AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

lunedì 31 maggio 2010

LA DIOCESI DI MILANO IN FESTA

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ALTRE NOTIZIE!! IL GRANDE EVENTO, PER FRA WALTER LEOPIZZI, SI STA AVVICINANDO ...NOI SIAMO IN TREPIDA ATTESA DELLA SUA ORDINAZIONE, E DI QUELLA DI TUTTI I CANDIDATI DIOCESANI...ABBIAMO BISOGNO DI SACERDOTI E DIO CE NE STA FACENDO DONO. SIA RINGRAZIATO IL SIGNORE!

Sabato 12/6 l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi consacrerà 17 sacerdoti diocesani e un religioso con una solenne celebrazione.



I candidati:
De Bernardi Marco, Santi Quirico e Giulitta, Ternate (Va); De Stefani Roberto, S. Giovanni Evangelista, Lecco (Lc); Ferrandi Marco, Santa Francesca Romana, Milano; Gurzoni Leandro (nella foto), S. Giuseppe, Cinisello Balsamo (Mi); Longo Giorgio, S. Vittore Martire, Buguggiate (Va); Lovati Gabriele, Sacro Cuore di Gesù alla Cagnola, Milano; Lucini Alessandro, S. Giuseppe, Cogliate (Mb); Martinati Emiliano, Santi Cornelio e Cipriano, Carnate (Mb); Missora Matteo, S. Stefano, Appiano Gentile (Co); Rabassini Andrea, S. Lorenzo Diacono e M. in Gurone, Malnate (Va); Rivolta Matteo, S. Vittore M., Ceriano Laghetto (Mb); Rossi Giacomo, S. Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano; Saita Matteo, S. Maria Nascente, Paderno Dugnano (Mi); Spreafico Roberto, Santi MM. Gervaso e Protaso in Gurone, Lecco; Usuelli Marco, Santi Ambrogio e Simpliciano, Carate Brianza (Mb); Ventura Paolo, Presentazione di Maria Vergine, Lasnigo (Co); Villa Gabriele, Regina Pacis, Monza (Mb). 


28.05.2010
di Ylenia SPINELLI 

Tra pochi giorni sarà festa grande per la nostra Chiesa ambrosiana. Sabato 12 giugno, a pochi giorni dalla chiusura dell’Anno sacerdotale, il cardinale Dionigi Tettamanzi ordinerà in Duomo 17 nuovi preti diocesani e uno dell’ordine dei carmelitani scalzi (Walter Leopizzi). Alla solenne celebrazione, che avrà inizio alle 9, parteciperanno non soltanto i famigliari, ma anche moltissimi fedeli delle parrocchie di origine dei candidati e di quelle in cui hanno svolto il servizio pastorale. Le storie personali dei futuri preti (presentati ufficialmente alla Diocesi nella scorsa Festa dei Fiori a Venegono) sono una diversa dall’altra:c’è chi è entrato in Seminario dopo l’università, chi dopo le superiori e chi dopo le scuole medie e ha fatto in tempo a frequentare il Seminario Minore. C’è chi ha lavorato come finanziere, professore o architetto. Qualcuno viene da Milano, altri provengono da Lecco, dalla Brianza o dalla provincia di Varese. I più giovani, i 24enni Giorgio Longo e Matteo Missora, hanno dovuto chiedere la dispensa al Vescovo per essere ordinati, mentre Marco Ferrandi, classe 1954, potrebbe essere il loro papà, ma nel cammino di formazione in Seminario la differenza di età non è mai stata un problema, anzi, un’occasione di scambio reciproco ed un motivo di crescita. Ad unire tutti questi vissuti il comune “sì” alla chiamata di Dio e la decisione di affidarsi completamente a Lui, come recita il loro motto, tratto dal Salmo 15, «Nelle tue mani è la mia vita». Anche l’immagine che i futuri preti hanno scelto per il loro tableau, una vetrata realizzata da Marc Chagall per la Chiesa di Santo Stefano a Magonza, ha per protagonista le mani: quelle di Dio che, nella figura dell’angelo, pone l’uomo nel giardino dell’Eden, prima ancora di dargli la vita. «Il senso che vi abbiamo letto - spiegano i candidati- è ancora una volta quello dell’amore di sempre e per sempre di Dio che custodisce l’uomo nelle sue mani». Quella dei futuri preti sarà sicuramente una bella avventura, ma anche una sfida. Dovranno portare la loro freschezza nel mondo e mostrare il vero volto della Chiesa in una società che, soprattutto ultimamente, ha tanti pregiudizi nei confronti dei preti. «È vero - ammette mons. Peppino Maffi, rettore dei Seminari ambrosiani - in questi ultimi mesi siamo stati messi sotto accusa, ma quello che verifico quotidianamente è il desiderio di tutti di dire e testimoniare la serenità grande di una vita dedicata al Signore». Da domenica 6 giugno al giorno dell’ordinazione i candidati saranno impegnati nella settimana di esercizi spirituali a Rho. Li accompagneranno i genitori e i famigliari più stretti che in questi anni hanno condiviso la nascita e la maturazione della vocazione. «Io e i miei genitori stiamo cercando di vivere questi momenti - spiega Giorgio - nella fede e nella gioia, consapevoli di ciò che Dio sta compiendo in noi e per le nostre comunità, attraverso un dono così grande come il sacramento dell’ordine».
«Quando a 55 anni - interviene Marco - capisci che il Signore non si accontenta di ciò che finora ti ha dato, ma ti chiama ad una vita ancora più piena e realizzi che lo fa perché ti vuole bene, questo basta per guardare con ottimismo al futuro».

(fonte: http://www.chiesadimilano.it/or4/or?...ex&oid=2504839 )

venerdì 28 maggio 2010

FRA WALTER NOVELLO SACERDOTE


  • SACERDOZIO DI FRA WALTER
  •                LEOPIZZI                                  
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  • L’anno sacerdotale volge al termine, e il caro Fra Walter, che ha trascorso il  Diaconato presso la Parrocchia di S. Teresa, conclude il suo percorso, proprio in concomitanza con il termine dell’anno dedicato ai sacerdoti. Un segno chiaro: la sequela di Cristo è un cammino in ascesa,  il Diacono Walter inizia il suo ministero pastorale.
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  • “Ogni Pastore è il tramite attraverso il quale Cristo stesso ama gli uomini: è mediante i sacerdoti che il Signore raggiunge le anime, le istruisce, le custodisce, le guida.
  • Sant’Agostino, nel suo Commento al Vangelo di Giovanni, dice: “Sia dunque impegno d’amore pascere il gregge del Signore” (123,5): questa è la suprema norma di condotta dei ministri di Dio, un amore incondizionato, come quello del Buon Pastore, pieno di gioia, aperto a tutti, attento ai vicini e premuroso verso i lontani (crf S. Agostino, Discorso  340,1; Discorso 46,15), delicato verso i più deboli, i piccoli, i semplici, i peccatori, per manifestare l’infinita misericordia di Dio con le parole rassicuranti della speranza (cfr Id., Lettera 95,1).
  • Se tale compito pastorale è fondato sul Sacramento, tuttavia la sua efficacia non è indipendente dall’esistenza personale del presbitero. Per essere Pastore secondo il cuore di Dio (cfr Ger 3,15) occorre un profondo radicamento nella viva amicizia con Cristo, non solo dell’intelligenza, ma anche della libertà e della volontà, una chiara coscienza dell’identità ricevuta nell’Ordinazione Sacerdotale, una disponibilità incondizionata a condurre il gregge affidato là dove il Signore vuole e non nella direzione che, apparentemente, sembra più conveniente o più facile. Ciò richiede, anzitutto, la continua e progressiva disponibilità a lasciare che Cristo stesso governi l’esistenza sacerdotale dei presbiteri.
  • Infatti, nessuno è realmente capace di pascere il gregge di Cristo, se non vive una profonda e reale obbedienza a Cristo e alla Chiesa, e la stessa docilità del Popolo ai suoi sacerdoti dipende dalla docilità dei sacerdoti verso Cristo; per questo alla base del ministero pastorale c’è sempre l’incontro personale e costante con il Signore, la conoscenza profonda di Lui, il conformare la propria volontà alla volontà di Cristo.
  • Dove può attingere oggi un sacerdote la forza per tale esercizio del proprio ministero, nella piena fedeltà a Cristo e alla Chiesa, con una dedizione totale al gregge? La risposta è una sola: in Cristo Signore. Il modo di governare di Gesù non è quello del dominio, ma è l’umile ed amoroso servizio della Lavanda dei piedi, e la regalità di Cristo sull’universo non è un trionfo terreno, ma trova il suo culmine sul legno della Croce.
  • Non c’è infatti bene più grande, in questa vita terrena, che condurre gli uomini a Dio, risvegliare la fede, sollevare l’uomo dall’inerzia e dalla disperazione, dare la speranza che Dio è vicino e guida la storia personale e del mondo: questo, in definitiva, è il senso profondo ed ultimo del compito di governare che il Signore ha affidato ai sacerdoti. Si tratta di formare Cristo nei credenti, attraverso quel processo di santificazione che è conversione del criteri, della scala dei valori, degli atteggiamenti, per lasciare che Cristo viva in ogni fedele.”
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  • Il testo sopra riportato, ridotto per questioni di spazio, è parte della Catechesi del Santo Padre, nell’ udienza generale del 26 maggio 2010, e rivolta ai sacerdoti. Le celebrazioni conclusive dell’anno sacerdotale avverranno il 9, 10 e 11 giugno a Roma: si mediterà sulla conversione e sulla missione, sul dono dello Spirito Santo e sul rapporto con Maria Santissima, con il rinnovo delle promesse sacerdotali, sostenute da tutto il Popolo di Dio.
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  • Mi è sembrato doveroso servirmi delle parole del Vicario di Cristo, per illustrare – anche  solo parzialmente – quali sono le responsabilità di un sacerdote, l’intenso rapporto che intrattiene con il Signore e come questa relazione spirituale si riversi poi su di noi, popolo di Dio, attraverso il suo mandato.
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  • Il giorno successivo al rinnovo delle promesse sacerdotali, il 12 giugno Fra Walter esprimerà le sue!!  L’anno sacerdotale finisce, ed inizia il meraviglioso dono  di un nuovo sacerdote e  Padre Carmelitano,  grande gioia per lui e per tutti noi!!!              
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  •                                                                                                                                            

mercoledì 26 maggio 2010

UN PO' D'ARTE E CULTURA : LINA DELPERO

Sono nata a Vermiglio, un paese situato a 1300 m. nelle Alpi del Trentino, in una famiglia numerosa e contadina nel 1941, durante la seconda guerra mondiale. Qui tutti si conoscevano e si aiutavano a superare le difficoltà della guerra e la povertà in cui molti vivevano. La bellezza della natura, i colori delle nuvole che giocano tra le cime delle montagne, i ghiacciai, i fiori, le foreste di larici ed abeti, l'acqua dei ruscelli che rumorosa scende veloce dalle montagne: sono immagini scolpite per sempre nel mio intimo.
A Milano ho frequentato il liceo artistico Beato Angelico e la facoltà di Architettura.
All'Università Cattolica di Milano ho frequentato con interesse i corsi di Scienze religiose e all'Ècole de la Foi di Friburgo, in Svizzera, due anni di studi biblici.
Scrivo icone da quando avevo 24 anni e considero questo l'impegno più significativo della mia vita.
Ho insegnato disegno e storia dell'arte al Liceo Scientifico e alla Scuola Media. Il contatto con gli adolescenti mi ha sempre entusiasmato e aiutato ad approfondire il mio lavoro di iconografa. E' per loro, per le loro famiglie, oltre che per la gente della strada, che scrivo le mie icone.
Con le esposizioni fatte finora in Italia e all'estero il mio obiettivo è quello di mostrare attraverso l'icona un qualcosa che riempia il cuore di speranza e gli occhi di bellezza. Grazie anche a molti amici, le mie icone sono ormai diffuse un po' ovunque, sia in Europa sia negli altri continenti.
Per tre volte ho rappresentato l'arte italiana a Londra nell'esposizione mondiale Art in action, dove viene invitato un solo artista per nazione.
Lo stato di Malta, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura, ha ospitato le mie icone nel Museo Nazionale.
Quest'anno per la prima volta ho potuto presentare in diverse esposizioni e conferenze le mie opere in Giappone. Ho sentito tanto apprezzamento per quest'arte che ha più di un punto in comune con l'antica arte giapponese.
Dedico questo libro al popolo giapponese, alla sua delicatezza e sensibilità, come piccolo contributo nella nostra comune ricerca di quella bellezza che, come diceva Dostoievski, salverà il mondo.


Sono rimasta colpita da questa pittrice di icone, dal fatto che lei si definisce una SCRITTRICE di icone, poiché con i suoi pennelli, trasferisce le Sacre Scritture direttamente sul legno, attraverso una lettura spirituale molto profonda. Da carmelitana, tra i meravigliosi dipinti iconografici, ho scelto "Maria Madre di Dio della Tenerezza" ed il Profeta Elia, che, nella tradizione cattolica,è il modello dei contemplativi e dei monaci. L'ordine del Carmelo, sorto nei luoghi in cui Elia visse e svolse la sua missione, lo considera proprio padre e ispiratore.
 Varrebbe la pena ammirare tutte le opere della pittrice, e magari, perché no, acquistarne qualcuna! Il suo recapito telefonico o elettronico lo potete trovare in internet, semplicemente digitando  LINA DELPERO.

martedì 25 maggio 2010

LA CHIESA IMMACOLATA E INDEFETTIBILE




 difesa della Chiesa
dal Fondatore degli Araldi
Mons. João Scognamiglio Clá Dias


Da molte settimane la Chiesa è fatta oggetto di un attacco violento da parte dei media che, prendendo a pretesto gli abusi commessi da alcuni suoi membri, vogliono screditare tutta la Chiesa, nella persona del Papa e nelle sue più preziose istituzioni.
Il Fondatore degli Araldi del Vangelo, Mons. João Scognamiglio Clá Dias, in questo studio appassionato e ricchissimo di informazioni, ci mostra come in realtà sia stata proprio la Chiesa, nel corso dei secoli, a fare progressivamente cessare le aberrazioni del mondo pagano e a suscitare negli animi il rispetto per i più deboli, in particolare per la donna e per i bambini.
Ma c'è una ragione ancora più profonda che deve illuminare il nostro sguardo: 
La Chiesa è una istituzione divina. Per questo, nonostante i difetti della sua dimensione umana, la sua sostanza è sempre pura. Ella è santa, perché santo è il suo Fondatore: è la Sposa immacolata di Cristo.



La Chiesa è immacolata e indefettibile,dopo ogni campagna di attacchi contro di lei, la Chiesa sempre ne esce più forte e splendente di prima
Mons. João Scognamiglio Clá Dias, E.P.
La moltitudine di notizie che, nelle ultime settimane, tenta di macchiare la Chiesa Cattolica,prendendo a pretesto abusi su bambini, commessi da parte di sacerdoti cattolici, attinge un crescendo incredibile.   Decisi a non far spegnere il fuoco che hanno acceso, vari organi di comunicazione sociale si sono dedicati a investigare il passato, alla ricerca di nuove prove che coinvolgessero il Vicario di Cristo in Terra, Papa Benedetto XVI, in ciò, del resto, fallendo pienamente.
Che vi siano sacerdoti impreparati e indegni, nessuno lo può negare; che abusi orribili siano
stati commessi, e certamente anche in numero superiore a quanto registrato, è doveroso riconoscere.
Tuttavia, utilizzare mancanze gravissime, ma circostanziali, relative a una minoranza di chierici, per insudiciare tutta la classe sacerdotale è una ingiustizia. Usare questo come pretesto
per tentare di demolire la Chiesa è diabolico.
Del resto, quanto più lo spirito libertario, relativista e neopagano della nostra epoca s’infiltra
nella Chiesa, tanto più è da temere che accadano crimini di pedofilia.

Da qui ne deriva anche la necessità di introdurre nei seminari un sistema rigoroso di selezione, in modo da ammettere come candidato al sacerdozio solo chi non abbia la propensione a scendere a patti col mondo, ma voglia insegnare la pratica della dottrina cattolica in tutta la sua purezza e dare l’esempio.
L’attuale campagna pubblicitaria contro la Chiesa ci fa dimenticare una verità della quale la
storia ci dà una inequivocabile testimonianza: è stata la Chiesa Cattolica che ha liberato il mondo
dall’immoralità, ed è proprio perché sta rifiutando la Chiesa che il mondo affonda nuovamente nella melma dalla quale è stato riscattato   http://www.salvamiregina.it/default. Questo è il link del sito dal quale ho trascritto il testo qui sopra.
Per questa ragione, pubblico anche la bellissima icona della Madre del buon rimedio, affinché pregandola, stenda il Suo manto a protezione della Chiesa, che è  il Corpo Mistico di Cristo, Suo Figlio. Abbiamo bisogno di sacerdoti degni e santi, di cristiani laici autenticamente adulti nella Fede, disposti a non lasciarsi intimidire dal lato oscuro che ogni uomo cela nel suo intimo, e talvolta svela in modo disdicevole o aberrante. Occorre credere che se uno sbaglia, 10, 100, 1000....seguono gli insegnamenti evangelici rendendosi testimoni credibili, sinceramente innamorati del Signore. Anche a me capita di lasciarmi influenzare da voci contrarie, dalle sferzanti critiche, e tendo ad avvilirmi, domandandomi che se certe cose accadono nell'interno della Chiesa, cosa sarà mai il mondo fuori di essa. Ma poi mi rivolgo alla Vergine, e allora mi conforta pensare che Lei non può permettere che la Chiesa crolli sotto il peso di alcuni errori umani, o sotto la sferza di critiche feroci...e non lo permetterà! Noi dobbiamo darLe una mano anzi, due unite in preghiera, perché interceda presso il Figlio, il quale ha il potere di cacciare il male che sta sconvolgendo la civiltà odierna. Che la Chiesa risorga, più forte e unita che mai, e che la Pace di Cristo scenda nei cuori!


venerdì 21 maggio 2010

LA GENTILEZZA DELLA ROSA

Di una rosa fragrante 
 Ricorderemo la sua bellezza 
Anche quando sarà sfiorita, 
Il suo profumo inebriante
Aleggerà nella memoria



Di un cumulo di letame
Rammenteremo solo
 il suo sgradevole sentore


Non facciamoci ricordare
per l'indifferenza e l'aridità del cuore, 
per i gesti scortesi e le aspre parole
ma per tanti gesti d'amore
  (come quello ricevuto da te, Maria!!)

mercoledì 12 maggio 2010

UNO SPAZIO PICCOLO, PER MEDITARE IN GRANDE!!

MARIA CI E' MADRE                                                                            LA CHIESA CI E' MADRE
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La Chiesa è madre
e le mamme piangono, perdonano,
sperano, amano.
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(P. Mazzolari)

PLATONE E' MEGLIO DEL PROZAC

 C'è una tale confusione, al giorno d'oggi e tante teorie sul modo di essere felici, di ritrovare la tranquillità dell'anima, attraverso varie pratiche: joga, mantra, new age (ora un po' desueta), buddhismo, taoismo, ecc., da non raccapezzarsi più!
Confusione che genera confusione: si confondono le religioni con qualcos'altro!! Si prende un po' dell'una, un po' dell'altra - ovviamente solo la parte che più ci convince e più si adegua al nostro pensiero - e se ne fa una bella macedonia, si aggiunge un pizzico di cristianesimo, quanto basta, e si condisce il tutto con un sorso di filosofia!! Qui a fianco, i signori Platone e Aristotele!!
Con tutte queste premesse, che appaiono invitanti, che ce ne facciamo della religione? 
Ultima trovata in ordine di apparizione, la filosofia applicata!!
Cito:" nonostante quel che si pensa abitualmente, la filosofia non deve per forza essere noiosa o incomprensibile. In realtà essa risponde alle domande che tutti ci poniamo: che senso ha la vita?  perché sono qui? Perché dovrei fare la cosa giusta? E che cos'è la cosa giusta? Non sono domande facili, ma disporre di migliaia di anni di riflessione ci offre un vantaggio: alcune delle menti più brillanti della storia hanno lasciato idee e linee di condotta per il nostro benessere psicologico. Molto meglio del Prozac!
Le concezioni di Platone sul bene e sul male, il consiglio di Aristotele di seguire in ogni situazione ragione e moderazione o i pensieri di Kierkegaard sulla morte, la saggezza tradizionale degli I Ching o la teoria dell'imperativo di Kant possono rivelarsi straordinariamente utili per affrontare problemi concreti. E mentre ad alcuni piacerà l'autoritarismo di Hobbes, altri si sentiranno maggiormente attratti da un atteggiamento più intuitivo, come quello di Lao Tzu. I farmaci non posso cambiare il mondo esterno, né insegnarci a vivere meglio il presente. Solo la filosofia può farlo." ( MA NE SIETE PROPRIO SICURI? SPERO SCHERZIATE!!!)
Si tratta della presentazione di un bestseller di Lou Marinoff, professore di filosofia al City College di New York, pioniere della pratica filosofica, nata in Germania nel 1980, e preside dell'Associazione Americana dei  Terapisti Filosofici. Tale pratica si è diffusa  in tutto il mondo, dove si moltiplicano gli studi di counseling filosofico. Come dire, ora anche gli psicologi hanno vita breve, soppiantati dai terapeuti della filosofia?
Tutto concorre ad allontanare l'uomo dal cristianesimo, ho sentito da fonti "autorevoli", che il cristianesimo lede la personalità dell'individuo, crea sensi di colpa terribili, insegna mostruosità come l'esistenza di un inferno, dove finiremo a bruciare nel fuoco per l'eternità, giusto per  qualche peccatuccio di poco conto!
Anche qui, si è preso solo quello che faceva comodo, dalle Sacre Scritture.
Personalmente, più imparo a conoscere Cristo, e meno mi spaventano certe pagine evangeliche. Se i miei genitori mi devono correggere, e lo fanno anche minacciandomi di chissà quali terribili punizioni, so che lo fanno a fin di bene. Ma nel contempo, se io amassi davvero i miei genitori, non arriverei a farmi rimproverare, perché mi comporterei in modo tale che debbano essere orgogliosi della propria figlia, contenti di averla educata all'amore per la famiglia e per il prossimo. Così agisce Dio!  Se si ama, non si fa del male a nessuno!! Gesù ci insegna proprio l'Amore, e se Lo amiamo con tutto il cuore,  quale punizione potrà mai darci?
Mi ricollego al post precedente: se mi prefiguro Cristo che mi cammina a fianco, o la Sua Mamma che mi protegge, esco da ogni preoccupazione, da ogni angoscia esistenziale, mi affido totalmente a Loro!!E' uno  dei modi di pregare di Santa Teresa d'Avila: la preghiera continua nella vita, in ogni azione che si compie durante la giornata, se si dialoga costantemente con il Signore. Io lo faccio, tutte le volte che mi è possibile, e mi sento sicura, amorevolmente protetta.
Ma se ho mal di schiena, faccio anche dello stretching, per sciogliere la tensione muscolare! Come dice il proverbio: aiutati che Dio ti aiuta!!!
Chi va dallo strizzacervelli, (mi perdonino tutti i seri professionisti in materia!), chi va a fare meditazione orientale, e dallo psicoterapeuta, o nelle palestre dove si praticano arti marziali o joga, lo deve fare ben sapendo che non sono sostitutivi del nostro Credo Cattolico. Possono affiancarlo, ma tenendo ben separate religione e terapie del benessere. Non ho nulla contro la ricerca della pace interiore, anche se penso che la si possa trovare solo nel Logos: il Dio incarnato è presente e reale, la filosofia è la personale teoria dei pensatori della Storia dell'umanità, che hanno creato delle proprie scuole di pensiero. E meno male!! Ciò che differenzia l'uomo dagli animali inferiori è proprio la capacità di pensare, di ragionare!! Ma il tuo pensiero non deve per forza essere il mio!! E la terapia in base al pensiero di Platone, piuttosto che di Jung, non deve essere applicata al mio modo di pensare. Posso leggere tutti i trattati filosofici, ma non posso farmi totalmente influenzare da loro. Ce ne sarà uno che si avvicina al mio modo di vedere la vita, e allora mi consolo pensando che altri erano già arrivati alle mie stesse conclusioni, ma mi fermo li!
A mio avviso, il più grande filosofo di tutti i tempi resta Cristo, e lo resta perché nella sua totale umanità, è pur sempre Dio, unito visceralmente al Padre, attraverso lo Spirito Santo. A questo punto, come faccio a paragonare il grande Platone, o Solone, o Aristotele o Feud, tanto per fare qualche nome, a Gesù Cristo?
Se li invoco, vengono in mio soccorso? Potrei  provarci, ma ne dubito fortemente!!
Invece so che se chiamo in aiuto il Signore, o qualche santo che interceda per me oppure, meglio ancora la Vergine Maria, essi accorreranno, e mi illumineranno affinché la mia vita sia piena!!!
Usare la ragione ed il pensiero, non significa dover abbandonare la propria fede nel Signore, anzi!! Si trova il modo di sentire il Suo respiro (la Ruah) anche dove sembra non esserci, dove l'aridità, la logica e la ragione sembrano aver cancellato la poesia, l'arte e la spiritualità! E' bello poter dire: "Dio c'è, io ne colgo il respiro ovunque mi trovi, perché Egli è sempre presente e non mi abbandona mai".

TESTIMONIANZE PERSONALI

Desidero ricollegarmi ai due precedenti post. In entrambi ho scordato ciò che reputo necessario sottolineare. Quando scrivo, non intendo pontificare, mi baso semplicemente sulle mie esperienze personali. Tornando, ad esempio, sui pellegrinaggi, per lungo tempo li ho considerati io stessa una forma di turismo. Era un'occasione per partire con gente simpatica, in compagnia, e vedere luoghi interessanti, opere d'arte architettoniche, fossero esse cattedrali o monumenti. E paesaggi della natura che affascinavano lo spirito. Ma nulla di più. Per questo ora che ho imparato a camminare con Gesù e Maria al mio fianco, vedo i miei errori e mi auguro che altri non cadano nello stesso inganno. 
Mi piace paragonare il cammino con Cristo ad una sorta di trekking. Si cammina su sentieri talvolta difficili, ed occorre evitare i massi che rotolano e possono colpirci, o il morso delle vipere, i graffi dei rovi, i passaggi sdrucciolevoli, i temporali improvvisi, Tutto ciò che può provocarci ostacoli o rovinose cadute. Non sempre ci si riesce, più di una volta si cade: è accaduto a me, sia nei percorsi accidentati della montagna, sia nella vita quotidiana...accade a tutti.
E questo perché si nasce corruttibili, nel corpo e nello spirito. Quella che trovo divertente, stuzzicante e tremendamente interessante, è la sfida a vincere le proprie debolezze umane. Imparare a dire di no a quanto ci può nuocere, e impedisce l'ascesa dell'anima a Dio. Non sempre ciò che piace è buono per la nostra vita e, anche se a malincuore, si deve rinunciare per il bene nostro e dei fratelli che ci stanno intorno. Se pensiamo che il mondo ruoti intorno a noi, se accentriamo ogni cosa su di noi, danneggiamo la nostra stessa persona, e chi ci sta intorno. Non sono perle di saggezza buttate là a caso, sono pensieri nati dalla lotta che faccio quotidianamente contro ogni genere di tentazioni, che mi appaiono - come giusto che siano, altrimenti che tentazioni sarebbero mai? - molto appetibili, ma che in effetti risulterebbero indigeste alla mia anima, come sarebbe indigesta un'abbondante razione di lasagne, al mio stomaco!! E' una sfida a colpi di spada e di cesello: qui con la lama taglio i rami più grossi dell'albero dell'insipienza; là, cesello quella parte che non ha ancora raggiunto il livello al quale puntavo. E quando si ottiene un buon risultato, si è sereni e felici, anche se affaticati, come se si fosse raggiunta una tappa del percorso trekking!!!
Ma tutto questo camminare, tutta questa fatica lungo il percorso accidentato, non la possiamo fare se non abbiamo una guida sicura, che ci indichi il terreno giusto dove posare il piede!! Certamente per il nostro cammino spirituale, serve un direttore, il consiglio del confessore e di un amico sacerdote,consideriamoli  la corda o la strada ferrata per superare gli ostacoli meno difficili. Ma se non ci affidiamo totalmente al Signore, e alla Sua Madre dolcissima,  ci fermeremo di sicuro davanti agli ostacoli più ostici, e neanche le parole di un prete possono essere di aiuto. Ci abbatteremmo, ci sentiremmo senza sostegno, vediamo la strada davanti a noi talmente dura, che ci parrà impossibile poter continuare. Allora ci fermiamo, e poi, vedendo la strada in discesa, torneremo indietro.........ma che bel risultato sarebbe!!  Non volevamo arrivare in cima al monte? E ci arrendiamo subito? Con compagni di viaggio come Cristo e la Madonna, avremo certamente la forza di continuare: ce la infonderanno loro! Dio mio, sei la mia forza, la mia rupe, cita un salmo. (come il solito, non sono brava a dirvi quale, salmi, preghiere e Parola sono nella mia mente, ma non catalogati, perdonatemi!). Sempre per esperienza personale, sono certa che se chiamiamo al nostro fianco i nostri Amici Celesti, loro ci difenderanno dalle insidie delle tentazioni, e se poi cerchiamo l'affiancamento di amici che hanno Dio sul loro percorso, e non altri dei, idoli terreni che lasciano il tempo che trovano, ci sentiremo in una botte di ferro!!
Nel post precedente ho pubblicato una parte della lectio divina di Padre Mario: lo ammetto, io non riuscirei mai ad esprimermi in un modo tanto dottrinale, tanto teologico, non ne ho l'istruzione, né la capacità: ad ognuno il suo compito. Scrivo di getto, secondo quello che mi ispira lo Spirito, e sapendo che lo Spirito non mi permetterebbe di affermare idiozie su un blog di carattere spirituale, sono certa che il mio semplice linguaggio possa arrivare a tutti, portando il mio amore per il Signore nel modo che mi è più congeniale: con semplicità!! Però il mio pensiero non è basato solo su intuizioni personali, bensì su letture dei nostri Santi Carmelitani, che mi hanno aiutato non poco a capire quanto avessero ragione!!! La bellezza di confrontarsi con altri, siano essi Santi che ci hanno lasciato opere inestimabili, o cari amici innamorati di Dio, e poi elaborare quanto recepito con la propria intelligenza e fede, è qualcosa di straordinario: aiuta a crescere umanamente e spiritualmente. 
Questo vale se siamo persuasi che tutto è Dono, che ogni cosa che ci succede, anche spiacevole, ha un fine preciso: avvicinarci all'umanità di Cristo e alla Sua perfezione!! Se si guarda con occhi stupiti, come di bambino, ciò che ci circonda o accade, si scopre Dio in ogni dove!!!

martedì 11 maggio 2010

TEMPIO DI DIO

Mi pare la giusta spiegazione di quanto ho scritto riguardo la ricerca del Signore in Terra Santa. L'ho letta stasera, dal blog "Il Carmelo Oggi", parte di una lectio di Padre Mario Bianchi. Là, dove parlo di essere noi stessi il Tempio dello Spirito, trovo una  concomitanza di pensiero. La scarsa conoscenza dell'esegesi, mi porta ad esprimermi con parole mie, semplici e senza alcun riferimento ai passi evangelici. Li ricordo, ma non li so collocare nel contesto di quanto scrivo. La prova che lo Spirito Santo viene sempre in soccorso, è quanto riporto sotto!! Grazie Mario e scusa se ho "rubato" parte della tua lectio, ma rimando il lettore al blog dell'Eremo http://carmelooggi.blogspot.com/ dove può leggere e meditare dal testo integrale.
 Se uno mi ama, osserverà la mia parola
Gesù mostra che la fede non nasce da una evidenza, da una cogenza alla quale non ci si può non consegnare: nemmeno la resurrezione lo è! Non esiste un miracolo capace di “costringere” alla conversione. La fede – questo è il bello della fede – è un atto di amore, un atto della libertà che si apre all’incontro-conoscenza con l’altro generando comunione. Non è un “aderire a un’idea” o peggio a “una dottrina” e men che meno una “costrizione”. La fede è un fidarsi-affidarsi che nasce dall’amore che si fa storia comune. In questa risposta Gesù unisce fede-speranza-carità come dimensione profonde della relazione tra l’uomo e Gesù (e, a partire del suo amore per noi che precede e rende possibile il nostro, tra i discepoli cfr 13,34ss).
Il punto di partenza quindi è l’appropriazione personale della sua parola: questo è l’Amore secondo Giovanni. Amare Gesù è vivere della sua Parola al punto da non poterne più fare a meno, se non un sentirsi “morire dentro”. Osservare i comandamenti (v. 15) e osservare la sua parola non hanno niente a che fare per Gesù (e Giovanni!) con “l’osservanza materiale di precetti” ma indicano un rapporto vitale con la parola (logos-dabar) che produce comunione, condivisioni di vite e sequela…
Il manifestarsi di Gesù è un manifestarsi possibile solo a coloro che “gli si fanno suoi”, che accettano di farsi suoi… per questo chi non lo ama, “non può” vivere della sua parola e quindi “non lo può” conoscere (il binomio “conoscere-amare” e “non conoscere-odiare” è fondamentale in tutto il Vangelo di Gv fin dalle sue prime battute nel Prologo cfr anche oltre ai capitoli 13-17 ad esempio il c. 10 sul rapporto d’amore – conoscenza reciproca – tra le pecore e il pastore)…

L’amore per il logos di Gesù è l’amore per Gesù, Logos del Padre, e quindi è nello stesso tempo amore per il Padre… Amore che è dono dello Spirito d’amore tra il Padre e il Figlio e i figli.


SANTO SEPOLCRO - riflessioni

Vi chiederete cosa hanno a che fare le piramidi egizie con il Santo Sepolcro. Me lo chiedo anch'io!!! Entrambi i luoghi sono stati fonte di sogni mai realizzati. Fin da quando programmavamo il viaggio di nozze, il mio desiderio era quello di visitare le piramidi, fare un viaggio lungo il Nilo, ammirare i resti della civiltà egizia che tanto mi ha affascinato e mi affascina ancora. Si è optato poi per la Grecia, rimandando il viaggio ad altro momento. Momento mai arrivato! Allora ho cominciato a pensare alla Terra Santa, a quanto avrei dato per vedere il Santo Sepolcro, e calpestare la terra sulla quale aveva camminato Gesù. Non mi rendevo infatti conto che volevo vedere dei sepolcri , con la grande differenza che le piramidi erano quelli di faraoni, re quanto vuoi, ma comuni mortali!! Mentre il Santo Sepolcro appartenne a Colui che è il Re dell'Universo: quale enorme differenza!! Ma, per ora, anche questo, rimane un sogno. Per quanto, non saprei dire. Poi ho realizzato che Gerusalemme potrebbe essere il nostro cuore, che il Santo Sepolcro potrebbe trovarsi dentro la nostra anima, se solo facessimo posto a Gesù. Certo i pellegrinaggi servono ad aumentare il nostro senso spirituale, riempiono gli occhi di luoghi speciali, lasciano un ricordo indelebile nella mente ma....non sono necessari!! Non lo sono, se diventano solo occasione di rompere la monotonia delle giornate, se prendono le sembianze di una gita, di una vacanza. E devo amaramente ammetterlo, spesso sono in funzione di una certa economia del luogo: turismo che rende, vendita di oggetti ricordo, confusione di gente che crea distrazione, e che non permette di pregare nel silenzio di una chiesa, di entrare in dialogo con il Signore. Ci si guarda intorno, si ammirano gli edifici, il panorama, le bancarelle dove vendono souvenir che, a mio parere, di sacro non hanno nulla, se non il valore monetario che entra nelle tasche dei venditori, e di artistico? Men che meno! Sono tutte riproduzioni fatte magari in Cina o a Hong Kong, su vasta scala.Meglio raccogliere un pugno di sabbia, o un sassolino...forse almeno quelli possono essere stati lì, quando Cristo passava tra la gente, e magari....forse, Lui stesso li ha calpestati! Ma anche questo ha solo valore simbolico, se non è supportato da una Fede autentica. A mio parere, ciò che conta veramente, è portare la città di Dio nell'anima, ed il Figlio dell'Uomo, Figlio di Dio, nel cuore, lungo il percorso dei nostri giorni, e vivere autenticamente i Suoi insegnamenti, poiché Egli è il Dio Vivente, non morto e sepolto come tutti i Profeti della storia d'Israele. Vive con noi, ogni istante è presente in tutti gli angoli della terra, accanto ad ogni uomo che lo cerca, e anche a coloro che non lo conoscono o lo hanno ripudiato. Egli ci ama di un amore infinito, e l'unica vera felicità che ci rimane, è quella di portarlo con noi in ogni attimo della nostra vita, dentro la tasca più grande del nostro cuore, per dargli lo spazio che si merita, sopra ogni altra creatura. Allora non manca mai l'occasione di parlare di Lui, di pensare a Lui, di sentirlo Amico più di ogni altro amico, di sentirsi innamorati di Lui, più di ogni altro amore terreno. Con questi presupposti, andare a Gerusalemme non è così importante, e pregare sul Sepolcro resta un segno, ma non una necessità. Gesù, dentro il nostro essere uomini, dentro i nostri pensieri e nella stanza centrale del Castello interiore, seduto sul trono del nostro cuore, è come se si trovasse dentro il Tempio di Gerusalemme: è infatti il nostro cuore il posto dove Lui ha sempre desiderato soggiornare e non ci chiede che di fargli tutto lo spazio che merita. 
E se un giorno realizzerò un viaggio nella Terra che gli ha dato una Mamma eccezionale, non sarà certo per un' occasione di una vacanza, ma la necessità di sentirLo ancora più vicino di quanto non lo senta già ora!! A me basta sapere che il nostro caro Papa, Benedetto XVI ci è stato al posto mio, in rappresentanza di ogni cristiano cattolico!!!!
Buon pellegrinaggio a tutti coloro che partono per la Terra Santa, se partono convinti di avere già nel cuore un grande amore per Gesù, allora  chiedo loro di salutare Gerusalemme per me, posando un bacio a nome mio sul Sepolcro, per fortuna nostra, vuoto, di Cristo Vivente!!!

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi