AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

EDIZIONI PER VOI

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DANZANDO IN PUNTA DI PENNA (tra versi poetici)
ILLUSIONI
PATCHWORD (ritagli di strofe)
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Buona lettura!
Oltre a questi e-book, l'autrice Danila Oppio ha pubblicato altri libri, la cui copertina è visibile sempre alla destra della home-page.

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

martedì 28 settembre 2010

DA MARIA IMPARIAMO A FARCI VISITA

Riprendo un capitolo della lettera pastorale di Mons. Giuseppe Verucchi, Arcivescovo di Ravenna-Cervia, su come rapportarci tra noi. Il titolo è chiaro!
"IL NOSTRO FARCI VISITA"
Pensiamo a come noi siamo soliti farci visita. Pensiamoci un attimo. Mettiamoci in disparte, guardiamo ed ascoltiamo! Spettatori invisibili delle nostre "visite": telefonate, incontri, dialoghi. Dopo il primo saluto inizia il "rosario" delle cose che ci diciamo: qualche rara cosa bella. Poi..."Io sto bene, e tu?...Bel tempo oggi; che caldo;  quanta acqua!". (Banalità,. Tutte cose che sappiamo già!). "Che stress..Ho tanto da fare...Non ho neanche il tempo di voltarmi indietro" (e intanto ho tempo da spendere per parlare di "niente").
Poi, di norma si possono prendere due strade: o quella delle malattie e quella dei pettegolezzi.
La prima è la più innocua. Non offende nessuno. Meno male. Ma sembra di essere in un ospedale. Si passano in rassegna tutte le malattie. Prima ci diciamo le nostre. Poi andiamo in prestito. Per continuare il dialogo ci diciamo le malattie dei familiari, degli amici e del vicinato. C'è anche chi si avventura nel futuro parlando di mali che, certamente, ci cadranno sul capo! Se la visita prende questa piega, è piena di malanni ma, almeno, non danneggia nessuno!
Se invece prende la via del pettegolezzo, beh, allora si salvi chi può! Ce n'è per i politici, per i preti e per i Vescovi, per i parenti, i vicini di casa e gli amici, per i colleghi di lavoro e per i fratelli nella fede.
Non si salva nessuno! E se proprio di qualcuno non si riesce a saper niente di negativo, c'è sempre la cartuccia di riserva: "Ma vedrai che anche lui ha i suo limiti! Nessuno è perfetto, Se lo conoscessimo bene, chissà!". tutti vengono impallinati, E' un macello. Naturalmente non manca la frase di rito: "Non per criticare, ma..." E per fortuna che: "La vita è diventata una corsa. Non c'è più tempo neanche per parlare". Figurati! In pochi minuti ci troviamo in un "ospedale di malattie" e in un "macello di critiche e di calunnie", Immaginiamo se avessimo più tempo a disposizione!
LA VISITA DI MARIA AD ELISABETTA
E se imparassimo a farci visita in un altro modo?! Ogni tanto rileggo la visita di Maria ad Elisabetta (Lc 1,39-56). Semplicemente fantastico! Maria vive "giorni speciali". E' piena di doni stupendi: "piena di grazia";" il Signore è con te";"lo Spirito Santo scenderà su di te"; il Figlio di Dio incarnato è nel tuo grembo". "In quei giorni" si mette in viaggio e raggiunge in fretta Elisabetta. E' l'alba della NUOVA alleanza che va ad incontrare "l'attesa", la famiglia di Zaccaria, l'ANTICA alleanza,, Giovanni Battista, "l'ultimo e il più grande nato da donna" nell'epoca dell'attesa del Messia.
Si incontrano due donne. Ma, ancora di più, due Bimbi. Due alleanze: l'Antica e la NUOVA. L'Attesa e la Realtà, Le tenebre sono illuminate dalla LUCE. In quella visita abbiamo l'irrompere della Vita, della Gioia, della Luce, dell'Amore, della Pace. Un clima di letizia, di gaudio e di grazia, Ne rimaniamo avvolti. Fantastico!
Maria entra nella casa di Zaccaria e saluta Elisabetta. L'incontro è appena iniziato. Maria (e il Bambino che porta in grembo) generano una storia nuova in Elisabetta (e nel bimbo): il bimbo danza e saltella di gioia. Elisabetta è piena di Spirito Santo ed esplode in un canto di gratitudine e di benedizione!
Esalta Maria e benedice il Bimbo che porta in grembo. Soprattutto riconosce la grandezza di Maria nel credere alla Parola del Signore e nell'accettare la volontà di Dio. E Maria risponde glorificando il Signore con il cantico del Magnificat: un inno splendido; una lode piena di riconoscenza e d'amore; un alleluia che sale al cielo pieno di riconoscenza; un'esplosione di gioia di un cuore che vede realizzate le promesse dell'Antica Alleanza. Maria visita Elisabetta. Due donne si salutano. Due bimbi vibrano nel grembo delle mamme. L'incontro è intensissimo. Due cuori pieni di fede e di amore. Dalla loro voce sgorga la lode. Le parole si incontrano e fanno salire al cielo una fervida preghiera. Esplode la gioia. Fiorisce la gratitudine e il ringraziamento. Il Signore è presente e vivo in quell'incontro. Lo Spirito Santo purifica e santifica il precursore del Messia e riempie il cuore della mamma. Gioia, letizia, fede, amore, gratitudine. Non una parola sui mali dell'epoca, Nessun accenno ai disagi della gravidanza e del viaggio. Totalmente escluso ogni pettegolezzo. In quella visita domina la fede, trionfa l'amore, fiorisce la lode, germoglia la speranza.
Tutto è avvolto di serenità e letizia.
DA QUESTO INCONTRO POSSIAMO IMPARARE. TANTO. TUTTI!!!

martedì 21 settembre 2010

SANTA TERESA DI GESU' BAMBINO E DEL VOLTO SANTO





Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo – Poetessa

Tutti ormai conoscono la storia di Teresina, o a brevi linee o in modo più approfondito, essendo la Patrona di   ogni Parrocchia a lei dedicata. Per questo vorrei sottolineare il suo lato poetico.
Nelle opere complete della Santa, ci sono poesie colme di spiritualità, di tenerezza e dolcezza infinita; ne cito tre che per la loro lunghezza non riporto, ma ve le indico perché le leggiate: “La rugiada Divina, ossia il Latte Verginale di Maria” , “Il mio canto per oggi” e “Viver d’amore”.  Il mio consiglio è di leggerle tutte, e di sceglierne almeno una da far propria, come fosse una speciale e personale preghiera da recitare ogni giorno.
I Carmelitani, come lo era la nostra Patrona, sono legati in modo inscindibile alla Vergine del Monte Carmelo, da cui hanno preso il nome, per questa ragione ho scelto la poesia che Teresina ha dedicato alla Madonna.

CANTO DI RICONOSCENZA ALLA MADONNA DEL MONTE CARMELO
 
Tra le tue braccia tu m’hai presa
dai primi istanti della vita:
dopo quel giorno, Madre cara,
tu mi proteggi quaggiù sempre.
Per conservarmi l’innocenza,
in un dolce nido m’hai riposta
e l’infanzia m’hai custodita,
di un chiostro all’ombra benedetta.

E ai tempi della giovinezza,
l’appello di Gesù ho sentito.
Con tenerezza ineffabile
Il Carmelo tu m’hai mostrato.
“Vieni, al Salvatore immolati”,
tu con dolcezza mi dicevi,
" vicino a me sarai felice,
vieni al Salvatore, immolati".


Presso te ho trovato riposo
Per il mio cuore, o Madre tenera!
Or in terra null’altro voglio:
Gesù soltanto è la mia gioia.
Se a volte sento la tristezza
E temo assalti di paura,
me tanto debole sostieni,
Madre, e degnati benedirmi.

Dammi che sia fedele sempre
A Gesù mio divino Sposo.
Un dì la sua soave voce
tra gli eletti a volar mi chiami.
Esilio e sofferenza allora
Non avrò e ti dirò nel Cielo
Della riconoscenza il canto,
Regina dolce del Carmelo!


Ecco, mi pare da questi versi, di captare tutta una tensione verso il Cielo, traguardo agognato di un viaggio terreno, dove ogni fermata è tempo sprecato. I piedi ben piantati in terra, sferzata dalle sofferenze morali e fisiche, dalle piccole debolezze di una ragazzina a volte impaurita dai suoi stessi grandi propositi di amare il suo Sposo con tutto il cuore, tanto ambiziosi in quella piccola vita, quanto potenti da non farla mai desistere nel cammino della Piccola Via che  aveva “inventato” per arrivare a Dio. Lei confidava nella Mamma Celeste, certa che le avrebbe dato tutta quella protezione, cura e amore di cui aveva bisogno, e che non le è venuta mai meno. Anche in quella che lei intuiva come notte oscura, non ha mai smesso di sostenere che “Voleva credere”. Il Paradiso l’attendeva, e come ha scritto in questa poesia, vi è volata presto tra gli eletti. Beata, Santa, Dottore della Chiesa: piccola Teresa, quanto sei grande!!!               
Con tutte le rose che ci invii dal Cielo, Teresina cara, anch'io voglio omaggiarti di questi fiori, e ricordarti quanto eri giovane e bella, nel tuo abito da monaca, ma anche quanto eri stupenda, nelle tue recite teatrali, come in questa foto, o quando indossavi l'armatura di Giovanna d'Arco!!!



martedì 7 settembre 2010

TERESINA ED IL BAMBINO GESU'

Per completare il ciclo sulla devozione al Bambino Gesù, non poteva mancare un preciso riferimento a quanto tenesse la nostra cara monaca Carmelitana, salita all'onore degli altari e Dottore della Chiesa: Santa Teresa del Bambino Gesù, al secolo Thèrése Martin, detta anche Santa Thérèse de Lisieux. Riporto qui sopra un interessante articolo di Padre Claudio Truzzi, Carmelitano Scalzo.

domenica 5 settembre 2010

SANTO BAMBINO DI PRAGA seconda parte

La statua del Santo Bambino

6KBLa statua originale e’ alta 47 cm., protetta da un cilindro metallico argentato fino alla cintola. La statua ha molto probabilmente un’anima di legno, rivestita di tessuto che traspare sotto la cera. Da sempre la statua venne rivestita con abitini tessuti a mano, e secondo le notizie tramandate le prime che ricevettero tale incarico furono Anna Loragh e Sibylla Schayemaier, seguite dal 1747 dalle Dame Inglesi, religiose appartenenti alla famiglia gesuitica. Il Santo Bambino veniva avvolto da una cotta bianca, sulla quale venivano poste una tunica bianca e i vestiti con mantellina di seta, simile ad una dalmatica (il quarto e il quinto vestito erano simili ad un pluviale sacerdotale). Intorno al collo poi vengono posti dei collarini di pizzo. La statua possiede inoltre due corone: quella originale del 1767, e la seconda preparata dal 1810 al 1820. Il suo guardaroba ha ormai raggiunto i cento esemplari. I piu’ antichi risalgono al 1700, come quello tessuto dalla imperatrice d’Austria Maria Teresa, mentre i piu’ recenti sono pervenuti da una famiglia della Sicilia, dalle Filippine, dalla Polonia, tessuti ad esempio in nylon bianco. Essi sono testimonianza di una devozione popolare diffusa in tutto il mondo.

Leggende sul Santo Bambino di Praga

11KBIntorno al Santo Bambino di Praga sono fiorite tante leggende, la cui storicità si può discutere, ma che in ogni caso riflettono quello che sentivano e vivevano coloro che le raccontavano.
Una di esse riguarda l’origine della statua . . .
... Al tempo della guerra fra Cristiani e Mori nella penisola iberica, c’era nel sud della Spagna un convento carmelitano. Neanch’esso fu risparmiato in una delle incursioni degli aggressori. Si salvarono solo quattro frati. Uno di loro si chiamava Giuseppe, e aveva una devozione particolare per il Santo Bambino Gesù . Mentre lavorava nel cortile, un giorno ebbe una visione di un giovane bambino che lo invitava alla preghiera. Il frate incominciò dunque a pregare l’Angelus, e alle parole "benedetto il frutto del tuo seno, Gesù " sentì il Bambino aggiungere: "Sono io!", e scomparì . Il volto però di quel bimbo gli si era stampato nella memoria. Sentì crescere un forte desiderio di rivedere quel bambino, anche solo per un attimo. Voleva infatti creare un ritratto che gli fosse simile, ma ogni sforzo risultava vano. Per molti anni il frate non riuscì a riprodurre una immagine che ricordasse fedelmente il viso del Santo Bambino. Ma un giorno il Bambino gli si rivelò nuovamente, quando era ormai molto vecchio. "Sono venuto a farti visita affinché tu possa terminare fedelmente la tua statua a mia somiglianza", gli disse il Bambino. Il frate si mise subito alacremente al lavoro. Il volto gli riuscì come in un sogno. Era felice. Quando il lavoro fu terminato, il Bambino era già scomparso. Egli si sentiva molto stanco. Si addormentò a questo mondo, senza più risvegliarsi; il Bambino lo aveva chiamato con sè .
Naturalmente non ci chiediamo quanto questa leggenda sia verosimile. La gustiamo nella sua semplice bellezza naif. 6KB

Altri tre racconti leggendari sono rappresentati in tre quadri della serie storica del Bambino di Praga, dipinti nella prima metà del 18esimo secolo. Sono tutti ambientati nel periodo in cui la statua fu ritrovata abbandonata in un angolo della chiesa, e senza mano. Padre Cirillo cercò invano i soldi per riparare la statua. Per caso però si trovava a Praga il signor Benedetto Manskonig, di Usti sul Labe. Costui si ammalò gravemente, e si rivolse per conforto al padre Cirillo, il quale gli parlò della possibilità di guarigione legata alla fede nella statua del Santo Bambino. Senza pensarci due volte, il signor Benedetto diede 100 monete d’oro a padre Cirillo, per ingraziarsi il Santo Bambino. Il secondo racconto invece ci dice come padre Cirillo pregasse per trovare i soldi necessari per riparare le manine della statua miracolosa. In risposta alle sue preghiere, un giorno fu visitato da una agiata signora, la quale gli diede la somma necessaria.
6KBUn altro racconto parla di come il Santo Bambino aiutò la famiglia agiata di Giorgio Kolovrat Libstejn. Sua moglie perse vista e udito. Non appena fu toccata con la statua del Santo Bambino guarì. Questa signora però era molto egoista, e decise di tenere nel suo palazzo la statua miracolosa, come protezione. Ma allorché volle allontanarsi dal suo palazzo, la carrozza non riuscì a muoversi. Non tardò a rendersi conto che la statua doveva tornare al suo posto, per la venerazione di tutti i fedeli. Solo allora poté intraprendere il suo viaggio.

Iniziarono a rivolgersi al Santo Bambino sia i nobili come la gente più semplice. E’ singolare che la prima imitazione del Bambino Gesù di Praga fu fatta dallo scultore Giovanni Schlansovsky, nella prima metà del 18esimo secolo. Egli intagliò un modello, e da esso furono tratte 100 copie della statua originale, che furono poi spedite in tutto il mondo. Anche la nostra porcellana di Dresda conserva una forma che secondo il modello dello scultore Gottleb Kirchner fu ritoccata dal famoso modellista J.J. Kandler.

Miracoloso

11KBMa le notizie circa fatti miracolosi legati in qualche modo a questa statua non sono solo cosa del passato, bensì continuano anche nel presente.
Una ad es. proviene da Tamara, bimba brasiliana di due anni. Fin dalla nascita aveva forti disfunzioni lombari, e doveva camminare con degli attrezzi speciali, conservati fino ad oggi nella chiesa. Con grande difficoltà riusciva a fare dei passettini. I suoi genitori fecero una novena al Santo Bambino di Praga. Nel sesto giorno della novena ella poté togliersi gli attrezzi speciali che l’aiutavano a muoversi, e camminare da sola. I medici restarono stupefatti. Alcuni non riuscirono a credere che si trattasse di un miracolo, ma i suoi genitori riuscirono a pagarsi il costoso viaggio fino a Praga per ringraziare, nell’anno 1995.
Un altro fatto è la guarigione di una donna indiana, che da giovane restò immobilizzata ad un letto per lungo tempo, paralizzata. Un giorno le si rivelò il Santo Bambino di Praga, ed ella intuitivamente capì che poteva essere guarita. Iniziò a pregare una novena al Santo Bambino servendosi di un libricino che era riuscita a procurarsi da qualche parte. Durante la novena iniziò a sentire che pian piano, prima nelle gambe ed in seguito in tutto il corpo, stava ricominciando a circolare la vita. Dopo solo alcune settimane era guarita dalla paralisi. Nel 1994, dopo aver raccolto il denaro per tutta la vita, all’età di 71 anni, riuscì a compiere il suo pellegrinaggio di ringraziamento a Praga, inginocchiandosi davanti a Colui che l’aveva guarita.



Pagina del Sito elettronico del Santuario del Santo Bambino in Praga.


Ho così concluso quanto trovato sul Sito del Carmelo di Praga. Ho visitato la Parrocchia di Santa Maria della Vittoria, dove risiede il Piccolo Re, nell'antico rione di Praga, chiamato Malà Strana, che in italiano significa Parte Piccola, o più semplicemente piccolo quartiere  e sono stata gentilmente scortata dallo stesso Priore, Padre Anastasio Roggero, che mi ha raccontato non solo la storia della statua del Santo Bambino,ma anche delle Missioni che si trovano in Centro-Africa, che furono istituite dai Carmelitani della Provincia Ligure. Forse non tutti sanno che il Carmelo di Praga appartiene all'Italia, ovvero alla Provincia Ligure dei Carmelitani Scalzi, che ha come punto di riferimento Arenzano. La prossima volta pubblicherò, sullo stesso argomento, qualcosa di altrettanto interessante!



giovedì 2 settembre 2010

SANTO BAMBINO DI PRAGA



STORIA E SPIRITUALITA’ DEL SANTO BAMBINO DI PRAGA


Devozione all’Infanzia di Gesù

6KB10KBIl culto all´infanzia di Gesu´ nella comunita´ cristiana risale a piu´ di un millennio fa´ e il suo contenuto rimanda essenzialmente alla contemplazione del mistero della Incarnazione del nostro Dio e Signore Gesu´ Cristo. Il primissimo interesse per l´infanzia di Gesu´ e´ dimostrato gia´ da san Matteo e da san Luca nei vangeli dell´Infanzia, seguiti subito dopo dai vangeli apocrifi (ad es. lo Pseudovangelo di Giacomo o di Tommaso). Alcuni Padri della Chiesa venerarono Dio sotto forma di bambino, come ad es. sant´Atanasio e san Girolamo. Fra i grandi promotori di una teologia dell´Infanzia e dell´Incarnazione troviamo san Bernardo di Clairvaux, san Francesco di Assisi e sant´Antonio da Padova. Successivamente poi santa Teresa d´Avila, la quale aveva sempre con se´ una statua del Santo Bambino Gesu´ nelle sue fondazioni di nuovi monasteri di monache carmelitane Scalze. Proprio nella Spagna di questo periodo la sottolineatura della Incarnazione di Cristo e di conseguenza il culto per la sua infanzia trovo´ una profonda risonanza.
La raffigurazione di Gesu’ Bambino da solo, al di fuori di configurazioni sceniche, affiora all’inizio del XIV secolo. Le piu’ antiche sculture si trovano in Germania. Si dice che tale raffigurazione trovo’ un ambiente ideale nell’ambito di alcuni monasteri femminili. Troviamo molta varieta’ anche per quanto riguarda gli oggetti raffigurati nelle mani di Gesu’: mentre la mano destra normalmente benedice, nella mano sinistra compaiono uccellini (forse un eco di alcuni passaggi di evangeli apocrifi), una mela, una sfera, un libro, una croce oppure un grappolo d’uva (simbolo dell’Eucarestia - Gv 15,1-11). Nel Medioevo le statue del Santo Bambino vennero fatte principalmente di legno, mentre nel tempo barocco in vari materiali: cera, avorio, bronzo, ecc. Le statuine di questo tempo sono anche dotate di vestitini.

Il Santo Bambino di Praga

6KBIl culto all’Infanzia di Gesu’ in Boemia (oggi Repubblica Ceka) e’ legato al tempo del barocco, e il Santo Bambino di Praga ne e’ il protagonista assoluto. La storia di questa particolare statua di cera comincia nel sud della Spagna, come opera di uno scultore sconosciuto. Si dice provenga da un convento tra Cordoba e Siviglia, nel quale viene venerata una copia in legno della statua. Da qui la trasse dona Isabela Manrique de Lara y Mendoza. Con la figlia Maria Manrique de Lara la statua prese la via della Boemia, essendosi sposata con un nobile ceko Vratislav di Pernstein. Come dono di nozze la ricevette sua figlia, Polyssena allorche’ si sposo’ con Vilem di Rozumberk. Ella prese con se la statua del Santo Bambino anche nel suo secondo matrimonio, dopo la morte del primo marito. Si sposo’ con Zdenek Vojtech di Lobkowicz e, dal momento che non ebbe figlie, regalo’ la preziosa statuina al priore dei Padri Carmelitani Scalzi, presso il convento di Santa Maria della Vittoria nel quartiere di Mala Strana in Praga.
6KBAll’inizio fu posto nella cappella del noviziato, secondo una consuetudine del Carmelo Teresiano. Nell’anno 1631 i Sassoni attaccarono Praga e nemmeno i conventi si salvarono dal saccheggio. La statua del Santo Bambino rimase seriamente danneggiata e gettata fra le rovine dietro all’altar maggiore. Fu ritrovata solo nel 1637, quando venne a Praga padre Cirillo della Madre di Dio, proveniente dal convento dei Padri Carmelitani Scalzi di Monaco di Baviera. Dopo molti sforzi, egli riusci’ a far finanziare la riparazione delle manine della statua da un ufficiale della citta’. Il Santo Bambino divenne nuovamente oggetto di culto, e gli vennero attribuiti parecchi fenomeni miracolosi, fra cui la salvezza della citta’ in occasione di un assedio degli Svedi.
10KBLa famiglia dei Martinic era molto devota al Santo Bambino. Su loro iniziativa, nel gennaio 1651 la statua del Santo Bambino fu portata in pellegrinaggio per le chiese di Praga, prendendo in questa occasione l’appellativo di ”miracoloso” (gratiosus). Nel 1655 l’allora vescovo ausiliare di Praga pose solennemente sul capo del Santo Bambino una corona d’oro, fatta preparare dal devoto nobile Bernardo Ignazio di Martinic. Ancora oggi la festa annuale del Santo Bambino ricorda questo avvenimento l’ultima domenica di maggio (quando non coincide con la Pentecoste).
La statua fu posta dapprima in chiesa nella cappella all’entrata della chiesa. Ma dato l’afflusso dei pellegrini nel 1741 la statua fu spostata nell’altare laterale di mezzo, dedicato allora a san Gioacchino e a sant’Anna, di fronte all’altare della miracolosa immagine della Madonna di Mantova. L´altare e´pensato in modo da sottolineare fortemente il senso della spiritualita´ del Santo Bambino di Praga. In linea verticale vediamo la raffigurazione dello Spirito Santo in alto, Dio Padre fino al Santo Bambino, il Figlio. E´ il mistero della Santissima Trinita´. In linea orizzontale a sinistra del Bambino Maria e alla sua destra s. Giuseppe, il mistero della Incarnazione. Il Santo Bambino di Praga e´ comprensibile solo all´interno del mistero dell´incrocio fra la famiglia divina e la famiglia umana. Cominciarono ad apparire intorno alla statua anche ex-voto d’argento, in forma di piccole manine, come ringraziamento per grazie ricevute. Alla morte della imperatrice di Austria Maria Teresa pero’ sali’ sul trono il figlio GiuseppeII. Il 3 settembre 1784 il convento dei Carmelitani Scalzi venne per decreto regio soppresso. La chiesa si venne cosi’ a trovare sotto la giurisdizione della vicina parrocchia di santa Maria della Catena, del Sovrano Ordine Militare dei Cavalieri di Malta.
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Nel XIX secolo la rinomanza del Santo Bambino di Praga aveva ormai raggiunto anche le terre piu’ lontane: Spagna, America del Sud, Italia, Filippine (gia’ dal XVI sec. con Magellano). Non solo, ma in parecchi conventi, soprattutto in quelli dei Carmelitani Scalzi, esisteva una speciale memoria liturgica mensile al Santo Bambino di Praga, il 25 di ogni mese. Particolarmente riconoscenti e debitori di favori speciali furono paesi dell’estremo Oriente come Vietnam, Corea, Filippine.

Quanto riportato sopra, è preso dal sito del Carmelo di Praga, e desidero pubblicarlo a puntate, in quanto anche da noi, a Legnano, esiste una Cappella sussidiaria, appartenente alla Parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù, dedicata al Bambino. Ogni anno, intorno al 10 settembre, ovvero il secondo venerdì, sabato e domenica del mese, se ne celebra la Festa Patronale. Ma quanti conoscono la storia del Bambino di Praga? Sicuramente tanti, ma non tutti hanno una precisa conoscenza del motivo per cui si venera questa statua di cera, riprodotta poi in moltissime altre, che si possono vedere in tante chiese, soprattutto Carmelitane.
Alla prossima, e che il Bambino Gesù vi benedica!

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi