L’importanza dello sguardo non lo sottolineano però solo gli psicologi o studiosi del comportamento del singolo individuo o di massa, lo sguardo, è un’esperienza che per tutti diventa rilevante e sostanziale.
L’incontro di Papa Francesco con la folla, è emblematico. Il suo sguardo e il suo saluto: “Buon giorno”, rivolto dal suo balcone è come un saluto a ciascuno di noi che lo stiamo guardando.
Egli con la sua semplicità rivolge il Suo sguardo a ciascun individuo. Egli cerca “te” con lo sguardo,  sia tu credente o non credente.
Pur essendo il Capo della Chiesa, si rivolge ad ogni persona con il suo sguardo che diviene subito una dolce carezza rivolta con umiltà ed amore. Sembra che cerchi proprio “te” e chieda “a te”: “Dove sei?”, per poi con il suo sguardo sorridente, rassicurarsi e dirsi: “ Eccoti qua, ci sei!”
L’effetto che questo incontro ha sulle persone, ha la stessa valenza di quello della madre che guarda con amore negli occhi il proprio bambino, cioè di “rispecchiamento”.  Anche il Papa guarda l’altro comunicando con la certezza che egli esiste, che é importante e che in lui come persona e nel profondo del suo animo c’è una grande ricchezza, un tesoro, Gesù.
Il Papa, anche quando saluta soltanto con il suo sguardo, scuote l’anima. Egli si affaccia ed entra in ogni cuore, permettendo a ciascuno di uscire dall’anonimato e dall’indifferenza. Come a Lampedusa dove ha trasmesso a ciascuno abitante di quel piccolo lembo di terra di sentirsi riconosciuta per l’amore che porta dentro di sé, un amore pieno di carità e di accoglienza verso i profughi che per mille ragioni fuggono dalla propria terra, in cerca di una vita di speranza e dignità.
Sua Santità, con i suoi gesti, ha dato un volto a ciascuno di questi isolani e un volto a ciascuno di questi profughi. Un volto umano a tutti coloro che purtroppo, non ce l’hanno fatta a raggiungere vivi l’isola. Li ha valorizzati tutti, riconoscendo loro ciò che nessuno fino ad allora aveva mai fatto con tanta fermezza. É come se avesse detto a ciascuno di loro e alla luce del sole: “Io so che tu ci sei ed esisti”, “ Io so che sei esistito, e adesso non ci sei più, e so che hai lasciato un vuoto”. È come se avesse detto a tutti gli isolani: “Le cose che voi abitanti di Lampedusa avete fatto e state facendo, hanno un  valore morale, civile e soprattutto cristiano”, “ voi che avete ascoltato il vostro cuore di cristiani, avete servito e servite Cristo”.
Il Papa con questo suo riconoscimento, invita, incita ancora quegli isolani e non solo loro, a fare un gesto che è naturale nell’uomo, guardare l’altro, incontrare l’altro, soprattutto chi ha bisogno ed agire sentendosi più forti e convinti della propria umanità perché l’altro è un essere umano che ha un suo valore, perché  egli é Cristo.
Tale consapevolezza la viviamo ogni giorno con Papa Francesco. Ogni volta che il Pontefice si incontra con le persone si mostra attento e pieno d’amore per i suoi simili, amore che Egli traduce in gesti che strabiliano l’altro. Anche chi non é presente lo saprà, perché tutto si ripercuote con un’ eco senza fine.
In questi giorni lo abbiamo visto e toccato quasi con mano come si è comportato genuinamente nei confronti dei giovani e soprattutto di coloro che hanno partecipato alle giornate mondiali della gioventù, adulti, ragazzi, credenti, non credenti, ricchi, poveri.
Egli, ha permesso ad ogni partecipanti che si é recato in Brasile, a tutto il mondo telematicamente, a gli  abitanti di quel meraviglioso paese, di sentirsi guardato negli occhi e sentirsi abitato nel proprio cuore perché il suo gesto è amore, è “rispecchiamento”. Egli si è presentato anche dove la povertà non è solo economica ma anche morale, civile, per far rivivere con il suo sguardo la certezza di un riconoscimento, innanzitutto come esseri amorevoli quali sono portatori nel loro cuore dello stesso amore che Sua Santità vive nel proprio, insomma un “rispecchiamento” del Suo amore per Cristo, che è in loro.

L’amore del Papa non è un amore perché egli è il Papa, ma perché è l’amore di Gesù, perché Egli porta Gesù nel suo cuore. Egli fa divenire questi suoi gesti e la sua presenza un grande amore. Papa Francesco, addirittura sembra che conosca personalmente ogni fedele che saluta, e sembra di essere così felice di rivederlo che tutti gli vanno incontro per avere la certezza di essere stato visto e riconosciuto, considerato, valorizzato.
Tenendo in considerazione quanto detto sopra sull’importanza dello sguardo per gli studiosi di psicologia e sfogliando il libro più antico del mondo, la Bibbia, possiamo trovare delle affinità tra alcuni pensieri espressi da questa scienza, le parole scritte nei Vangeli e  il modo d’essere di Papa Francesco. L’importanza che l’essere umano ha per Dio, anche già prima del suo concepimento. La conoscenza inequivocabile che l’Onnipotente ha su ciascuno di noi ed il suo amore immisurabile vengono testimoniati nelle antiche scritture. Il valorizzare ciascuno di noi in quanto esseri umani, la conoscenza del cuore di ciascuno che si infiamma d’amore perché sente la presenza dell’amore trinitario, l’importanza che il prossimo ha per ogni individuo, sentirsi rispecchiati nello sguardo amorevole del prossimo.
Riflettendo sullo sguardo di Papa Francesco, sul suo modo di donarsi, i  suoi gesti, sono tutti ritracciabili ed annunciati dagli evangelisti. Egli stesso  diviene coerenza tra ciò che Egli è, e ciò che Egli rappresenta. È il suo modo di essere, Gesù, il  suo modo di comprendere la psicologia dell’essere umano. 

Aprendo il vangelo di Luca 12,7, leggiamo: “ … Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!”.
Papa Francesco, è così. Egli si rivolge a noi come se conoscesse fino al più profondo dell’anima e quello Suo sguardo di “riconoscimento” come figli di Dio, che ci dà brio, energia ci dovrebbe rendere consapevoli e farci diventare uomini più veri che guardano all’essenziale.
Sempre in Luca, nella parabola del Sammaritano, possiamo leggere come il nostro sguardo nei confronti del bisognoso sia importante. Egli, Gesù come Papa Francesco, conta su ciascuno di noi per portare avanti una missione, quella che Egli stesso ci ha dato e che noi dobbiamo saper leggere nel nostro cuore se ci fermassimo ad ascoltarlo senza perderci nell’affanno. Papa Francesco, così ha chiesto a ciascuno di quei tre milioni di giovani in Brasile di essere servitori di Cristo.
Sempre nel vangelo secondo Luca, si legge: "Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti. Ma Gesù le rispose: Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta" (Lc 10,38-42).
Il Santo Padre, come allora Gesù, ci sta invitando con il suo Pontificato a comportarci anche come Maria, ad ascoltare e comprendere le cose importanti, i veri valori della vita quotidiana che Gesù come figlio di Dio ci ha donato. Invece che essere solo presi dalla quotidianità e dagli affanni che ci portano tendenzialmente ad agire, ad essere immersi nello stress che confonde e non da tempo di distinguere anche le altre cose importanti da fare. Noi possiamo invece fermarci, vedere l’altro con gli occhi del cuore ed ascoltarlo dando valore a ciascuno dei propri fratelli, cristiani o non cristiani.

Bello sarebbe che questi Suoi gesti, questo Suo sguardo si traducessero nell’intimo di ciascuno di noi in consapevolezza e appropriazione di questo “rispecchiamento” , di questo amore insito nel cuore umano e che ciascuno si sentisse autorizzato ad assumere un maggiore discernimento della propria vita civile, morale, spirituale. Sarebbe importante saper valorizzare quest’opportunità di crescita, diventando più attivi e protagonisti consci della propria vita per poterla poi  testimoniare.

Nelly Irene Zita Garcia
Canegrate, 19 agosto 2013

(Irene è psicologa, che segue principalmente le problematiche infantili)
Le foto le ho scelte io, mi sembrano una sequenza logica che parte dallo sguardo materno di una madre verso il proprio figlio, a quello della Madonna verso Gesù, a quello del Papa che addirittura bacia un piccolino, alla stretta di mano ai profughi di Lampedusa, fino ad indossare, in Brasile, un copricapo indios. Direi che in tutti i casi, Papa Francesco si dimostra VICINO ad ogni persona che incontra, senza alcuna distinzione. E senza preoccuparsi se i suoi comportamenti siano aderenti alle procedure dell'etichetta di corte. Infatti, il Vaticano non è una corte reale, è, o almeno dovrebbe essere, la Casa di Dio, dove il Papa è  tenuto a svolgere il suo ruolo di Vicario di Cristo. A me non risulta - dai Vangeli canonici - che Gesù abbia mai abitato in una reggia, o che si sia comportato da regnante. Francesco rappresenta molto bene Gesù in Terra, aderendo, per quanto gli è concesso, al modo di essere del Messia. Ed è per questo che è molto amato, perfino da quelli che si dichiarano non credenti, se non addirittura atei e comunque lontani dalla Chiesa cattolica.
E se un Papa piace a tutti, indistintamente, qualcosa dovrà pur significare, vero?
Lui sta dando quell'esempio che Irene sottolinea con sapienza. Grazie Irene, per quanto hai scritto, e grazie soprattutto a Papa Francesco, per essere quel Papa che tutto il mondo attendeva!
Danila Oppio
                                                                                                    

VICINI A SUOR MARIA ROSARIA


Ho appreso poco fa, della dipartita della madre di Suor Maria Rosaria, suora di clausura del Monastero di Parma, e bravissima webmaster del sito http://www.carmelitanescalzeparma.it/
L'Ordine Secolare Carmeliano di Legnano è vicino alla cara Sorella, e porge le più sentite condoglianze, sicuro che la sua Mamma si trova ora tra le braccia del Padre.
Un fraterno abbraccio
Comunità ocds di Legnano

Qui sotto, il testo del comunicato di Suor Maria Rosaria.


Ho saputo poco fa, dal mio impareggiabile cugino Amedeo (che l'ha assistita come un figlio e più di un figlio), che la mamma questa sera è andata incontro al Signore.
Era stata ricoverata lunedì 16 per uno stato di debolezza generale; sembrava che si riprendesse, ma fra ieri e oggi le sue condizioni sono precipitate: la sua malattia erano i suoi quasi 90 anni. Ieri mi ha telefonato dal cellulare della sua bravissima badante Nina: parlava con una fatica che mi stringeva il cuore, ma percepivo che nella sua voce c'era qualcosa di affettuoso e "sorridente": è stato il suo ultimo regalo!
Agli inizi di settembre, quando sembrava stare ancora abbastanza bene, nel telefonarmi per concordare un incontro in parlatorio per la fine del mese, mi aveva stupita - proprio lei, che non voleva neppure sentir pronunciare la parola morte - con queste parole: "...se ci sarò ancora". Ma le aveva dette con una sorprendente serenità: era il segno che il Signore la stava preparando piano piano al grande passaggio.
Ringrazio tutti quelli che le hanno voluto bene (e sono davvero tanti!) e a tutti chiedo il dono di una preghiera.
Appena possibile invierò notizie più precise.
La vostra Suor Maria Rosaria

Suor Maria Rosaria, ti siamo vicini con tutto il cuore!


SENTITI AUGURI A PADRE NICOLA GALENO



CHE OGGI FESTEGGIA
IL SUO CINQUANTATREESIMO
DI PRIMA PROFESSIONE
A CONCESA!


martedì 24 settembre 2013

ANIMA MIA



anima mia
libera il tuo volo
sul mare del mattino
il cielo geme spazi azzurri
ove un gabbiano innamorato
intreccia voli di solitudine.

anima mia
ascolta il richiamo del vento
sale dai flutti bianchi
a suonare l’arpa della luce
sul pentagramma dell’orizzonte.

anima mia
ascolta il mio cuore

anima mia
rispondi

Giovanni De Simone

(Inedita)


domenica 22 settembre 2013

riguardo al libro di Padre Gracian


Ho scritto a Padre Nicola Galeno, per informalo sul post nel quale ho inserito il libro editato da Amigos de Gracian. 

Qui sotto il testo dell'email inviatagli.

Il libro è pubblicato integralmente su Paradiso

Ma non solo come articolo, se guardi in home page, sulla destra, in alto, vedrai la copertina del libro, che è collegata all'url dell'articolo, per cui chi ci clicca sopra, potrà leggere il testo intero. Ovviamente in lingua spagnola. Se vorrai comunicarlo agli amici di Padre Gracian, ne saranno contenti, spero. Ho lettori da ogni parte del mondo, compresi quelli di lingua spagnola, ovvero dal Perù, Venezuela, Spagna. Sperando venga letto.

L'immediata risposta da parte dei Padri guatemaltechi carmelitani a Padre Nicola, dopo aver loro comunicato dell'avvenuta pubblicazione su questo blog del loro testo:

Si, contenti, molto. Agradezco la publicacion para dar a conocer al P. Gracian.


Mi piace il tam tam...e mi piace anche la teoria dei vasi comunicanti..di conseguenza, se possiamo condividere qualcosa di veramente spirituale e interessante anche sotto il profilo culturale, da un capo all'altro del mondo, perché non farlo? 

Danila Oppio - Ocds


sabato 21 settembre 2013

Teresina e la Missione

Da “I miei pensieri” di Santa Teresa di Lisieux
L’espressione che più mi ha colpito, tra le tante, è quella citata qui sotto:

« l'ascenseur qui doit m'élever jusqu'au Ciel, ce sont vos bras, ô Jésus ! Pour cela je n'ai pas besoin de grandir, au contraire il faut que je reste petite, que je le devienne de plus en plus. »

« le tue braccia, o Gesù, sono l'ascensore che mi deve innalzare fino al cielo! Per questo io non ho affatto bisogno di diventare grande; bisogna anzi che rimanga piccola, che lo diventi sempre di più. »
 
La parte però sulla quale vorrei che riflettessimo, è quella nella quale Teresina si pone delle domande, alle quali dà risposte che potrebbero interessare la nostra stessa vita.
Forse Dio preferisce alcuni ad altri? L’interrogativo assilla Teresa, ma la risposta è semplice: conta essere quello che Egli vuole si sia.
“Ho aperto il Vangelo, e lo sguardo è caduto su alcune parole di Gesù: “Gesù salì sopra una montagna e chiamò a sé quelli che volle, e andarono a Lui” (Mc 3,13). Bene, ecco il mistero della mia vocazione, della mia vita tutta, e in particolare i misteri dei privilegi di Gesù sull’anima mia. Gesù non chiama quelli che sono degni, bensì chi vuole lui o, come dice San Paolo: “Dio ha pietà di chi vuole lui, ed usa misericordia a chi vuole lui. Non è dunque opera di chi voglia o di chi corra, bensì di Dio che usa misericordia”: (Rom 9,15-16).
A lungo mi sono domandata perché Dio avesse delle preferenze, perché tutte le anime non ricevessero un grado uguale di grazie. Mi stupivo nel vederLo prodigare favori straordinari ai Santi che l’avevano offeso, come San Paolo, sant’Agostino e che Egli, per così dire, forzava a ricevere le sue grazie. Oppure, leggendo le vite dei santi che a Nostro Signore piacque carezzare dalla culla alla tomba, senza lasciare sul loro passaggio alcun ostacolo che impedisse di elevarsi verso di Lui, e prevenisse queste anime con tali favori da non poter macchiare lo splendore immacolato della loro veste battesimale Mi domandavo perché i poveri selvaggi, per esempio, morissero in grande numero prima di aver nemmeno sentito pronunciare il nome di Dio. Gesù si è degnato di istruirmi su questo mistero, Egli ha messo davanti ai miei occhi il libro della natura e ho compreso che tutti i fiori che Egli ha creato sono belli, che lo splendore della rosa e il candore del giglio non tolgono nulla al profumo della violetta o alla semplicità incantevole della pratolina…Ho compreso che se tutti i piccoli fiori volessero essere delle rose, la natura perderebbe il suo ornamento primaverile, i campi non sarebbero più smaltati di fiorellini…Lo stesso avviene nel mondo delle anime che è il giardino di Gesù. Egli ha voluto creare i grandi santi che possono essere paragonati ai gigli e alle rose, ma ne ha creati pure di più piccoli. Questi devono accontentarsi di essere pratoline o violette destinate a rallegrare lo sguardo di Dio quando Egli lo abbassa ai suoi piedi. La perfezione consiste nel fare la Sua volontà, nell’essere quello che vuole che noi si sia”..
Non vado oltre, consiglio vivamente di procurarsi il testo di Teresina “I miei pensieri”, poiché vi sono spunti di riflessione davvero profondi, pur nella semplicità in cui la Piccola Santa si esprime.
C’è una considerazione che oggi è stata superata, ovvero che quei selvaggi citati da Teresina, che non hanno avuto la fortuna di ascoltare la Parola di Dio, non ne hanno alcuna colpa, e se la loro vita è conforme all’Amore, sono sicura che c’è posto anche per loro in Paradiso. Non c’è perdono, invece, per coloro che, pur avendo conosciuto l’Uomo-Dio, il Cristo Signore, e la Buona Novella da lui predicata, lo rifiutano. Egli infatti ha detto: “sarete giudicati dall’Amore”, ed ha sottolineato:
Il giudizio finale: giudicati sull’amore (Mt 25,31-40)


Santuario di Santa Teresa Bambin Gesù
Legnano
      “Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” (25,31-40).

Chi rifiuta quindi gli insegnamenti del Signore, non sarà accolto: ben conosciamo la parabola della zizzania.

Santa Teresa del Bambino Gesù ha fatto proprie le opere di misericordia, perché sapeva che il Regno dei Cieli è il premio che spetta a coloro che hanno scelto di vivere seguendo gli insegnamenti di Cristo.
Casa della Carità - mensa dei poveri
Legnano
Non rifiutate quindi di dare il vostro aiuto ai bisognosi, in qualsiasi forma sia necessario, e non criticate quelli che lo fanno, pensando che l’accoglienza soprattutto quella verso gli extra-comunitari, sia un errore. Non lo è, il gesto è elogiabile, e gradito a Dio (ho fatto riferimento al brano del Vangelo proprio per evidenziare la Parola) sta poi a chi riceve aiuto, comportarsi in modo riconoscente e cercare di approfittare dell’occasione che gli è offerta, per dare un senso alla propria esistenza.

Padre Gabriele Mattavelli
Parroco del Santuario
A lungo missionario in Camerun ora prosegue
la sua missione a Legnano
insignito di Benemerenza Civica
per i meriti qui sotto riportati, riguardo alla Casa della
Carità
Non è un caso che, proprio nella Parrocchia dedicata alla Santina, ci sia una Casa della Carità – Mensa dei Poveri. Lei pregava per i missionari, ne è la Patrona.
E’ missione non solo partire verso lidi lontani per portare la Parola di Dio, ma anche accogliere chi viene da lontano, perché ha fame di pane e Amore.



Danila Oppio
Carmelitana secolare


 CASA DELLA CARITA'
La Casa della Carità di via Santa Teresa è una realtà che fa onore alla città di Legnano. E’ stata aperta nel 2003, ma è dal lontano 1929 che la comunità religiosa dei frati Carmelitani Scalzi assicura un piatto caldo a coloro che bussano alla porta del convento. Al suo interno opera una mensa dei poveri che garantisce tale servizio ininterrottamente 365 giorni all'anno (Natale e Capodanno compresi) grazie all'impegno di un folto gruppo di volontari che si alternano. Da quando è stata aperta hanno prestato la loro opera circa 200 persone. Attualmente la mensa può fare affidamento su una settantina di volontari, un numero che però è appena sufficiente a garantire i servizi. Senza il loro prezioso contributo non sarebbe possibile  assicurare in modo continuativo un pasto caldo a uomini e donne in difficoltà. 
La struttura vive di offerte e di versamenti effettuati tramite il 5 per mille. Un aiuto fondamentale è garantito dall'associazione Banco Alimentare, supermercati, panificatori, associazioni, singoli benefattori, imprenditori e da convenzioni stipulate con alcune scuole per il ritiro della frutta non consumata dagli alunni.

Mediamente la mensa garantisce ogni giorno un pasto caldo a 120  bisognosi, a cui si devono aggiungere persone di passaggio non facilmente quantificabili. Dal 7 luglio 2003 (giorno dell'inaugurazione) ad oggi, sono stati distribuiti in totale quasi 195mila pasti.
Frequentano la mensa in modo quasi uguale persone straniere (prevalentemente nord africani, rumeni e sud americani) e cittadini italiani residenti a Legnano e nei paesi dell'hinterland. 
La Casa della Carità ospita altri servizi sempre finalizzati ad aiutare persone che vivono situazioni di forte disagio. Particolarmente preziosa è l'attività svolta da Ambulamondo e Ambulabimbi, due strutture gestite da medici volontari che settimanalmente offrono consulenza sanitaria a stranieri indigenti, adulti e bambini. 



BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi